Le megattere battono le pinne come fanno i pinguini con le ali per “volare” nell’acqua (VIDEO)

Osservato un inaspettato battito delle pinne delle megattere. Potrebbe avere applicazioni bio-tecnologiche

[12 luglio 2017]

Quando Jeremy Goldbogen, un assistente di biologia alla Stanford University, ha fissato dei dispositivi per registrare i movimenti delle megattere sperava di capirne di più su come questi giganteschi cetacei si spostano nel loro ambiente naturale, nelle profondità sottomarine dove l’uomo non può osservarli.

Quando hanno riesaminato il filmato delle megattere mentre si nutrivano in gruppi, Goldbogen e il suo team  hanno notato qualcosa di inaspettato. In rari casi, le telecamere hanno catturato immagini delle balene che battono le loro grandi pinne anteriori come i pinguini o leoni marini, ma in modo completamente diverso da qualsiasi tipo di movimento delle pinne osservato in precedenza negli altri cetacei.

Paolo Segre, un ricercatore del Dipartmento di biologia della Hopkins marine station della Stanford University, Standord,  spiega che «Le balene potenziano il loro nuoto usando le code muscolose, tuttavia, in questo caso, abbiamo documentato il primo esempio di una balena che batteva le sue pinne per andare avanti, usando un movimento simile ad un uccello che batte le ali».

Questo nuovo movimento delle pinne delle megattere è stato dettagliato  nello studio “A hydrodynamically active flipper-stroke in humpback whales”, pubblicato su Current Biology  da un team statunitense e sudafricano,  e aiuta a comprendere meglio le abilità e l’anatomia di questi misteriosi  animali e potrebbe anche servire come esempio per il design bio-ispirato.

Le grandi e lunghe pinne  delle megattere sono irregolari e snelle rispetto alle pinne anteriori molto più corte e lisce delle altre balene. Sono così caratteristiche e così simili a grandi ali  che le megattere devono alle pinne anteriori il loro nome scientifico: Megaptera novaeangliae.

Dato che gli scienziati pensavano già che le lunghe pinne anteriori delle megattere avessero a che fare con le loro capacità natatorie, la forma insolita delle pinne potrebbe spiegare le abilissime manovre che sono in grado di compiere animali enormi come le megattere. La tecnologia di video tagging, come quella sviluppata dal laboratorio di Goldbogen , è relativamente nuova, quindi gli scienziati hanno avuto solo recentemente l’opportunità di testare e ampliare questa ipotesi.

Goldbogen ricorda che «In passato, i ricercatori hanno esaminato la struttura delle pinne delle balene dagli animali morti, ma per la prima volta possiamo vedere come questa struttura venga utilizzata effettivamente da una balena viva,  nel suo ambiente naturale».

Analizzando il filmato, il team statunitense-sudafricano ha stimato le forze idrodinamiche prodotte dal battito delle pinne e hanno scoperto che le megattere generano così una significativa quantità di spinta. Hanno anche scoperto che questo comportamento è stato estremamente raro. In centinaia di ore di video, alcune delle quali includevano gruppi di circa 200 balene, hanno visto solo due volte il foreflipper, il che potrebbe essere il motivo per cui sono stati i primi a poter riferire questo comportamento.

«Probabilmente è energicamente molto costoso e viene utilizzato solo per brevi scatti di accelerazione – dice Segre, che è il principale autore dello studio . E’ probabile che le megattere siano l’unica specie di balene che possono farlo grazie alla lunghezza e alla vasta possibilità di movimenti delle loro pinne».

Goldbogen aggiunge: «La megattera è la più studiata di tutte le balene, ma ha rivelato  un nuovo scopo per la sua appendice che le da il nome, questo lavoro dimostra che abbiamo molto di più da conoscere su questa specie».

Oltre a raccontarci di più su questi pacifici misteriosi giganti del mare, la ricerca sulla biomeccanica delle balene potrebbe essere utilizzata dagli scienziati in altri campi. Alla Stanford dicono che «Anche la nostra migliore tecnologia acquatica deve ancora raggiungere la capacità delle balene di spostare i loro enormi corpi rapidamente e con precisione o di effettuare le loro migrazioni a lunga percorrenza estremamente efficienti».

Goldbogen conclude: «Capendo come il corpo si flette e come le pinne e la coda vengono usate per manovrare, avremo una migliore comprensione dei meccanismi utilizzati dai più grandi animali per effettuare la locomozione ad alte prestazioni. Pertanto, la nostra ricerca ha implicazioni per le applicazioni di progettazione biomimetica dalle  prestazioni migliorate degli animali alle immersioni meccanizzate».

Il prossimo passo del team statunitense-sudafricano è quello di creare un movimento a 3-D e una versione panoramica a 360 gradi del loro tag che riprenda l’intero corpo di una balena insieme all’ambiente circostante.

Videogallery

  • Humpback whale flapping foreflipper