Le specie aliene invasive alla conquista delle città europee

Gli enti locali hanno un ruolo fondamentale per affrontare i rischi delle invasioni biologiche

[6 settembre 2013]

In Europa le specie aliene invasive (Invasive alien species – Ias) costituiscono una grave minaccia per la biodiversità, una minaccia destinata ad aumentare se non si interviene significativamente a tutti i livelli per controllarne l’introduzione e l’insediamento e gestire le specie che si sono già insediate.

L’ international Union for Conservation nature (Iucn) ha pubblicato lo studio “Invasive alien species: the urban dimension Case studies on strengthening local action in Europe” redatto da Chantal van Ham e da  Piero Genovesi e Riccardo Scalera dell’ Iucn Ssc Invasive Species Specialist Group, che raccoglie studi di casi in più di 15 paesi europei ed extra-Ue per mostrare esempi di azioni concrete a livello urbano. Per l’Italia i casi citati sono due e riguardano entrambi l’eradicazione dello scoiattolo grigio americano a Genova Nervi e a Perugia.

La nuova pubblicazione è stata realizzata in occasione della conferenza “Invasive alien species: the urban dimension” iniziata ieri nella sede Iucn in Svizzera. Un meeting con oltre 70 partecipanti, che comprendono rappresentanti di enti locali e regionali dell’Ue, policy-makers, scienziati ed organizzazioni non governative , che analizza il problema degli Ias nelle aree urbane europee e punta a favorire lo scambio di conoscenze e le migliori pratiche che contribuiscono alle soluzioni.

Le specie aliene, attraverso la predazione o la competizione alimentare o per gli habitat, possono rappresentare una grave minaccia per la fauna selvatica autoctona. Secondo Chantal van Ham, Responsabile Programma Europeo dell’Iun, «queste specie non indigene rappresentano una delle principali minacce alla biodiversità del mondo. Questa minaccia è destinata ad aumentare se non saranno intraprese azioni significative per controllare la loro introduzione e l’insediamento».

Le specie alloctone possono anche causare problemi per gli esseri umani che vivono in aree urbane. Ad esempio, l’ambrosia, che è nativa dell’America del nord, si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa e può causare febbre da fieno e sintomi simili.

L’Iucn sottolinea che «le aree metropolitane sono particolarmente vulnerabili agli Ias, a causa della quantità di commodities in arrivo o di passaggio per il commercio e le attività commerciali che sono le vie principali per gli Ias. I problemi specifici che alcuni pongono nelle aree urbane sono: allergenici (ambrosia), danni ai monumenti (Ailanto), problemi per la salute (zanzara tigre) e danni paesaggio (punteruolo rosso delle palme)».

Ma proprio i centri urbani, dove si trovano i maggiori centri culturali, come musei, università, giardini zoologici e botanici, possono svolgere un ruolo chiave per aiutare ad affrontare i rischi associati alle invasioni biologiche, contribuendo ad aumentare la consapevolezza tra i cittadini e decision-makers  sulle iniziative da prendere per limitarne la diffusione ed i danni

I 26 casi di studio presi in considerazione dal rapporto mostrano una varietà di approcci per il controllo, la gestione e sradicamento degli Ias e per prevenire la loro introduzione e insediamento nell’ambiente urbano. Il rapporto è stato pubblicato dall’Ufficio di rappresentanza Iucn all’Unione europea, in collaborazione con l’Invasive Species Specialist Group dell’Iucn e si basa su contributi di regioni ed enti locali e di istituzioni scientifiche di tutta Europa.

Con questa pubblicazione, l’Iucn «mette in evidenza il ruolo fondamentale degli enti locali e regionali per l’attuazione degli obiettivi nazionali e internazionali sulla biodiversità e nell’affrontare i rischi connessi alle invasioni biologiche».

Lo studio anticipa l’uscita della nuova normativa Ue sugli Ias che dovrebbe essere approvata a giorni e che attuerà gli impegni della strategia dell’Ue per la biodiversità fino al 2020,che richiede misure di prevenzione e di controllo sugli Ias e fornirà una risposta più armonizzata e coordinata a questa sfida a livello di Ue.