Perché le orche ”nonne” diventano leader del branco: ne assicurano la sopravvivenza

Le orche in menopausa trasmettono la conoscenza ecologica ai loro figli

Lo stesso meccanismo culturale spiega la lunga menopausa delle donne (e il mammismo dei maschi)

[9 marzo 2015]

Sono pochissimi gli animali che hanno ancora un lungo periodo di vita dopo la fine dell’età riproduttiva, oltre alle femmine umane, che vivono in media 30 anni dopo la menopausa, ci sono solo due specie di cetacei: il globicefalo di Gray (Globicephala macrorhynchus)  e l’orca (Orcinus orca), che hanno una durata della vita post-riproduttiva paragonabile alla nostra.  Eppure, come fa notare lo studio Ecological Knowledge, Leadership, and the Evolution of Menopause in Killer Whales”, pubblicato su Current Biology da un team delle università britanniche di Exeter e York e dello statunitense Center for Whale Research, «La teoria classica sulla life-history prevede che la menopausa non dovrebbe verificarsi perché non ci dovrebbe essere alcuna selezione per la sopravvivenza dopo la cessazione della riproduzione».

Ma il team britannico e statunitense, guidato da Lauren J.N. Brent, del Centre for Research in Animal Behaviour del College of Life and Environmental Sciences dell’università di Exeter conferma quanto già detto in una precedente ricerca pubblicata anche su greenreport.it: la menopausa si sarebbe potuta evolvere in poche specie di mammiferi sociali per aumentare il benessere dei gruppi, con le femmine post-riproduttive che aiutano i loro parenti, ma aggiunge un altro tassello: le orche in menopausa, le femmine anziane e non più riproduttive rappresenterebbero “depositi” di conoscenza ecologica e quindi sarebbero essenziali ai gruppi per affrontare le avversità ambientali.

Il team ha utilizzato informazioni raccolte negli  ultimi 35 anni e ha fatto osservazioni su un totale di 102 singole orche. Un dataset unico  include le date di nascita e di morte, nonché i dati più complessi, come le relazioni genetiche e sociali tra i diversi animali. Gli scienziati scrivono su  Current Biology: «Mostriamo tre risultati principali. Primo, le femmine in età post-riproduttiva guidano i gruppi durante gli spostamenti collettivi nei territori di foraggiamento di salmone. Secondo, la leadership delle femmine in età post-riproduttiva è particolarmente evidente negli anni difficili, quando l’abbondanza di salmoni è bassa. Questa scoperta è fondamentale perché l’abbondanza di salmoni è causa sia di mortalità che del successo riproduttivo nelle orche residenti. Terzo, le femmine sono più propense a condurre i loro figli che le loro figlie, supportando le previsioni dei modelli recenti sull’evoluzione della menopausa  basata sulle dinamiche di parentela. I nostri risultati mostrano che le femmine post-riproduttive possono aumentare il benessere dei parenti attraverso il trasferimento di conoscenza ecologica. Il valore ottenuto dalla saggezza degli anziani può contribuire a spiegare perché le femmine di orche residenti e gli esseri umani continuano a vivere a lungo dopo che hanno smesso di riprodursi».

Le orche femmine generalmente si riproducono dai 12 ai 40 anni, ma possono sopravvivere fino a 90 anni e lo studio dice che il mistero della loro e nostra lunga menopausa sarebbe culturale: l’accumulo di “saggezza” e di informazioni ambientali che vitali per il branco che fanno diventare indispensabili le “nonne”, la cui  leadership è apparsa più che evidente nello studio realizzato sulle orche residenti dell’oceano Pacifico settentrionale, al largo delle coste degli Usa e del Canada.

La Brent ha sottolineato: «I nostri risultati mostrano per la prima volta che in un posto così le femmine post-riproduttive possono aumentare la sopravvivenza dei loro parenti attraverso il trasferimento di conoscenza ecologica. Il valore ottenuto dalla saggezza degli anziani può contribuire a spiegare perché le orche femmine e gli esseri umani continuano a vivere a lungo dopo che hanno smesso di riprodursi».

Quando pensiamo alla trasmissione della cultura ci vengono subito in mente scuola, libri, computer, nuove tecnologie… ma  gli esseri umani non hanno conosciuto la scrittura per la totalità della loro evoluzione, tutto quel che conoscevamo veniva tramandato oralmente ed anche tra i nostri antenati erano i vecchi più esperti ad avere i più probabilità di sapere dove e quando trovare il cibo, soprattutto in condizioni pericolose come la siccità. La teoria che le donne in menopausa memorizzino la conoscenza ecologica è difficile da testare nelle moderne popolazioni umane ma, dato che le orche sono animali intelligenti, altamente sociali e non alfabetizzati, possono fornirci indicazioni su come la menopausa si sia evoluta negli esseri umani.

Darren Croft, anche lui dell’università di Exeter, spiega a sua volta: «E’ stato proposto che negli esseri umani la  menopausa sia semplicemente un artefatto della medicina moderna e delle migliori condizioni di vita. Tuttavia, un ammontare di evidenze suggerisce che la menopausa negli esseri umani è adattiva. In un mondo di cacciatori-raccoglitori, le donne in menopausa aiutavano i loro parenti  e quindi aumentavano la trasmissione dei propri geni, condividendo il cibo. Le donne in menopausa possono avere anche condiviso un’altra materia prma essenziale: le Informazioni».

Il “mammismo” – croce e delizia anche degli esseri umani – spiegherebbe il perché le orche anziane preferiscano guidare i loro figli maschi invece delle figlie femmine, secondo Daniel Franks dell’università di York: «Le madri orche rivolgono un maggior aiuto verso i figli che le figlie perché figli offrono loro maggiori vantaggi potenziali per  trasmettere i suoi geni. I figli maschi hanno un maggiore potenziale  riproduttivo e si accoppiano al di fuori del gruppo, in tal modo i loro figli nascono in un altro gruppo e non competono per le risorse all’interno della linea materna della madre. Coerentemente con questo, abbiamo scoperto che  i maschi seguono le loro madri più da vicino delle figlie».