Riceviamo e pubblichiamo

Le trappole per i piccioni? Uccidono le rondini

Lav Firenze chiede di sostituire i dissuasori metallici con le innocue alternative in plastica

[19 agosto 2013]

I piccioni, ovvero i colombi di città, sono animali selvatici sinantropi protetti dalla Direttiva Uccelli che prevede che ogni azione di contenimento della popolazione sia di competenza regionale previo parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA (legge italiana 157 del 92 di attuazione della direttiva Uccelli).

Nonostante questi uccelli siano stati introdotti nelle città a fine ottocento per abbellirle, ci danno fastidio e si combattono in ogni modo. Ufficialmente con le fucilate, con le camere a gas, con le reti, con le inieizoni di tanax al cuore… proditoriamente con il veleno, ma anche con l’installazione di dissuasori metallici, quegli aghi sottili che trafiggono gli uccelli nell’atto di posarsi. Diffusi ovunque.

Non solo i piccioni restano vittime degli aghi metallici, ma anche le rondini, quegli uccelli sommamenti protetti da convenzioni internazionali e leggi nazionali, nostri simboli di poesia, di bellezza, di libertà, divoratori di insetti, ambasciatori di primavera, fecondi ispiratori di un immaginario collettivo… la cui popolazione, secondo un recente studio, è diminuita nel nostro Paese del 50% negli ultimi dieci anni.

La loro morte, terribile è documentata dalle fotografie scattate in una strada fiorentina e non rappresenta uno spettacolo edificante. Abbiamo più volte chiesto al Comune di Firenze di vietare l’utilizzo di questi meccanismi, configurabili come una vera e propria forma di maltrattamento e di imporne la sostituzione con i dissuasori a punte di plastica arrotondate, che sarebbero ugualmente efficaci e non provocherebbero l’atroce sofferenza e la morte agli uccelli ignari.

Noi ci auguriamo sempre una crescita morale della società, che comprenda nella sua evoluzione anche gli animali, esseri senzienti, ormai stigmatizzati tali anche dal Trattato dell’Unione Europea che ha ispirato di recente la nuova legge di restringimento della vivisezione.

Perché non può ispirare la soluzione incruenta delle punte di plastica?

di Mariangela Corrieri, responsabile LAV Sede di Firenze