L’incontro in San Rossore con Enrico Rossi e Annarita Bramerini

[5 marzo 2014]

In Toscana il dibattito sui temi ambientali si sta facendo sempre più vivace e pepato mentre sul piano nazionale il nuovo governo sembra  occuparsene  e preoccuparsene almeno per ora piuttosto poco. Registriamo anche vere e proprie stonature e sortite sconcertanti che naturalmente non aiutano a trovare il bandolo giusto. Se  dei 400 metri in più o meno della pista di Peretola qualcuno ne parla come di una bazzecola  su cui non vale neppure la pena di continuare a perdere tempo dopo tutti i discorsi sul parco della Piana, non è ovviamente un buon segno.

E lo è ancora meno se in una vicenda come quella della cave delle Apuane riemergono posizioni sul ruolo dei parchi che ci riportano  a tempi  che speravamo e pensavamo ormai superati. Eppure lì prima che le foto si sta taroccando e di brutto il territorio e dove il parco non era stato certo istituito per figura.

Sul nostro litorale non solo pisano i problemi poi non mancano ad esempio dalla Val di Cornia dove sono in corso polemiche e manfrine che hanno tutta l’aria  di voler eludere scelte e decisioni già prese a suo tempo anche in sede regionale.

Ecco perché l’incontro previsto per il 27 marzo al parco di San Rossore con Enrico Rossi e Annarita Bramerini (Nella foto) cade a “pippo di cocco” per chiudere finalmente il capitolo della nuova legge regionale sui parchi e le altre aree protette aperto da troppi anni. E chiudere vuol dire non annunciare per l’ennesima volta ma presentare la nuova legge perché si capisca finalmente cosa devono fare i nostri 3 parchi regionali a partire dal piano delle Apuane ma anche se avremo il quarto parco in Val di Cornia, e le ANPIL che dovevano essere affidate alle province ora a chi saranno affidate e con quali compiti.

Si dovrà capire inoltre come i vincoli paesaggistici della legge Marson si raccorderanno con i piani dei parchi e delle aree protette a cui da diversi anni è stato sottratto il paesaggio.

Cose per più aspetti niente affatto nuove ma che assumono un nuovo peso e significato politico, istituzionale e culturale non più eludibile.