Le leonesse con la criniera che si comportano come maschi

La femmina SaF05 monta le altre e uccide i cuccioli come fanno i maschi. Dipende dal testosterone?

[26 settembre 2016]

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In Botswana  a cinque leonesse è cresciuta la criniera e stanno mostrando comportamenti maschili e una sta continuamente cercando di montare le altre femmine del branco. A rivelarlo è il sorprendente studio “Rare observation of the existence and masculine behaviour of maned lionesses in the Okavango Delta, Botswana”.

E’ noto a tuti che i maschi di leone si distinguono per la loro criniera, che usano per attirare le femmine e che  ruggiscono per proteggere il loro territorio o per sottolineare il loro dominio. Le femmine non hanno una criniera e ruggiscono raramente. Ma come spiega Karl Gruber su New Scientist, a volte alle leonesse cresce  una criniera e addirittura si comportano come i maschi. Un comportamento che finora era stato visto pochissime volte e che restava confinato nel campo dell’aneddotica. Gli scienziati sapevano che esisteva, ma non sapevano come si comportavano le femmine con la criniera.

Il team di scienziati guidato dal britannico  Geoffrey dell’università del Sussex, che comprende ricercatori del Botswana predator conservation Trust, dell’ università di  Nottingham e dell’Institute of environmental sciences olandese di Leiden, ha scoperto  5  leonesse con la criniera nella Moremi game reserve nel Delta dell’Okavango, in Botswana, e ha cominciato a studiarle nel marzo 2014 e nei due anni seguenti ha registrato in particolare il comportamento di una di loro, chiamata SaF05, che aveva una criniera sottosviluppata ma che era più grande della maggior parte delle femmine.

Gilfillan spiega che «Mentre SaF05 ha per lo più un comportamento da sesso femminile – attuava orgogliosamente l’accoppiamento con i maschi – ha anche alcuni comportamenti maschili, come l’aumento della marcatura e dei ruggiti, così come montare le  altre femmine. Anche se le femmine ruggiscono e diffondono il loro odore come i maschi, di solito lo fanno meno frequentemente. SaF05, però, era molto più maschile nel suo comportamento, marcando e ruggendo regolarmente».

Secondo Luke Hunter, presidente dell’Associazione conservazionistica Panthera, la spiegazione più probabile è un aumento del livello di testosterone nelle leonesse quando raggiungono la maturità sessuale. Nei leoni il testosterone influenza direttamente lo sviluppo della criniera, infatti i  maschi castrati perdono la loro capacità di produrre testosterone e la loro criniera sparisce quasi subito.

Nel 2011, Emma,  una leonessa in cattività  del National Zoological Gardens of South Africa ha sviluppato una criniera e i test hanno rivelato alti livelli di testosterone causati da un problema alle  ovaie  e quando le sono state rimosse è tornata ad essere una leonessa “normale”.

Kathleen Alexander del Virginia Tech, che non ha partecipato allo studio, è convinta che il testosterone sia coinvolto nel comportamento maschile delle  leonesse Botswana, come dimostrerebbero le osservazioni del loro successo riproduttivo: «Mentre alcune delle leonesse con la criniera sono stati osservate in accoppiamento, nessuna di loro è rimasta incinta, suggerendo che sono sterili, una conseguenza nota di elevati livelli di androgeni come il testosterone nelle femmine. I cambiamenti comportamentali suggeriscono che questo sia probabilmente il caso».

Hunter sospetta questa spiegazione valga per i felini studiati da Gilfillan e dal suo team: «Tenuto conto che tutte le cinque femmine con la criniera note provengono dalla regione dell’Okavango, ci deve essere una componente genetica in questa popolazione alla base del fenomeno. Non penso che questo sia qualcosa di cui preoccuparsi. Anche se le femmine sono apparentemente sterili, sembrano però vivere una vita lunga e sana. E da un punto di vista della conservazione, non c’è nulla che suggerisca che il  modello sia in aumento o che potrà mai essere qualcosa di più di un raro fenomeno locale».

Attualmente nessuno sembra studiando le esatte cause genetiche e ormonali di questo fenomeno ma  Vincent Savolainen dell’Imperial College London, che ha collaborato alla ricerca con un suo studente, è convinto che ci siano solo uno o pochi geni alterati: «Credo che alcuni geni mascolinizzanti siano stati documentati nei gatti domestici,  sarebbe bene a guardare in questo, soprattutto in considerazione che il genoma del gatto è disponibile come riferimento».

Le femmine di leone mascolinizzate potrebbero essere un vantaggio per il branco quando si tratta di competere con gli altri branchi? A quanto pare e possibile. Gilfillan dice di aver visto una volta SaF05 abbattere una zebra. «Una femmina dominante vicina  ha rubato la zebra di SaF05, ma per ritorsione SaF05 ha ucciso due dei suoi cuccioli».

L’uccisione dei cuccioli  è un comportamento raro tra le leonesse, ma comune nei maschi.