Le specie aliene invasive sono responsabili della maggior parte delle estinzioni di uccelli

Life Asap: «Situazione grave ma in miglioramento anche sulle isole italiane grazie ai progetti di controllo effettuati»

[30 aprile 2018]

Il recente rapporto “State of the world’s birds 2018” di   Birdlife International  conferma che la diffusione incontrollata di animali e piante in aree geografiche diverse da quelle di origine è una delle principali cause di estinzione o di declino significativo di alcune specie di uccelli in tutto il mondo. Negli ultimi 500 anni le specie aliene invasive (Ias), sono state parzialmente o interamente responsabili dell’estinzione di almeno 112 specie di uccelli, più del 70% di quelli a noi noti che si sono estinti, per cui la diffusione di specie aliene invasive risulta essere la causa più comune delle recenti estinzioni di uccelli.

L’allarme di BirdLife International riguarda soprattutto gli autoctoni  delle isole: le specie aliene invasive minacciano il 75% degli uccelli delle isole oceaniche, il 27% delle specie endemiche delle isole continentali e il 13% di quelli originari delle masse continentali.

Al  progetto Life Alien SpeciesAwareness Program (Asp) –  cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato da Ispra e che coinvolge Nemo, Regione Lazio, Federparchi, Legambiente, Tic Media Art e Università di Cagliari, con il cofinanziamento del ministero dell’ambiente e dei Parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano, dell’Aspromonte, dell’Appennino Lucano e Gran Paradiso – ricordano che «La fauna delle isole, infatti, si è sviluppata e si è evoluta a contatto con un numero limitato di predatori e concorrenti e non è quindi in grado di resistere o competere con le conseguenze della sua esposizione alle attività umane e agli organismi che queste portano con sé. Sono numerose le specie aliene invasive in grado di minacciare gli uccelli. Si calcolano almeno 1,500 specie ormai stabili al di fuori delle loro aree geografiche naturali d’origine, a causa di attività umane. E molte di queste possono avere effetti devastanti sulla fauna selvatica nativa. Per gli uccelli la minaccia principale è rappresentata dai predatori alloctoni che colpiscono i nidi, mangiando uova e pulcini. Ratti e gatti nel tempo hanno causato danni gravissimi, mettendo a rischio la sopravvivenza di centinaia di specie di uccelli nel mondo con particolari effetti proprio sulle isole».

Di fronte questa situazione allarmante, i progetti di conservazione, che permettono di frenare il fenomeno ripristinando gli habitat, sono stati determinanti per salvare un gran numero di specie dall’estinzione.

All’Aspa sottolineano che «In tutto il mondo sono attivi programmi per contrastare la diffusione delle specie aliene invasive attraverso azioni di biosicurezza, eradicazioni e controllo, grazie ai quali, negli ultimi due decenni sono stati compiuti molti passi avanti».

Il rapporto di Birdlife International  gli esempi di interventi realizzati con successo in 30 isole del Pacifico dove sono state eradicate alcune specie di vertebrati invasivi, mentre azioni di controllo sono in corso in tutta la Nuova Caledonia, alle isole Fiji, isole Cook, Polinesia francese.

Paolo Sposimo, un ornitologo esperto di progetti per la conservazione della natura e controllo di specie aliene invasive di Nemo, evidenzia che «Questo rapporto conferma l’allarme che riguarda anche le isole italiane, dove le specie che producono i maggiori impatti sono i ratti, purtroppo presenti anche su gran parte delle nostre isole. Fino a pochi anni fa, ben 71 delle 75 isole italiane di estensione superiore a 10 ettari ospitavano ratti, oggi molto meno invasivi grazie alle eradicazioni avviate dalla fine degli anni ’90. Alcune specie autoctone di uccelli marini in Italia oggi sono salve proprio grazie ai programmi di eradicazione effettuati o ai progetti di informazione e controllo in corso come il Life Asap, che mira a ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e a contenerne gli impatti sul territorio italiano, grazie all’aumento della consapevolezza, alla partecipazione attiva dei cittadini e ad una corretta ed efficace gestione del problema da parte degli enti pubblici preposti».

Ad Asap concludono: «Certo, l’invasione di specie aliene non è la sola causa di declino e estinzione delle specie di uccelli; molto impattanti sono gli effetti dell’agricoltura intensiva, dell’urbanizzazione, della deforestazione, della caccia e dei cambiamenti climatici, ma spesso la crisi è determinata da diverse cause correlate che concorrono alla minaccia della biodiversità. In tutti i casi, il principale responsabile è l’uomo e le sue attività».