Le orche rivelano le origini dell’evoluzione della menopausa: dipende dal conflitto madre-figlia

Confermata l’ipotesi del “conflitto riproduttivo” tra generazioni

[16 gennaio 2017]

Un team internazionale,  composto da ricercatori delle università britanniche di Exeter, Cambridge e York, del  Center for Whale Research (Usa) e di Fisheries and Oceans Canada, ha scoperto che il conflitto  madre-figlia può spiegare perché le orche (Orcinus orca) sono una delle sole tre specie di mammiferi conosciute, compresi gli esseri umani, ad avere una lunga menopausa.

Le orche anziane svolgono il ruolo di “nonna” e condividono le loro conoscenze su dove e quando trovare il cibo per permettere alla loro branco familiare. Il nuovo studio “Reproductive Conflict and the Evolution of Menopause in Killer Whales”, pubblicato su Current Biology dal team di ricerca guidato da Darren Croft, del Centre for research in animal behavior dell’università  di Exeter, ha utilizzato i dati raccolti in 43 anni  da Center for Whale Research e Fisheries and Oceans Canada e ha scoperto che «Le madri anziane subiscono costi molto più elevati quando entrano in competizione per la riproduzione con le loro figlie. Quando femmine di due generazioni allevano allo stesso tempo, la mortalità della progenie delle madri anziane è 1,7 volte maggiore di quella della progenie delle madri giovani».

Croft spiega che «Le femmine anziane sono più strettamente legate al gruppo familiare rispetto alle femmine più giovani. Questo squilibrio nella parentela locale tra le madri e la loro prole femminile significa che le femmine anziane è  meglio investire maggiormente nel gruppo familiare allargato, mentre le femmine più giovani dovrebbero investire di più nella competizione». Una delle principali ragioni del “conflitto riproduttivo” tra orche madri figlie e la loro dipendenza dalla condivisione del cibo. Cacciano insieme e spesso condividono il salmone tra di loro e figli spesso dipendono per anni dalle loro madri per il cibo.

Croft sottolinea: «Il nostro lavoro precedente mostra come le femmine anziane aiutino, ma non per questo smettono di riprodursi. Le femmine di molte specie agiscono come leader verso la fine della vita, ma continuano a riprodursi, ma questa nuova ricerca dimostra che le femmine anziane vanno in menopausa perché perdono nella competizione riproduttiva con le proprie figlie».

Una precedente ricerca teorica di Mike Cant (Centre for ecology and conservation dell’università di Exeter) e Rufus Johnstone (Behaviour and evolution group del dipartimento di zoologia dell’università di Cambridge”, Università di Cambridge, entrambi co-autori del nuovo studio, aveva ipotizzato che questo “conflitto riproduttivo” tra generazioni forse la chiave per spiegare il motivo per cui le femmine di alcune specie vanno in menopausa. Il nuovo studio rappresenta il  primo test di questa ipotesi negli animali non umani.

Cant evidenzia: «E’ bello che le nostre previsioni teoriche, fatte 7 anni fa, si siano rivelate corrette. Significa che abbiamo ottenuto un pezzo fondamentale del puzzle della vita post-riproduttiva. Ora possiamo spiegare non solo perché le femmine anziane vivono così a lungo dopo la riproduzione, ma perché, in primo luogo, smettono di allevare».

Un altro autore dello studio Daniel Franks dello York centre for complex systems analysis dell’università di York, «E’ semplice pensare che una femmina più vecchia riesca a trasmettere meglio i suoi geni continuando partorire fino alla vita tarda. Ma il nostro nuovo lavoro dimostra che se una vecchia orca partorisce fino alla tarda vita, soffre per essere messa fuori competizione dalle sue nipoti. Questo, insieme al  suo investimento per aiutare i suoi nipoti, può spiegare l’evoluzione della menopausa».

Gli scienziati hanno studiato due popolazioni di orche che vivono al largo della costa nord-occidentale del Pacifico canadese e statunitense. Si tratta di popolazioni che vivono in diversi branchi composti da gruppi familiari. Uno dei branchi, pod J, attualmente è composto da 24 individui era guidato da J2 (“granny” –   “nonna”), l’orca più vecchia conosciuta (105 anni), la cui morte è stata confermata all’inizio di quest’anno, e la cui vita post-riproduttiva è durata almeno 40 anni.

«J2 era la “saggia anziana” del clan delle orche residenti meridionali – spiega Deborah Giles, del Center for Whale Research – Ricorderò sempre la sua straordinaria capacità di richiamare le altre balene accanto a lei  dando  vigorosamente schiaffi sull’acqua con la sua coda, anche a miglia di distanza le altre balene ritornavano indietro per mettersi subito al fianco di J2».

Nei branchi delle orche residenti sia i figli che le figlie restano con le loro madri e non si disperdono, ma si accoppiano con individui provenienti da un gruppo di familiare diverso. I maschi in genere hanno una vita più breve rispetto alle femmine – molti non sopravvivono oltre i 30 anni. Le orche femmine smettono di riprodursi tra i 30 e i 40 anni ma, proprio come gli esseri umani, possono vivere per molti decenni dopo la menopausa.

Lo studio conclude che «La minore sopravvivenza dei cuccioli di  madri delle vecchia generazione nel  conflitto riproduttivo non può essere spiegata a causa di un effetto generale dell’età della madre sulla sopravvivenza della prole, dato che non abbiamo trovato alcun effetto dell’età della madre sulla sopravvivenza della prole,  in tutti i cuccioli  nati durante i 15 anni del periodo dello studio».

Per studiare più da vicino il comportamento orche, compresa una più approfondita analisi dei conflitti tra le madri e le loro figlie, Croft e il suo team stanno progettando di utilizzare i droni nella prossima fase della loro ricerca. «La linea di fondo – conclude Croft – è che la menopausa non è un caso. Piuttosto, si tratta di una caratteristica evolutiva guidata a sia dalla cooperazione che dal conflitto nei gruppi familiari. Le scoperte aiutano a spiegare i fattori che stanno guidando la sopravvivenza e il successo riproduttivo delle orche, che sono informazioni essenziali, dato che le orche residenti meridionali – una delle popolazioni di orche in fase di studio – sono elencate come in pericolo e a rischio di estinzione».