Le lontre marine della California battono il fracking offshore di petrolio e gas

Ma a terra continua tutto come prima della gigantesca fuga di metano dell’Aliso Canyon

[1 febbraio 2016]

lontra marina

Il governo federale Usa non concederà nuovi permessi di fracking offshore per estrarre petrolio e gas dal fondale marino della California. L’accordo è stato raggiunto grazie ad una causa promossa dal Center for Biological Diversity e comprende una direttiva che ordina al  Dipartimento degli interni statunitense di  analizzare l’impatto ambientale del fracking offshore.

L’environmental assessment  del dipartimento degli interni dovrà essere pubblicato  entro il 28 febbraio e cittadini e associazioni avranno 30 giorni di tempo per fare osservazioni e chiedere modifiche al l progetto di valutazione. Dopo l’annuncio dell’accordo, l’American Petroleum Institute ha rilasciato un comunicato nel quale definisce «Non necessaria» la valutazione ambientale del fracking offshore.

Kristen Monsell, dal Center for Biological Diversity,  ha spiegato che «Tutto il fracking  in mare aperto mette le comunità costiere e la fauna marina a rischio per le sostanze chimiche pericolose o per  un’altra devastante fuoriuscita di petrolio, Una volta che i funzionari federali daranno una seria occhiata ai pericoli, dovranno concludere che il fracking offshore è un gioco d’azzardo troppo grosso per i sistemi che forniscono un supporto vitale ai nostri oceani».

Da un’inchiesta pubblicata nel  2013 dell’Associated Press  emerse che erano state realizzate più di 2.000 operazioni di fracking nelle acque federali e statali al largo della California  e che tutte auorizzate, ma praticamente non controllate, dalla Division of Oil, Gas and Geothermal Resources californiana, che dovrebbe controllare il petrolio e il gas offshore. L’azione legale promossa dagli ambientalisti sosteneva che le licenze avrebbero dovuto essere esaminate e concesse a livello federale.

Con la tecnica del fracking – sia onshore che  offshore –  viene iniettata ad alta pressione nel sottosuolo acqua mischiata a sostanze per fratturare le rocce e far risalire il contenuto di giacimenti petroliferi e gasieri. Il fracking a terra è duramente criticato perché contamina le acque sotterranee con queste  tossine e perché comporta anche la produzione grandi quantità di acque di scarico che possono inquinare le acque superficiali.

Secondo il Center for Biological Diversity, i permessi dati all’industria petrolifera californiana comportano lo scarico di più di 9 miliardi di galloni all’anno di acque reflue nell’oceano Pacifico al largo della costa della California e queste sostanze chimiche del fracking offshore potrebbero essere letali per la vita marina, che comprende anche una popolazione di lontre marine della California a rischio di estinzione. E la difesa di queste lontre, molto amate dai californiani, sembra aver giocato un ruolo determinante nello stop al fracking offshore.

La Monsell ribadisce che «Il fracking offshore è un’attività sporca e pericolosa che non ha assolutamente alcun posto nel nostro mare. Il governo federale ha certamente il diritto di dire che l’industria petrolifera non può dare libero sfogo a volontà al fracking offshore».

Ma la Division of Oil, Gas and Geothermal Resources della California ha  intanto concesso più di 2.000 pozzi di fracking che «di fatto indeboliscono legge volta a proteggere risorse idriche preziose della California dalla contaminazione industria petrolifera esistente- spiega  Clare Lakewood, del Center for Biological Diversity – I funzionari petroliferi  della California hanno puntato i piedi per anni  per non proporre nuove norme per correggere le  loro evidenti violazioni del Safe Drinking Water Act federale. Ora hanno pubblicato delle norme che non risolvono queste carenze pericolose e per certi versi aumentano davvero le iniezioni delle compagnia petrolifera che rappresentano una minaccia per la nostra acqua potabile sotterranea».

Le nuove regole fanno parte dell’ Underground Injection Control program della California, lo stesso programma che non è riuscita a prevenire la gigantesca fuga di metano dell’Aliso Canyon, ancora in corso a Porter Ranch, vicino a Los Angeles.

La Lakewood conclude amareggiata: «E’ spaventoso vedere l’amministrazione Brown (il governatore democratico della California, ndr)  che, durante il disastro dell’ Aliso Canyon,   sta cercando di dare un altro pass gratuito all’industria del petrolio e del gas per mettere in pericolo la nostra acqua e la nostra sicurezza».