Legambiente Toscana a congresso, tra beni comuni e territorio, nell’era del cambiamento

A Campi Bisenzio il X Congresso regionale della svolta organizzativa

[6 ottobre 2015]

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Quello che si terrà il 10 e l’11 ottobre a  Villa Montalvo a Campi Bisenzio (FI), sarà un congresso regionale di svolta per Legambiente Toscana, che si appresta a cambiare tipo di organizzazione, statuto e parte degli organismi dirigenti, anche se tutto sembra confermare che Fausto Ferruzza resterà alla testa della più importante ed attiva associazione ambientalista della Toscana.

I delegati dei circoli locali  discuteranno del documento “L’era del cambiamento – Uscire dalla crisi costruendo bellezza”, che viene definito  “Appunti per il Congresso Regionale”, ma che in realtà sono 16 pagine dense di riflessioni, suggestioni e proposte,  frutto del serrato confronto interno di un’associazione in salute ma che sembra anche mostrare segni di “affaticamento”  per la sua forte esposizione su molti fronti e vertenze ed per un crescente ruolo di supplenza della politica.

Non a caso il documento parte da una citazione dell’Enciclica Laudati Si’ di Papa Francesco: «Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente». Una riflessione che nel documento congressuale si esplicita in tre capitoli: Politica e società dei beni comuni nella Toscana del 2015; Legambiente Toscana nell’era del cambiamento ; Comunità e territori verso Italia 2020.

« Forse speravamo che la crisi ci sfiorasse – si legge nel documento del X  Congresso regionale di Legambiente Toscana – Che fosse e rimanesse un affare del tutto esterno alla nostra organizzazione. Con il nostro imperturbabile ottimismo della volontà, abbiamo continuato così a perpetuare vecchie e rassicuranti modalità associative. Quasi per esorcizzare la paura di esser spazzati via. Poi abbiamo preso finalmente atto della realtà. Da questa crisi, anche noi non usciremo né uguali né, tanto meno, simili a quelli che eravamo prima. La nostra stessa identità, per fortuna sufficientemente leggera e duttile da assorbire un colpo pesante come questo, è in discussione. In movimento, potremmo dire, com’è in rapido movimento quella società orizzontale di cui vogliamo essere interpreti. Nel postulare l’abbattimento delle vecchie gerarchie di tipo verticistico (nazionale, regionale, quindi i circoli) e nel proporre lo schema alternativo del triangolo, ove le tre articolazioni classiche di Legambiente possano interagire tra loro in modo più snello e aderente ad un discorso pubblico caratterizzato ormai dal tempo reale, abbiamo già offerto una prima parziale risposta ai problemi che la contemporaneità ci pone».

Insomma, a Campi Bisenzio si ritroverà un’associazione ambientalista ancora in cammino e che non smette di ragionare su sé stessa e sul mondo e che porterà a compimento quella che sembra una nuova svolta organizzativa al Congresso Nazionale che si terrà a dicembre a Milano