Le Terre dal Cuore Caldo si ritrovano a Firenze

[15 maggio 2015]

Si è svolto ieri, all’interno del Centro Congressi Globo dell’Hotel Mediterraneo il forum di presentazione dell’associazione “Terre dal Cuore Caldo” che vuol riunire in un ideale legame “sotterraneo” tutte quelle realtà accomunate dalla presenza vulcanica e geotermica. Il progetto è stato promosso dal Co.Svi.G. (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche della Toscana), insieme ad Energeo Magazine, coinvolgendo la Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e l’Associazione Volcanic Wines, che raggruppa tutti i consorzi dei vini ottenuti da suoli vulcanici e i Comuni. Un’associazione che ha lo scopo di creare un vero e proprio “percorso di rete” tra territori che vogliono presentare e promuovere la propria peculiarità caratteristica.

Un percorso importante che passa dal denominatore comune della Sostenibilità. Sviluppo sostenibile, turismo sostenibile, agricoltura sostenibile. Sergio Chiacchella, direttore generale di CoSviG, presentando l’iniziativa ha tenuto a specificare come “Lo sviluppo sostenibile è sempre stato per noi più che una semplice priorità, direi quasi un obbligo, un focus irrinunciabile. Riteniamo che le Terre dal Cuore Caldo abbiano in comune proprio questa visione sostenibile del territorio e dell’ambiente”. Italo Mastrolia, di “Memoria Loci” ha voluto aggiungere come l’associazione possa essere diversa da altre perché, ha detto, “ha l’oggettiva possibilità di realizzare e concretizzare i propri obiettivi, ponendosi dei traguardi che, pur richiedendo impegno per essere raggiunti, sono a portata di mano”. Aurelio Angelini, di Unesco Sicilia ha voluto rimarcare il ruolo cruciale delle fonti rinnovabili alla luce sopratutto della crisi medio orientale. “L’autonomia energetica non può essere raggiunta attraverso il reperimento di combustibili fossili in altre zone del pianeta. Occorre svoltare. Occorre compiere la scelta delle rinnovabili anche in termini diversi da quella che è la mera produzione elettrica”.

Edoardo Ventimiglia, di Volcanic Wines, tra i promotori iniziali del progetto, ha sottolineato come esista un “fil rouge” che, idealmente, collega tutte le zone vulcaniche dell’Italia, legandole quasi indissolubilmente in un percorso fatto di eccellenze e sapori. “Il vino prodotto nelle aree vulcaniche ha delle proprietà particolari. Una comunanza che rende unici questi prodotti, li accomuna, pur nella loro diversità”. Quasi a ribadire questo concetto il sindaco di Radicondoli, Emiliano Bravi che, portando il saluto di tutti i Comuni geotermici della Toscana, ha voluto sottolineare come “se esistono molte cose che dividono, o meglio, che rendono diversi i territori, le aree qui rappresentate oggi, è anche vero che io sono convinto che siano molte le cose che invece ci uniscono, e sono convinto che possiamo trovarne ancora”. L’incontro ha poi visto anche gli interventi dei rappresentanti delle aree che hanno voluto raccontare i loro territori: Alessandro Notario (Presidente Associazione Dieta Mediterranea); Alice Freschi (Associazione Supervulcano Val Sesia); Cinzia Barbante (Parco dei Castelli Romani); Francesca e Marzia Spera (Cooperativa Mephitis); Alfonso Forgione (Comune di Rocca San Felice); Peppino Cirigliano e Antonio Mastrangelo (Consid). Oggi i partecipanti al Forum visiteranno le aree geotermiche toscane.