Liberata nel Parco della Maremma Arenella, la tartaruga marina dell’isola del Giglio

Gentili: «Maremma, area più a nord del Mediterraneo in cui nidificano, è un grande vanto»

[3 novembre 2016]

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E’ stata liberata  sulla spiaggia di Collelungo Arenella, la piccola tartaruga Caretta caretta recuperata il  25 settembre all’isola del Giglio e che è stata chiamata Arenella, dal nome dell’omonima spiaggia dell’isola del Giglio dove è stata trovata.

Al Parco regionale della Maremma sottolineano che   .«La storia di Arenella è a lieto fine, perché dopo essere stata trovata mentre galleggiava dal pescatore, che l’ha recuperata, è stata avvisata la dottoressa Cecilia Mancusi dell’Arpat di Livorno che a sua volta ha contattato la dottoressa Chiara Caruso, la veterinaria del Centro Tartanet di Talamone, che casualmente quella domenica si trovava al Giglio ed ha potuto constatare che apparentemente la piccola Caretta caretta si trovava in un buono stato di salute. Una volta portata a Talamone, Arenella è stata sottoposta agli esami di routine, risultati negativi. Dopodiché è stata rimessa in acqua e questa volta è andata a fondo. Dopo averla nutrita, la Caretta caretta ha evacuato piccoli pezzettini di plastica, probabilmente la causa del galleggiamento. Nonostante questo, le condizioni di Arenella si sono mostrate subito buone, per cui i tempi di ricovero sono stati brevi».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, evidenzia che «La tartaruga marina è una specie di grande importanza per la tutela della biodiversità a livello internazionale. Siamo molto felici  che abbia nidificato in questi ultimi anni qua in Maremma: l’area più a nord del Mediterraneo in cui la Caretta caretta ha nidificato. Il Parco della Maremma, con il Centro recupero acquatico di Talamone, rappresenta un presidio significativo per la protezione delle tartarughe marine che, dopo un periodo di cure, vengono reintrodotte in mare. In questo caso la tartaruga Arenella, rilasciata oggi nel Parco, era stata salvata anche dalle microplastiche che si trovano in mare. E proprio su quest’ultimo punto Legambiente sta portando avanti l’indagine Beach litter per monitorare i rifiuti in mare e cercare di ridurli».