Un campanello d’allarme anche per l’avifauna delle isole minori italiane

Le cinque specie di uccelli che Darwin non poteva scoprire a Madeira e nelle Azzorre

I ralli delle isole si erano già estinti dopo l’arrivo dei primi uomini accompagnati da topi, ratti e gatti

[4 febbraio 2016]

Ralli Madeira

Nello studio “Five new extinct species of rails (Aves: Gruiformes: Rallidae) from the Macaronesian Islands (North Atlantic Ocean)”, appena pubblicato su  Zootaxa, un team di 4 scienziati spagnoli, tedeschi e portoghesi, capeggiato da Josep Antoni Alcover, dell’Instituto mediterráneo de estudios avanzados (Imedea) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas e dell’Universidad de las Islas Baleares,

Descrive 5  nuove specie di ralli recentemente estinti in due arcipelaghi della Macaronesia: Madeira e Azzorre. Tutte le specie sono di dimensioni inferiori rispetto loro presunta antenato, il porciglione euroasiatico o occidentale (Rallus aquaticus). Il problema è che le specie appena scopere sono estinte.  I ricercatori dicono che due delle “nuove£ specie vivevano nell’arcipelago di Madeira: Rallus lowei n. . sp, la più robusto della specie descritte, non era in grado di volare, aveva gambe robuste e le ali piccole e viveva nell’isola di Madeira;  il Rallus adolfocaesaris n. sp., era una specie non volatrice, più gracile e aggraziata, e viveva a Porto Santo.

«Finora, sono state paleontologicamente esplorate 6 isole delle Azzorre – scrivono i ricercatori su Zootaxa –  e resti di ralli fossili sono stati trovati su ognuna di esse».  Nello studio vengono descritti i resti meglio conservati scoperti in 3 isole: Pico, São Miguel e São Jorge e che riguarda le altre nuove specie: Rallus montivagorum n. sp., un rallide più piccolo di R. aquaticus con una capacità di volare ridotta, che viveva sull’isola di Pico;  Rallus carvaoensis n. sp., un piccolo rallo volatore con gambe corte e robuste e il becco ricurvo che sembra fosse endemico dell’isola di São Miguel;  Rallus minutus n. sp., un piccolo rallo volatore  (simile per dimensioni al  rallo dell’isola Inaccessibile –  Atlantisia rogersi di dimensione) con un tarso-metatarso robusto e corto, che viveva sull’isola di São Jorge.  Inoltre sono stati ritrovati fossili di ralli  anche su altre tre isole delle Azzorre (Terceira, Graciosa e Santa Maria) e lo studio descrive un fossile straordinariamente completo di un Rallus anonimo  conservato nella silice e ritrovato  ad  Algar do Carvo su Terceira.

Come ci dice Paolo sposimo di Nemo, «La scoperta di 5 specie endemiche estinte alle Azzorre e Madeira è molto indicativo per  le isole mediterranee, dove le estinzioni dovute a ratti e gatti sono avvenute troppo presto per essere osservate». Infatti, quando nel 1826 Charles Darwin visitò l’arcipelago delle Azzorre durante il viaggio di ritorno dell’HMS Beagle in Gran Bretagna, dopo più di quattro anni in giro per il mondo, gli uccelli che osservò gli erano familiari, ma se fosse arrivato solo 500 anni prima avrebbe trovato un’avifauna molto particolare, simile a quella delle Galapagos che lo convinsero ha svelare al mondo la “scandalosa” evoluzione delle specie. La scoperta  di queste 5 specie estinte di ralli, alcune delle quali avevano perso la capacità di volare proprio perché si erano evolute nelle isole, conferma quanto fragili siano le specie riguardo alla compromissione degli habitat e quanto siano scomparse velocemente a Madeira e nelle Azzorre dopo l’arrivo dei primi esseri umani. Nel suo diario Darwin  cita solo l’esistenza di storni, ballerine, merli e fringuelli, ma sulle isole così familiari che stava studiando erano sepolte le ossa di altri uccelli che le avevano popolate solo alcuni secoli prima della sua visita.

Alcover spiega su Plataforma SINC che  «Le specie di uccelli molto probabilmente sono scomparse in seguito l’arrivo degli esseri umani e gli animali che li accompagnavano, come topi, ratti e gatti. Questo studio  ha reso possibile a scoprire nuove specie di uccelli che molto probabilmente sono scomparse dopo l’arrivo degli esseri umani e gli animali che portavano con loro, come topi, ratti e gatti. Almeno una di queste specie è sopravvissuta fino al  XV secolo, quindi siamo di fronte a un processo di estinzione recente».

Secondo lo scienziato spagnolo l’estinzione di alcune specie a Madeira potrebbe essere addirittura iniziata con l’approdo di una nave vichinga che avrebbe permesso ai topi di sbarcare sull’isola e colonizzarla e di cominciare a far strage dei ralli e di altri uccelli. «Le ossa rimaste delle specie di uccelli nativi che ora appaiono dimostrano che se Darwin avesse avuto la possibilità di studiare i fossili nascosti una di queste isole, o se le avesse visitate 500 anni prima, avrebbe trovato una ornitofauna molto più singolare, con molte più specie di uccelli autoctone, di quelle che ha trovato sulle isole Galapagos», chiarisce Alcover. E se oggi  ci sono solo 13 specie viventi del genere Rallus «Questo è perché altre specie, che vivevano solo sulle isole, sono scomparse recentemente».

Si pensa che nelle isole del Pacifico vivessero  2 o 3.000 specie di rallidi insulari e nelle isole più remote dell’Atlantico, come Tristan da Cunha e Gough,  sopravvivono ancora specie di ralli endemiche, mentre nelle Indie Occidentali, nelle Bermuda e nelle isole di Ascension e Sant’Elena, sono state trovate solo specie estinte. Questo sottolinea anche l’importanza di difendere assolutamente, anche con campagne di eradicazione delle specie pedatrici “aliene” introdotte dall’uomo, le ultime zone delle isole minori italiane frequentate dai rallidi e da altri uccelli a rischio di estinzione.

Alcover conferma che gli uccelli estinti trovati nelle isole di Macaronesia «Erano di dimensioni inferiori rispetto ai ralli continentali odierni, come il porciglione (Rallus aquaticus), dal quale molti di questi probabilmente provengono». I fossili scoperti rendono anche fattibile  verificare la tesi che le specie avessero una capacità di volo ridotto: «Alcune ne erano completamente privi, altre erano incapaci di mantenere un  volo regolare».

Mentre  i ralli continentali vivo vicino all’acqua, quelli insulari di solito occupano habitat più terrestri, perché per sopravvivere sulle isole si sono evoluti in maniera diversa, diventando così specie endemiche insulari. Questo comporta una diversa evoluzione, con una riduzione delle dimensioni del corpo, una diversificazione dell’aspetto e una riduzione o la perdita totale della loro capacità di volare: è per questo che i ralli tendono a camminare ed è per questo che, come spiega ancora Alcover, «I ralli che raggiungono le isole e vi si evolvono, perdono la loro capacità di dispersione: non possono lasciare le isole e sono intrappolati in territori insulari limitati, è questo il motivo per cui si osserva un areale estremamente ridotto. La storia dei ralli insulari è una intensa storia di evoluzione e, spesso, di estinzione».

Una storia che ha una rapida e drammatica evoluzione quando l’arrivo degli esseri umani cambia l’ecologia delle isole  i ralli fossili estinti di Madeira e delle Azzorre potrebbero essere l’indizio di un tesoro ancora sconosciuto della biodiversità: rappresentano le molte specie di animali che vivevano nelle  isole disabitate e che ora stanno cominciando a essere scoperte.

Infatti, oltre alle 5 specie di ralli  lo studio descrive altre specie, come  due specie endemiche di assiolo. «Questa è solo la punta dell’iceberg di ciò che può emergere in termini di conoscenze sulla fauna ornitologica nativa in queste isole – concludono gli autori dello studio – L’esistenza in passato di specie autoctone di assioli e ralli sottolinea alla grande ampiezza della devastazione subita dagli uccelli nelle isole dell’Atlantico dopo l’arrivo degli esseri umani e la fauna che portavano con loro».