Linee elettriche ad alta tensione, croce e delizia degli avvoltoi africani

Quelli del Capo le utilizzano per estendere il loro areale, ma sono anche una delle loro principali cause di morte

[10 ottobre 2013]

Le popolazioni di avvoltoi del Capo (Gyps coprotheres)  sono diminuite in tutto il loro areale a causa di molteplici minacce di origine antropica. Si pensa che le principali  cause del loro declino siano da ricercare nella loro vulnerabilità alle collisioni fatali con le linee elettriche, in forte espansione in tutta l’Africa australe, e nell’aumento di carcasse contaminate con veleni illegali ed altre minacce esterne alle aree protette. Ma la ricerca  “Do Power Lines and Protected Areas Present a Catch-22 Situation for Cape Vultures (Gyps coprotheres)?” pubblicata su PlosOne da un team di ricercatori sudafricani e della Nottingham Trent University britannica, ed alla quale non certo a caso ha partecipato anche la Eskom Holdings, l’utilty energetica statale del Sudafrica, presenta un quadro ambivalente dell’interazione tra avvoltoi e linee elettriche ad alta tensione.

I ricercatori  hanno utilizzato unità Gps-Gsm per seguire i movimenti di alcuni di questi grandi spazzini con le ali  per delineare gli  home range di 5 adulti e di 4 immaturi e per capire come siano influenzati dalle linee elettriche e di come utilizzino le aree protette.  Secondo il team britannico-sudafricano «Gli avvoltoi hanno viaggiato più di 1.000 km dal luogo di cattura e si sono collettivamente inseriti in cinque diversi Paesi dell’Africa meridionale».

Louis Phipps, della Nottingham Trent University, spiega: «Quello che stavamo cercando di scoprire era fin dove stavano andando ed in che tipo di ere a vanno immessi. Pensavamo  che questi  uccelli avrebbero percorso lunghe distanze, ma non ci aspettavamo che gli avvoltoi viaggiassero attraverso quasi tutta l’Africa meridionale. I loro singoli home range mediamente coprono un’area più grande delle isole britanniche, che è una zona enorme e tra le più grandi aree di qualsiasi avvoltoio».

Ma la scoperta più sorprendente è stata che i loro spostamenti ed i siti di foraggiamento «Sono strettamente collegati alla distribuzione spaziale delle linee di trasmissione dell’elettricità». I ricercatori su los One presentano la prova che «La costruzione di linee elettriche ha permesso alla specie di ampliare il proprio areale in  aree precedentemente prive di posatoi appropriati». Ma la localizzazione dei casi noti di mortalità di avvoltoi del Capo causata dalle interazioni con linee elettriche «Corrisponde ai principali areali degli avvoltoi».

Alcuni degli avvoltoi seguiti con le unità Gps-Gsm hanno frequentato regolarmente le colonie riproduttive all’interno delle aree protette, ma «La maggior parte delle attività di foraggiamento si è svolta su terreni agricoli non protetti».

Il team di scienziati evidenzia che «La loro capacità di percorrere grandi distanze molto rapidamente e l’alta percentuale di tempo trascorso in prossimità di linee elettriche ed al di fuori delle aree protette, rendono gli avvoltoi del Capo particolarmente vulnerabili alle interazioni negative con la rete di linee elettriche in espansione ed il loro intero areale è minacciato in tutta la regione.  Saranno quindi necessarie strategie transfrontaliere di conservazione coordinate, oltre alla rete di aree protette, per garantire la sopravvivenza futura degli avvoltoi in pericolo in Africa».

Phipps conclude: «Ci sono un sacco di fattori che giocano l’uno contro l’altro, che rendono la vita quotidiana degli avvoltoi una grande lotta. Il bilancio delle linee energetiche è che non sono una buona cosa per gli avvoltoi».