Le locuste in volo sulla crisi alimentare del Madagascar: 13 milioni di persone a rischio

Già gravemente danneggiata la produzione di riso. La Fao lancia una campagna di controllo

[23 settembre 2013]

Al povero Madagascar, in preda da anni ad un rivolgimento politico che ne ha bloccato il già debole sviluppo, ci mancava solo questa: l’infestazione della locusta migratoria malgascia, che minaccia la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di 13 milioni di persone, cioè quasi il 60% per cento della popolazione dell’isola.

In Madagascatr il flagello delle locuste si è nuovamente presentato nell’aprile del 2012. Enormi sciami di questi insetti hanno danneggiato ampie aree di terra coltivata e di pascoli. Una missione di valutazione della Fao svoltasi nell’aprile/maggio di quest’anno ha ricordato che «Sebbene le locuste abbiano principalmente colpito il sud del Paese, si prevede che verso la fine del 2013 e l’inizio del 2014 alcuni sciami raggiungeranno le più produttive regioni settentrionali. In alcune regioni si stima sia stato danneggiato il 70% delle colture di cereali, tra queste quelle di riso, il principale alimento di base, e di mais. La produzione fuori stagione è diminuita rispetto agli anni precedenti, poiché gli agricoltori sono riluttanti a seminare a causa della minaccia delle locuste».

Per questo la Fao sta correndo nuovamente ai ripari ed ha avviato una campagna di controllo delle locuste e spiega che «Si prevede che entro questa settimana avranno inizio le operazioni di ricognizione aerea per identificare e mappare le aree che devono essere sottoposte a trattamento con i pesticidi. Nel frattempo, continuano le indagini sul campo, condotte su base mensile sin dal febbraio 2013. E’ inoltre in corso l’approvvigionamento di pesticidi, di veicoli e di attrezzature per le operazioni d’indagine e di controllo. Le operazioni di erogazione spray dovrebbero iniziare entro la fine del mese di ottobre, dopo l’inizio della stagione delle piogge».

Il programma triennale, elaborato congiuntamente dalla Fao e dal ministero dell’agricoltura del Madagascar, prevede tre campagne di controllo delle licuste tra settembre 2013 e settembre 2016, un programma che dovrebbe consentire il trattamento di oltre 2 milioni di ettari di aree infestate. Le campagne si concentrano su: Il miglioramento delle attività di monitoraggio e di analisi della situazione delle locuste; Irrorazioni aeree e di terra di grandi dimensioni; Il monitoraggio e la mitigazione degli effetti delle attività di controllo sulla salute e sull’ambiente; Un’analisi puntuale dell’impatto delle campagne anti-locuste sulle colture e sui pascoli.

Patrice Talla, rappresentante della Fao in Madagascar, sottolinea che «Dei 13 milioni di persone a rischio, 9 milioni dipendono direttamente dall’agricoltura per il cibo e per i propri mezzi di sostentamento. La campagna contro le locuste è di vitale importanza per cercare di limitare altri danni alle colture dei contadini poveri».

Il rapporto, di prossima uscita, dei risultati della missione congiunta Fao/Pam “Crop and Food Security Assessment”, condotta nel giugno/luglio di quest’anno, fornirà maggiori informazioni sul risultato della stagione produttiva del 2013 e sulla situazione della sicurezza alimentare. Questa campagna è stata resa a possibile grazie al  sostegno della comunità internazionale e del governo malgascio, attraverso finanziamenti diretti e sovvenzioni per l’acquisto dei pesticidi. Contributi al programma di controllo delle locuste sono stati dati dal Belgio, dal Fonds central d’intervention d’urgence francese, dalla Norvegia e dalla Banca Mondiale.

Ma come sempre i finanziamenti promessi dai donatori internazionali arrivano con il contagocce e la Fao dice che per il programma triennale, che costerà  41,5 milioni dollari, ha ricevuto solo 23 milioni dollari, anche se aggiunge che «Sono tuttavia a buon punto i negoziati per ulteriori finanziamenti poiché sono ancora necessari milioni di dollari per completare l’intero programma».

Ren Wang, vicedirettore generale della Fao per il dipartimento agricoltura e tutela del consumatore, evidenzia che «Nel controllo delle locuste si può dire che prevenire è meglio che curare. Abbiamo abbastanza fondi per avviare la campagna del primo anno e cercare di portare sotto controllo l’infestazione delle locuste, per evitare che duri anni e costi milioni di dollari. Ma abbiamo bisogno di più risorse per le operazioni di controllo dei prossimi tre anni e completare il lavoro».