L’inferno nascosto del più grande mattatoio pubblico francese (VIDEO, immagini forti che possono ferire la sensibilità)

Un’inchiesta rivela le atrocità commesse nel mattatoio di Limoges contro le mucche gravide

[8 novembre 2016]

mattatoio-francese

Mauricio García-Pereira è uno spagnolo che da 7 anni lavora nel mattatoio della città francese Limoges e ha documentato le atrocità che avvengono ogni giorno, quello che l’associazione L214 definisce «Un oceano di sofferenza rivelato nel macello Limoges, il più grande macello pubblico della Francia».

Il 47enne García-Pereira, che aveva fatto ogni tipo di lavoro per sopravvivere, ha raccontato a Le Monde: «Quando sono entrato per la prima volta nel mattatoio, a fine 2009, ne ero fiero», ma poi l’orrore lo ha sopraffatto: «Tutti i giorni, almeno 50 volte a settimana ammazziamo mucche gravide. Buttiamo l’utero nella spazzatura. Come si può ammazzare i vitellini? Questo è abominevole».

La sua denuncia è diventata il video che pubblichiamo – con l’avvertenza che contiene immagini forti che possono ferire la sensibilità di qualcuno –  che racconta l’orrore quotidiano del mattatoio di Limoges.

Il direttore internazionale di Igualidad Animal, Javier Moreno, ricorda che comunque i mattatoi sono «uno dei luoghi più crudeli del pianeta», ma L214. Dice che a Limoges si è passato il segno e gli animalisti hanno denunciato il mattatoio alla Magistratura francese perché, violando la normativa europea, vengono uccise mucche, pecore e maiali mentre sono ancora coscienti. Secondo L214, che da un anno indaga sui sistemi di abbattimento del bestiame, «Le infrazioni e la crudeltà nei mattatoi francesi continuano a prodursi. Questa nuova indagine mostra una volta di più l’inferno che l’industria della carne occulta ai consumatori».

L’associazione animalista, che con le sue inchieste ha già fatto chiudere un mattatoio lager, ha anche lanciato una petizione  online per chiedere al ministro francese dell’agricoltura , agroalimentre e foreste,  Stéphane Le Foll, il divieto di abbattere mucche gestanti.

L214 ricorda che «Ogni anno, circa 2 milioni di mucche vengono uccise in Francia. Le recenti inchieste rese note in questi ultimi mesi da L214 hanno permesso di intravedere  quel che sopportano dietro i muri dei mattatoi. Oggi, le immagini del mattatoio di Limoges mettono in luce un’altra faccia  della violenza dei mattatoi: quella celle dell’abbattimento delle mucche gestanti. Gli studi disponibili stimano che circa il 10% delle vacche abbattute siano incinta e perfino pronte a sgravare. Ogni giorno, delle mucche sul punto di nascere muoiono lentamente nel ventre della loro madre, soffocando mentre  la loro madre viene uccisa e tagliata. Poi vengono buttati in un cassonetto, come rifiuti».

Un modo di trattare gli animali inutilmente crudele e che fa inorridire anche chi è più lontano dalla sensibilità animalista.

La petizione sottolinea che «Coscienti della sfida etica rappresentata da questa situazione,  i ministri tedesco, danese, olandese e svedese hanno fatto ricorso all’Efsa per ottenere un parere scientifico sui rischi dei feti  sufficientemente sviluppati per essere esposti alla sofferenza e il dolore. Inoltre, il governo tedesco ha presentato alla Commissione europea una proposta per vietare la macellazione di vacche gravide, almeno durante l’ultimo terzo della gestazione, sottolineando che è scientificamente provato che i vitelli hanno la capacità di soffrire durante questa fase del loro sviluppo».

Per questo, i firmatari della petizione chiedono al ministro Le Foll di «sottoporre al voto del Parlamento francese un progetto di legge mirante a vietare la messa a morte di mucche gestanti, almeno durante l’ultimo terzo della loro gravidanza».

Videogallery

  • Derrière les murs de l'abattoir de Limoges [Pétition]