L’eccezionale storia della matriarca Granny, l’orca più vecchia del mondo

Era stata catturata nel 1967, ma era già troppo vecchia per i parchi acquatici. E ora torna ogni anno

[15 maggio 2014]

L’orca più vecchia del mondo che si conosca è ritornata anche quest’anno nelle acque di  Vancouver Island, dove questa matriarca trascorre l’estate insieme al suo branco. L’orca, conosciuta come “Granny” (nonnina), che gli scienziati individuano con la sigla  J2, dovrebbe avere almeno 103 anni.

Il primo a riavvistare “Granny”, il 9 maggio scorso, è stato Simon Pidcock di Ocean Ecoventures di Cowichan Bay, che l’ha vista nuotare nella parte meridionale dello Strait of Georgia, insieme al resto  del suo branco familiare di 25 individui, chiamato J Pod. Si è trattato della prima volta che questo branco di orche residenti veniva avvistato questa primavera nel mare di  Vancouver Island, dove i cetacei trascorrono normalmente le estati spostandosi tra la terraferma e l’isola, nell’area del Salish Sea.

Pidcock, che lavora nel whalewatching, spiega il perché di tanta attenzione per “Granny”: «Data la sua età, siamo sempre preoccupati, non si sa  lei stia per tornare, non si sa se ci sarà l’anno dopo. E la prima domanda che davvero fanno tutti è: c’è Granny». Ma la matriarca sembra ancora in ottima salute e quando è stata avvistata mentre stava nuotando in testa al branco subito dietro ad “Onyx”, un grande maschio orfano, e i ricercatori sono molto contenti del suo ritorno.

Anche se le orche hanno una menopausa molto lunga, inusuale nei mammiferi e paragonabile a quella degli esseri umani, la durata della vita di un’orca selvatica è generalmente tra un minimo di 60 ed un massimo di 90 anni.  Invece, si pensa che Granny sia nata 1911, una stima che si basa su dati solidi sul suo gruppo familiare, iniziati nel 1970, e che fanno del J Pod il branco di orche più studiato del mondo.

Michael Harris, direttore esecutivo della Pacific Whale Watch Association, ha spiegato al  Vancouver Sun che  «E’ una grande notizia che  sia tornata per ancora un altro anno e che sia in salute. Ci sono circa 80 orche meridionali residenti  e sono elencate come minacciate di estinzione in Canada e negli Usa».

Pidcock  dice di aver visto “Granny” un migliaio di volte in 13 anni e che «sembrava davvero sana e giocosa. Era bello vederli durante il foraggiamento, qui trovano il pesce. Le gente resta sorpresa quando si rende conto che questo cetaceo era in giro prima che il Titanic affondasse. Ha vissuto durante i cambiamenti della pesca e della cattura dei cetacei vivi. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa».
Se la vita media di un’orca selvatica è stimata in 60/80 anni, le orche residenti meridionali potrebbero avere la longevità scritta nei loro geni: Lummi, del  K-Pod, è morto nel 2008 all’età di 98 ed Ocean Sun dell’L-Pod Ocean Sun  si pensa che abbia 85 anni. Una delle più antiche balene in cattività, Tokitae, o Lolita, del Miami Seaquarium, catturato nel 1970, ha 50 anni. Le orche in cattività vivono molto meno: circa 20 – 30 anni.

Anche la matriarca J2 ha rischiato di fare una brutta fine e morire presto: «Granny era stata catturata nel 1967 – spiega il Centre for Whale Research in Friday Harbor di Washington – ma era già troppo vecchia per i parchi acquatici, così è stata lasciata andare. Ha osservato Granny per 37 anni di fila. Ha visto di tutto, dalle persone che le sparavano al salmone che sparisce. Ma l’età non sembra abbatterla. E’ come un “Energizer Bunny”».

Per ritornare nelle acque canadesi Granny si è fatta 1.300 chilometri, nuotando dalla California, dove era poco più di una settimana prima, fino a Vancouver Island, dove però è diventato molto più difficile trovare il cibo di quando era una giovane orca inesperta. Balcomb  sottolinea che la costruzione di dighe negli Usa e in Canada ha decimato i salmoni, con grossi problemi per le orche ed altri predatori marini.

Paul Cottrell, coordinatore per i mammiferi marini della Regione del Pacifico di Fisheries and Oceans Canada, dice che comunque «Il ritorno di Granny con il suo  J-Pod anche quest’anno è emozionante per i ricercatori. E’ un animale così interessante. E’ fantastico seguire leu ei ed i legami che ha con gli altri cetacei». Cottrell ha collaborato con Fisheries Department del Canada ad emendamenti ai regolamenti sui mammiferi marini che potrebbero proteggere meglio le orche residenti meridionali ed il loro habitat, ma si aspetta ancora l’approvazione del governo federale canadese.