Legambiente: abbattere i lupi è scelta controproducente

Gentili: «Abbattendo i lupi (legalmente o illegalmente) si rischia di creare squilibri nei branchi facendo aumentare le predazioni sugli animali domestici»

[31 ottobre 2017]

Dopo la richiesta al governo dell’assessore regionale all’agricoltura Remaschi di un’autorizzazione alla Regione Toscana per abbattere il 5% dei lupi presenti sul territorio, ma anche dopo la barbara impiccagione di due canidi a Radicofani, Legambiente conferma di essere contraria all’abbattimento dei lupi.

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, ha detto: «Ribadiamo con forza che siamo contrari alla deroga che permetterebbe l’abbattimento del lupo perché così facendo si mettono in dubbio anni di buone pratiche e di impegno sul tema della prevenzione del conflitto. Oltretutto non è così che si risolvono i problemi delle predazioni ma al contrario si creano squilibri nei branchi, come sottolineato da studi scientifici, portando a un aumento delle predazioni sugli animali domestici rispetto a quelli selvatici. Ribadiamo anche il nostro sdegno nei confronti di tutti quegli atti illegali, come l’uccisione dei due canidi a Radicofani, che devono essere puniti e contrastati in maniera forte».

Gentili aggiunge che «Da questo punto di vista è importante sottolineare che i lupi uccisi illegalmente in Italia oscillano ogni anno tra il 10 e il 15% della popolazione totale. Significa circa 300 lupi l’anno, uno ogni 29 ore. Per questo autorizzare ulteriori abbattimenti, questa volta legali, vorrebbe dire mettere a rischio lo stato di buona conservazione della specie senza assicurare il superamento delle vere cause di difficoltà degli allevatori, questi ultimi rappresentano infatti presidi fondamentali per il territorio che vanno sostenuti e supportati. Invece di scegliere, infatti, come unica strada la scorciatoia dell’abbattimento, occorre individuare proprio con gli allevatori le azioni di prevenzione necessarie per far coesistere l’allevamento di qualità e il lupo, come ad esempio le recinzioni, i cani da guardianìa e gli indennizzi per i danni diretti e indiretti e la lotta al randagismo».