Le mante sono in grado di riconoscersi allo specchio? Sarebbero i primi pesci in grado di farlo

Ma diversi scienziati pensano che l’auto-riconoscimento appartenga a uomini, scimpanzé e oranghi

[22 marzo 2016]

Manta

Secondo lo studio “Contingency checking and self-directed behaviors in giant manta rays: Do elasmobranchs have self-awareness?”, pubblicato sul Journal of Ethology da Csilla Ari e  Dominic P. D’Agostino dell’università della South Florida e delle Foundation for the Oceans of the Future e Manta Pacific Research Foundation, se messe di fronte ad uno specchio, le mante giganti controllano la loro immagine riuflessa in un modo che suggerisce sono auto-consapevoli.

Ari  e D’Agostino ricordano che «Capacità cognitive elaborate sono sorte indipendentemente in diversi gruppi tassonomici. L’auto-riconoscimento viene convenzionalmente identificato dalla comprensione che la propria immagine riflessa nello specchio non rappresenta un altro individuo, ma se stessi, cosa che, fino ad oggi, non era mai stato dimostrata in una qualsiasi specie elasmobranchi. Le mante hanno un alto quoziente di encefalizzazione, simile a quelle specie che hanno superato il test di auto-riconoscimento nello specchio, e possiedono il più grande cervello di tutte le specie di pesci. In questo studio, gli esperimenti di esposizione allo specchio sono stati condotti su due mante giganti in cattività  per documentare la loro risposta alla loro immagine speculare a. Le mante non hanno mostrato segni di interazione sociale la loro immagine speculare. Tuttavia, frequenti movimenti inusuali e ripetitivi di fronte allo specchio hanno suggerito un contingency checking; inoltre, comportamenti inusuali auto-diretto potrebbero essere identificati quando le mante sono state esposte allo specchio. Il presente studio dimostra l’evidenza di risposte comportamentali ad uno specchio che sono il prerequisito della consapevolezza di sé e che è stato utilizzato per confermare auto-riconoscimento nelle scimmie».

Secondo Marc Bekoff , dell’università del Colorado – Boulder, «Questa nuova scoperta è incredibilmente importante. Ciò dimostra che dobbiamo davvero ampliare la gamma degli animali che studiamo».

L<a Ari ha filmato due mante giganti in un acquario, con o senza lo specchio e il cambiamento del loro comportamento in presenza dello specchio dimostra che ci si sono riconosciute, anche perché  non hanno mostrato segni di interazione sociale con l’immagine riflessa, che è quello che ci si aspetterebbe se avessero percepito l’immagine nello specchio come un altro individuo. Invece, le mante hanno più volte spostato le loro pinne e girato davanti allo specchio e questo suggerisce che volessero vedere se la loro immagine riflessa  si sarebbe mossa quando loro si muovevano. La frequenza di questi movimenti è stata molto superiore quando nell’acquario c’era lo specchio di quando non c’era.

Le mante davanti allo specchio emettevano anche delle bolle, un comportamento che la Ari non aveva mai osservato prima nelle mante, e secondo lei, «Le risposte comportamentali implicano fortemente la capacità dell’auto-consapevolezza, soprattutto considerando che risposte comportamentali simili o analoghei sono considerate la prova della consapevolezza di sé nelle grandi scimmie».

Su New Scientist,  Diana Reiss, dell’Hunter College di New York, dice che «E’ interessante che le mante non abbiano mostrato un comportamento sociale verso l’immagine speculare, come di solito fanno i pesci». Ma aggiunge che «Non è chiaro se le mante si riconoscono davvero allo specchio».

Anche Gordon G. Gallup Jr., dell’università di Albany –  New York, che ha originariamente sviluppato il test dello specchio, è scettico: «I movimenti insoliti di fronte allo specchio avrebbe potuto semplicemente essere un segno di curiosità o di comportamento esplorativo». Altri studi hanno suggerito che i delfini, elefanti , scimmie, corvidi, e persino un robot , sono in grado di riconoscersi  allo specchio, ma Gallup dice che «Questi test sono stati generalmente condotti solo su uno o due animali ed i risultati non sono riproducibili. Gli esseri umani, gli scimpanzé e gli oranghi sono le uniche specie per le quali c’è la prova convincente e riproducibile dell’auto-riconoscimento allo specchio. Questo implica che l’auto-consapevolezza possa essere limitata all’uomo e ad alcune grandi scimmie».

Ma Bekoff  ribatte che «il test dello specchio non può essere la cartina di tornasole per la consapevolezza di sé in tutti gli animali. Si tratta di una misura visiva, quindi potrebbe non funzionare in specie che si spostano nei loro mondi in primo luogo con altri organi diversi dalla vista . Queste specie possono fallire nel test dello specchio, ma possono comunque essere consapevoli di sé. E’ il momento di alzare il tiro sul modo in cui si studia la consapevolezza di sé negli animali, tra cui le mante. Sarebbe bello se qualcuno potesse fare neuroimaging  mentre questi animali stanno facendo qualcosa in risposta a vedere un’immagine riflessa».