L’integrità del Sito di importanza comunitaria (Sic) e i progetti che lo precludono

[16 maggio 2014]

Un piano o un progetto non direttamente connesso o necessario alla gestione di un Sito di importanza comunitaria (Sic), che abbia incidenze negative su un tipo di habitat naturale e che preveda misure per lo sviluppo di una nuova area dell’habitat nel Sic, pregiudica l’integrità del sito. Tutt’al più tali misure potrebbero essere considerate come misure compensative.

Lo afferma la Corte di Giustizia europea – con sentenza di ieri  – a proposito della questione sollevata dal giudice olandese in merito al progetto di tracciato dell’autostrada A2 «’s‑Hertogenbosch‑Eindhoven» .

Un progetto che pregiudica il sito Natura 2000 “Vlijmens Ven, Moerputten & Bossche Broek” designato dalle autorità olandesi come Zona speciale di conservazione (Zps) in particolare per praterie di molinia, (habitat di tipo prioritario). Infatti, nella zona “Moerputten”, 6,7 ettari di praterie di molinia sarebbero pregiudicati a causa del prosciugamento e dell’acidificazione dei suoli. Nella zona “Bossche Broek” l’aumento dei depositi di azoto dovuti all’ampliamento stradale potrebbero produrre effetti negativi sulla molinia. Cosa che non avverrebbe nella zona “Vlijmens Ven”: l’aumento dell’azoto non ostacolerebbe l’estensione delle praterie.

Il Minister, nonostante abbaia effettivamente constatato che il progetto produce effetti negativi e duraturi sul tipo di habitat protetto, adotta il progetto. Perché, a suo avviso, gli obiettivi di conservazione per le praterie di molinia sarebbero preservati tramite lo sviluppo futuro di una nuova area di superficie uguale o maggiore di tale tipo di habitat in un’altra parte di tale sito, parte non direttamente pregiudicata. Il progetto ha previsto, infatti, per la zona “Vlijmens Ven” il miglioramento della situazione idrologica per consentirne l’estensione.

Ma secondo alcuni cittadini, una siffatta misura non può essere considerata come misura di attenuazione, nozione che, peraltro, non figura nella direttiva habitat.

La direttiva habitat ha come scopo quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche nel territorio degli Stati membri. A tale scopo stabilisce una serie di misure per assicurarne il mantenimento o il ripristino e istituisce una rete ecologica europea composta di Zps, denominata Natura 2000.

In tale contesto gli Stati Membri devono conservare il sito in uno stato soddisfacente non arrecando pregiudizio alla sua integrità. Ciò implica anche il mantenimento sostenibile delle caratteristiche costitutive del Sic designato tale per conservare l’habitat prioritario.

L’autorizzazione di un piano o di un progetto, può quindi essere concessa solo a condizione che le autorità competenti abbiano acquisito la certezza che esso è privo di effetti pregiudizievoli stabili per l’integrità del sito.  E nella valutazione lo Stato dovrà servirsi del principio di precauzione.

Però, esistono casi in cui nonostante le conclusioni negative della valutazione e in mancanza di soluzioni alternative un piano o progetto deve essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica. In questo caso lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata.

La conoscenza di tali incidenze rispetto agli obiettivi di conservazione costituisce un presupposto imprescindibile per l’adozione del piano o progetto negativo per l’ambiente. Del resto le autorità nazionali competenti possono, concedere un’autorizzazione purché vengano soddisfatte le condizioni stabilite.

L’esame di eventuali motivi imperativi di rilevante interesse pubblico e della questione se sussistano alternative meno dannose richiede, infatti, una ponderazione con riferimento al pregiudizio che il piano o il progetto considerato cagiona al sito. Inoltre, il pregiudizio al sito dev’essere identificato con precisione, per determinare la natura delle eventuali misure compensative.

Il fatto che le misure previste siano attuate nel sito Natura 2000 considerato non incide sulla loro eventuale qualifica di misure compensative. La direttiva habitat contempla ogni misura compensativa idonea a tutelare la coerenza globale della rete Natura 2000, sia essa attuata all’interno del sito pregiudicato o in un altro sito di tale rete.