Le Seychelles hanno istituito due aree marine protette grandi quanto la Gran Bretagna

La protezione di Aldabra e Amirantes e Fortune Bank in cambio della remissione del debito

[23 febbraio 2018]

Le Seychelles hanno annunciato l’istituzione di due nuove aree marine protette che si estendono su 210.000 chilometri quadrati di Ocdeano indiano con un altissimo livello di biodiversità e che sono state create nell’ambito dell’accordo sulla remissione del debito del piccolo Stato insulare in cambio della conservazione della natura. In base a questo accitrdo – progettato da The Nature Conservancy, le Seychelles si sono impegnate ad aumentare il mare protetto nella loro Zona economica esclusiva (Zee) dallo 0,04% al 30%. Queste prime istituzioni di aree marine protette, che insieme sono grandi quanto la Gran Bretagna, rappresentano solo la prima metà dei 410.000 Km2 che saranno protetti entro il 2022.

Le aree a protezione integrale – dove sono proibite o fortemente limitate tutte le attività umane – comprendono 74.400 Km2 delle acqua intorno alle rermote isole del Gruppo Aldabra, un arcipelago a cui appartiene il secondo atollo corallino più grande al mondo – patrimonio mondiale dell’Unesco – e che, come le Galapagos, è un territorio importantissimo per studiare i processi evolutivi in ​​un ecosistema appena toccato dall’attività umana. Aldabra ospita l’animale più minacciato nell’Oceano Indiano occidentale: il dugongo (Dugong dugon ) e  a terra vive la più grande popolazione mondiale di tartarughe giganti (Aldabrachelys gigantea),  circa 100.000  . Le isole e gli atolli di Aldabra sono anche importanti siti di nidificazione delle tartarughe embricate (Eretmochelys imbricata ) e delle tartarughe verdi ( Chelonia mydas ).

La seconda area marina protetta si estende su 136.000 Km2 in un’area oceanica commercialmente importante tra il gruppo di isole coralline delle Amirantes e il Fortune Bank. Una regione è importante sia per il turismo che per le attività di pesca, che saranno in parte consentiti anche se con regolamenti più severi.

The Nature Conservancy spiega che il territorio delle Seychelles è per il 99% oceano e i suoi cittadini dipendono da un ecosistema marino sano e prospero. Pesca e turismo occupano il 43% della forza lavoro del Paese e le Seychelles hanno uno dei più alti livelli di consumo pro capite di pesce al mondo. «Questa dipendenza dalle risorse marine – dicono gli ambientalisti –  rende le Seychelles e altre nazioni oceaniche tra le più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Identificando grandi aree per essere entrambe protette e gestite in modo adeguato, le Seychelles sono ora meglio preparate agli effetti sconosciuti del riscaldamento e dell’innalzamento delle acque, dell’acidificazione degli oceani e della pesca eccessiva e illegale. Senza queste aree protette marine, attività come l’esplorazione di petrolio e gas, le miniere in acque profonde, le paranze e ecniche di pesca controverse potrebbero svolgersi, con restrizioni o indicazioni ridotte o inesistenti,  in uno degli oceani più biodiversi del pianeta, ».

Grazie a questo impegno di protezione della natura in cambio del rifinanziamento del debito, le Seychelles sono state in grado di saldare un debito in sospeso con 21 milioni di dollari raccolti da  The Nature Conservancy, è nata così NatureVest che vigilerà perché una parte dei rimborsi del debito delle Seychelles finanzino progetti di protezione marina e adattamento climatico innovativi.

Il pagamento del debito delle Seychelles è stato reso possibile grazie a finanziatori privati, tra cui China Global Conservation Fund di The Nature Conservancy, The Jeremy and Hannelore Grantham Environmental Trust, Leonardo DiCaprio Foundation, Lyda Hill Foundation, Oak Foundation, Oceans 5, Turnbull Burnstein Family Charitable Fund e Waitt Foundation. All’iniziativa collaborano anche i governi di Italia, Belgio, Francia, Sudafrica, Regno Unito, United Nations development program (Undp), Global environment facility (Gef) e Global island partnership (Gis).

Per il successo di questa iniziativa è stata essenziale l’approvazione del Marine Spatial Plan (Msp), grestito dal governo delle Seychelles, mentre la pianificazione scientifica è affidata a The Nature Conservancy con la gestione dei finanziamenti affidata all’unità di coordinamento del programma Seychelles-Undp-Gef.

The Nature Conservancy conclude: «L’Msp è progettato per proteggere le risorse ecologiche delle Seychelles, mentre consente alla sua “Blue Economy” – le imprese che si affidano alle risorse oceaniche – di continuare in modo sostenibile per le generazioni a venire. L’Msp copre tutti i 1,4 milioni di chilometri quadrati del territorio delle Seychelles ed è la seconda più grande area oceanica al mondo a essere coperta da tale piano. Queste decisioni non sono state prese alla leggera: più di 100 stakeholders sono stati consultati durante la preparazione della Fase 1 della Msp e le loro opinioni su quali attività dovrebbero essere consentite e dove, costituiscono la spina dorsale del piano. Il processo di pianificazione ha incluso 24 riunioni di comitato, nove workshop pubblici e 60 consultazioni con settori marittimi, esperti locali e agenzie nel corso di diversi anni. Questo incredibile risultato alle Seychelles è un ottimo modello per come The Nature Conservancy può utilizzare la scienza, i finanziamenti innovativi e i negoziati multi-stakeholder per  sostenere le blue economies e proteggere habitat marini ad alta priorità nell’Oceano Indiano occidentale. Replicando e sfruttando il nostro successo qui, possiamo portare avanti piani per fornire pianificazione e protezione dell’oceano a livello nazionale e regionale e diventare un modello per il mondo».