Comune e Regione: è per difendere la biodiversità, Legambiente: più efficaci le catture

Corso di formazione per sparare ai cinghiali nell’area protetta del Padule di Fucecchio

Preoccupazione e sconcerto dei cittadini, Legambiente: «Invece che sparare, si pratichino le più efficaci tecniche di cattura degli ungulati»

[5 febbraio 2018]

Legambiente Toscana è rimasta abbastanza sconcertata dalla notizia  – pubblicata sulla stampa locale in questi giorni . dello volgimento di un corso di formazione rivolto a un centinaio di cacciatori esperti, per realizzare un piano di abbattimenti degli ungulati all’interno delle aree protette del Padule di Fucecchio e dice che «Desta nei cittadini sconcerto e molta preoccupazione».

Secondo il Cigno Verde toscano, «Questa decisione della Regione, che fa il paio con quella del mese scorso, secondo la quale l’Elba sarebbe territorio vocato per il cinghiale (?), confina la Toscana tra le regioni italiane più arretrate in fatto di gestione faunistico/venatoria. La scelta di prolungare le “fucilate” in pieno periodo migratorio, come si sa delicatissimo per l’avifauna, nell’area umida più importante della Toscana, sa di grottesco. Un intervento questo, reso possibile dalle novità normative introdotte dalla cosiddetta Legge Obiettivo, che prevede interventi di forte contenimento degli ungulati, previo il monitoraggio e la valutazione di Ispra e Cirsemaf» (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali ai fini Faunistici)

Legambiente  Toscana, a questo punto, chiede che «Si faccia chiarezza, nel minor tempo possibile, sugli studi scientifici di Ispra che avallerebbero questo tipo di decisione, soprattutto in virtù dei fragilissimi habitat, densi di biodiversità, che connotano la più grande Area Umida interna del Paese». In ogni caso, l’associazione ambientalista chiede con forza che «Tale contenimento non avvenga “a fucilate”, bensì attivando in questa area protetta le più efficaci tecniche di cattura degli ungulati, sperimentate con successo nel vicino Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli».