Le estinzioni di massa del passato innescate dall’accumulo di metalli pesanti negli oceani?

Il cambiamento della geochimica oceanica ha causato malformazioni nel plancton

[27 agosto 2015]

estinzione di massa micro

Il segreto delle estinzioni di massa che hanno cambiato il volto del nostro pianeta potrebbe essere stato custodito per 415 milioni di anni nel plancton fossile malformato e la causa scatenante sarebbe stata l’accumulo di metalli pesanti.  A rivelarlo è lo studio “Metal-induced malformations in early Palaeozoic plankton are harbingers of mass extinction” pubblicato su Nature Communications da un team di ricercatori francesi, tedeschi, statunitensi e belgi guidato da Thijs R. A. Vandenbroucke, che lavora sia in Francia per il CNRS/Université de Lille che in Belgio per l’Universiteit Gent e da Poul Emsbo dell’US Geological Survey.

I ricercatori ricordano che «Diversi eventi di estinzione di massa del Paleozoico, durante i periodi Ordoviciano e i Siluriano (circa 485 a 420 a milioni di anni fa) hanno dato forma all’evoluzione della vita sul nostro pianeta. Anche se alcuni di questi di eventi periodici di breve durata sono stati responsabili dell’eradicazione di fino all’85% delle specie marine, l’esatto meccanismo killer  responsabile di queste crisi rimane poco compreso».

Il team internazionale ha avviato lo studio per indagare sulle associazioni di plancton fossile, conosciute come “teratologica” o “malformata”, analizzando chitinozoans, microfossili di 100-500 micrometri che vivevano in strati oceanici poco profondi dove ora c’è la Libia. Questi organismi larvali erano presenti nel  tardo Siluriano, in coincidenza  con la fasi iniziali degli eventi di estinzione di massa e su  Nature Communications, il team di scienziati presenta la prova che «I resti fossili di plancton marino malformato dal tardo Siluriano (415 milioni di anni fa) contengono concentrazioni molto elevati di metalli pesanti, come  ferro,  piombo e arsenico» e sottolinea che  «Queste sono tossine ben note che causano anomalie morfologiche negli organismi acquatici moderni». Cosa che ha portato gli autori dello studio  a concludere che «L’avvelenamento da metalli ha provocato la malformazione osservata in questi antichi organismi e può aver contribuito alla loro estinzione e di quella di molte altre specie».

All’Universiteit Gent spiegano ancora: «Il comportamento chimico documentato di questi metalli, che è correlato a disturbi precedentemente osservati nelle “firme” oceaniche di carbonio, ossigeno e zolfo, suggerisce  fortemente che questi aumenti di metalli abbiano avuto come risultato riduzioni dell’ossigenazione del mare. Così, la tossicità del metallo e le sue espressioni nelle malformazioni fossili, potrebbero fornire l’”anello mancante” per le estinzioni di organismi collegate ad una diffusa anossia dell’oceano».

Quindi, la diffusione di metalli pesanti nelle acque anossiche, intervenendo in una serie di interazioni sistemiche complesse che accompagnano la variazione geochimica oceanica, può essere identificata come la prima fase del meccanismo killer che culminò in catastrofiche estinzioni di massa.

I ricercatori concludono che «La ricorrente correlazione tra malformazioni dei fossili ed eventi di estinzione dell’ Ordoviciano-Siluriano fa emergere la provocatoria prospettiva che la contaminazione da metalli tossici potrebbe essere un agente precedentemente non considerato  che ha contribuito a molti, se non a tutti, gli eventi di estinzione negli antichi oceani».

Secondo gli scienziati, l’avvelenamento degli oceani da parte dei metalli pesanti ha inizialmente causato i cambiamenti e le malformazioni nel plancton e poi ha portato a catena all’estinzione della maggior parte degli organismi viventi. Una situazione che somiglia pericolosamente a quella dell’Antropocene nel quale stiamo vivendo, con la crescita abnorme di organismi moderni che vivono con alti livelli di tossine metalliche, che potrebbe preparare la sesta estinzione di massa.