Le spiagge (e i rifiuti) dell’Elba quando non ci sono turisti [PHOTOGALLERY]

[16 gennaio 2014]

David Moneypenny e altri membri dell’associazione IoMare, continuano il loro viaggio-reportage invernale nelle spiagge dell’Elba e fanno ancora tappa a  Portoferraio. «Come sempre – dice Moneypenny – c’era un’abbondanza di rifiuti nei siti visitati. La situazione della spiaggia di San Giovanni era strana visto che c’era una netta divisione tra il tratto libero e quello davanti all’albergo Airone. Da qui c’è una vista stupenda della città di Portoferraio con la fortezza sulla collina. Nella spiaggia libera tanta spazzatura, pneumatici nel mare e sulla costa mezzi sommersi dall’acqua. Plastica galleggiante e sul fondale, oggetti grandi come un tavolo rotto in pezzi; lastre di plastica coperte di catrame; sacchetti di vari dimensione; bottiglie e tantissimi frammenti piccolissimi. Poi c’erano reti per catturare crostacei abbandonate lungo la costa. Strutture fatiscenti per salire sulle barche e barche distrutte lasciate lì sulla spiaggia. Mi chiedo chi ha la responsabilità di portarle via».

Davanti all’hotel Airone quelli di ioMare hanno trovato plastica, reti e vari oggetti sul lato del mare appoggiati contro la costa artificiale, fatta da rocce, che protegge la spiaggia dalla marea. Invece sulla spiaggia c’erano bottiglie e plastica. Comunque questo tratto di costa era molto più pulito di quella  libera.

«Mi hanno chiesto perché faccio delle foto dei rifiuti che quasi sicuramente non sono stati portati dal mare – dice David –  La risposta è che l’80% dei rifiuti marini è composto da plastica e visto che la maggior parte di loro  galleggia, sulle coste più dell’90% di quello che raccogliamo è plastica. La più grande fonte della spazzatura nel mare sono le attività terrestri, soprattutto nelle zone urbanizzate, le discariche vicino alla costa o i fiumi; l’uso delle spiagge da parte dell’uomo e tutte le altre attività ricreative vicino alla costa. Il vento e le maree portano via inevitabilmente tutto quello che si trova vicino alla costa. Soprattutto in una isola piccola, ogni volta che buttate un involucro, filtro di sigaretta, contenitore e ogni altro oggetto abbastanza leggero, c’è un’alta probabilità che troverà la strada per il mare. ioMare, come parte del suo progetto, vuole andare nelle scuole per sensibilizzare I giovani e attraverso loro tutta la comunità sul problema immenso dei rifiuti nel mare e l’effetto dannoso locale e globale che questi rifiuti hanno sull’ecosistema marino».

La spiaggia Bagnaia, la località a cavallo del confine comunale di Portoferraio e Rio nell’Elba, era molto più pulita, ma ioMare  dice che «Le varie strutture turistiche utilizzano la spiaggia come deposito mentre che sono nella fase di manutenzione e così contribuiscono anche durante l’inverno all’emissione di rifiuti che finiscono nel mare. Fa un po’ rabbia che alcune di queste strutture sfruttino la bellezza della natura di quest’isola senza però occuparsi della salvaguardia della natura stessa – sottolinea  Moneypenny – Mi fa pensare che è tutto solo una questione economica».

David vive a Porto Azzurro e si è  detto «Passo un attimo dalla Pianota», una spiaggetta dietro la diga del molo foraneo, a pochi passi dal centro, che in estate è molto frequentata. «Durante l’estate viene pulita giornalmente. Un paio di mesi fa ero passato e avevo visto che era abbastanza sporca, ma giorni prima c’era stato il mare molto mosso e ho pensato che non avevano ancora avuto il tempo di pulirlo – dice il volontario di ioMare – Oggi ho visto che non è così, c’era una situazione grave. Spazzatura ovunque sulla piccola spiaggia, ma non solo, plastica e rifiuti galleggiando nel mare vicino alla riva e chiaramente visibile sul fondale. Vi sembra giusto usare l’immagine della natura incontaminata del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per attirare milioni di visitatore e poi fregarsene di questa natura che provvede così tanta ricchezza economica? Va beh, non ci sono i turisti!».