L’improbabile alleato dello scoiattolo rosso: la martora

Forest CSI: il ritorno del predatore quasi scomparso favorisce i rossi in pericolo contro i grigi invasori

[7 marzo 2018]

La martora (Martes martes) potrebbe aiutare lo scoiattolo comune europeo (Sciurus vulgaris –  lo scoiattolo rosso) a resistere all’invasione dello scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis). E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B da un team di  scienziati dell’Università di Aberdeen, che ha effettuato una ricerca approfondita sul rapporto tra le tre specie: anche se la martora è da sempre un predatore degli scoiattoli rossi, nelle aree dove prospera, il numero di scoiattoli grigi si riduce.

Secondo la leader del team di ricerca, Emma Sheehy,  lo studio suggerisce che le martore ribaltano la “relazione tipica” tra scoiattoli rossi e grigi, dove il rosso perde sempre. La Sheehy ha spiegato a BBc News che «Quando l’attività della martora è elevata, le popolazioni di scoiattoli grigi vengono pesantemente soppresse e ciò conferisce un vantaggio competitivo agli scoiattoli rossi. Quindi, si vedono molti scoiattoli rossi e li si vede tornare in aree dove non erano stati da un bel po’ di tempo».

Per risolvere questo rebus, il team scozzese ha eseguito quel che la  Sheehy ha definito “forest CSI”: hanno attaccato pastiglie appiccicose sulla parte inferiore dei coperchi dei box di  alimentazioni artificiale per gli scoiattoli. La scienziata spiega che «Tutte e tre le specie usano questi box e quando un animale solleva il coperchio con la testa, ci lascia un campione di peli  per la nostra analisi».

Grazie al DNA di quei campioni di peli e alle immagini provenienti da fotocamere attivate dal movimento che confermano quali animali stavano visitando i box di alimentazione, i ricercatori sono stati in grado di valutare la popolazione dei tre mammiferi e i livelli di attività di ciascuna specie.

Dopo essersi quasi estinte nell’intero Regno Unito a causa della persecuzione a cui venivano sottoposte dagli allevatori di selvaggina e della caccia per la loro pelliccia, ora le martore stanno gradualmente ricolonizzando alcune aree della Scozia, dopo la loro quasi estinzione nel Regno Unito. Dagli anni ’80 nel Regno Unito è diventato illegale cacciare le martore – anche in Scozia, dove l’esportazione delle loro pellicce era una fiorente attività economica –  e il loro numero sta aumentando. Negli ultimi anni è emersa la prova che le martore stanno attraversando il confine con l’Inghilterra e che si sono ristabilite nel  Northumberland. Nel 2015 una piccola popolazione di martore scozzesi  è stata reintrodotta nel  Galles.

Si calcola che attualmente in Inghilterra e Galles ci siano solo 120 martore, ma sono molte di più in Scozia e Irlanda. Invece, nell’intero Regno Unito sono rimasti  tra i 120.000 e 140.000 scoiattoli rossi, spazzati via dall’invasione di oltre 4 milioni di scoiattoli grigi, discendenti dei pochi esemplari introdotti a “scopo ornamentale” nel XIX secolo, .

Ora la prova della loro riconquista della Scozia (ma un altro studio lo conferma per l’Irlanda) aiuta gli scoiattoli rossi a sopravvivere potrebbe indicare che le martore sono in grado di catturare e mangiare più facilmente i grossi scoiattoli grigi invasivi che non i piccoli scoiattoli autoctoni rossi.

La Sheehy ricorda che «Gli scoiattoli rossi si sono evoluti con le martore. Sono riusciti a coesistere per così tanto tempo e la loro popolazione non sembra essere influenzata dal fatto di perdere qualche individuo a causa di un predatore». Invece gli scoiattoli grigi che sono stati introdotti in Gran Bretagna – ma anche in Italia e nel resto d’Europa – provengono dalla costa orientale del Nord America, dove non ci sono le martore.

La Sheehy conclude: «Non sono abituati a vivere con un predatore tanto abile nel salire sugli alberi, e passano molto più tempo a terra, quindi, teoricamente, sono molto più sensibili. Abbiamo il caso del recupero di una specie protetta molto rara che aiuta effettivamente il recupero di un’altra specie, per la quale non sapevamo cosa avrebbe riservato il futuro. Quindi è come una storia della conservazione con due buone notizie in una».