L’intelligenza collettiva dei pesci: mettono in comune le loro esperienze per risolvere i problemi

Studio che può servire sia alle gestione della fauna che alla robotica bio-ispirata

[19 aprile 2017]

«I pesci mettono in comune le loro esperienze per risolvere i problemi insieme», è quanto emerge dal  nuovo studio “Fish pool their experience to solve problems collectively”, pubblicato su Nature Ecology & Evolution dai biologi  britannici Mike M Webster, Andrew Whalen and Kevin N Laland  dell’università di St Andrews che spiegano: «In natura animali possono avere solo una piccola parte di informazioni sul loro ambiente e, all’interno di un grande gruppo, diversi animali possono avere informazioni separate ma complementari su un particolare problema. Alcuni possono sapere dove trovare cibo, ma non il modo di accedervi, mentre altri potrebbero sapere come ottenerlo, ma non dove è nascosto».

Gli scienziati della School of biology della St Andrews hanno effettuato una serie di esperimenti per determinare se la leadership – la guida del gruppo da parte dei membri informati – potrebbe consentire a gruppi di animali a mettere in comune la loro esperienza, per risolvere così i problemi collettivamente e dicono che i risultati di questi test  «potrebbero avere implicazioni per il business e anche robotica degli sciami bio-ispirata»

Webster sottolinea che  «Per affrontare questa domanda, abbiamo presentato a banchi di pesci spinarelli un problema in due parti, inel quale hanno dovuto prima trovare e poi accedere a del cibo nascosto. I singoli pesci erano o inesperto o avevano esperienza solo per uno degli stadi. Abbiamo scoperto che nei banchi che comprendeva individui formati in ciascuno degli stadi più pesci accedevano effettivamente al cibo e lo facevano più rapidamente, rispetto ad altri banchi che contenevano solo pesci addestrati per una o per nessuna delle due parti del problema. A sostegno della nostra idea che in questo svolgesse un ruolo la leadership, abbiamo trovato forti effetti nell’avere membri esperti nel gruppo, con la presenza di questi che aumenta notevolmente la probabilità dei pesci non addestrati di completare ogni parte del problema».

I ricercatori avevano notato da tempo notato che, quando si tratta di svolgere e alcuni compiti,  i gruppi più grandi tendono a sovra-performare  i piccoli gruppi egli  individui solitari ed erano state avanzate diverse idee per spiegare perché questo accada. Il nuovo studio dimostra che l’esperienza di una parte, per cui sottoinsiemi del gruppo assumono ruoli guida quando completano una specifica parte di un compito  per la quale hanno conoscenza o competenza, è un meccanismo plausibile per cui questo possa verificarsi.

Gli scienziati britannici sono convinti che i risultati di questo studio posso avere applicazioni per  la gestione e la conservazione della fauna selvatica, «dal momento che la conoscenza di come i gruppi processano le informazioni ci può permettere di capire come gli animali utilizzano il loro ambiente e il modo in cui si orientano e migrano».

Laland conclude «Ci potrebbero essere lezioni da imparare anche per il comportamento umano. Businesses e istituzioni fanno già buon uso di team con  competenze diverse e il mondo naturale potrebbe fornire un’ulteriore fonte di ispirazione su come questi gruppi potrebbero essere messi insieme e organizzati. Infine, per l’intelligenza artificiale (AI) i ricercatori si stanno concentrando molto sulla robotica degli sciami bio-ispirata, e i tipi di meccanismi di elaborazione delle informazioni collettive scoperti da questo studio potrebbero potenzialmente essere sviluppati  da altri ricercatori che progettano i software e le regole di  comportamento per le flotte di droni».