I lemuri, l’anello mancante nell’evoluzione del comportamento umano

"The Missing Lemur Link" di Ivan Norscia e Elisabetta Palagi, ricercatori dell’Università di Pisa

[8 luglio 2016]

Lemuri

La tesi centrale del volume “The Missing Lemur Link”, appena pubblicato dalla Cambridge University Press, è che i lemuri,  primati che condividono con noi un lontano antenato comune, «Sono l’anello mancante (o semplicemente dimenticato) per capire l’evoluzione del comportamento umano» e che «per la loro peculiarità rappresentano il modello ideale per far luce su comportamenti finora ritenuti esclusivi delle scimmie, delle grandi antropomorfe (e nostri)».

“The Missing Lemur Link” è composto da 9 capitoli, ognuno dei quali affronta una tematica etologica diversa, secondo un approccio comparativo, mettendo a confronto il comportamento dei lemuri con quello delle scimmie e delle grandi antropomorfe, uomo incluso. Ogni capitolo contiene inoltre dei box informativi a firma di esperti internazionali che espandono i concetti trattati. Completano il volume una presentazione dell’etologa inglese Jane Goodall, l’introduzione di Ian Tattersall, curatore emerito della sezione di antropologia del Museo di Storia Naturale di New York, e di Alison Jolly, alla cui memoria il libro è dedicato, e la postfazione di Michael Huffman, dell’Università di Kyoto.

Gli autori, Elisabetta Palagi e Ivan Norscia, ricercatori del Museo di storia naturale dell’università di Pisa, fanno il punto su venti anni di ricerche che hanno in buona parte condotto in prima persona, sia su esemplari in natura che in cattività. «Se infatti i lemuri sono stati studiati estesamente dal punto di vista biologico ed ecologico – dicono i ricercatori pisani –  altrettanto non si può dire per l’etologia e il comportamento sociale, che in alcuni casi si dimostra “inaspettatamente” sofisticato e complesso. Questi primati ad esempio sono capaci di riconoscimento individuale utilizzando anche il canale olfattivo, sanno gestire i conflitti attraverso meccanismi di riconciliazione e si scambiano servizi (come lo spulciamento) seguendo la regola di mercato della domanda e dell’offerta».

Elisabetta Palagi e Ivan Norscia concludono: «Riscontrare l’esistenza di questi comportamenti nei lemuri  ci permette non solo di affermare che la loro capacità cognitiva e il loro grado di socialità siano molto più complesse di quanto si credesse finora, ma anche di unire i puntini che ci legano ad essi, mettendoli in continuità con gli altri primati».