Lipu, con Sblocca Italia e senza Corpo forestale dello Stato a rischio primato biodiversità italiana

[23 ottobre 2014]

Se il Primo Ministro Renzi ritiene che come linea di politica ambientale il Corpo forestale dello Stato vada ristrutturato, allora si cominci a ragionare su un nuovo disegno di legge costituzionale che raccolga in un unico soggetto la migliore polizia ambientale del Paese, dai corpi forestali delle Regioni a quelli delle Province autonome. Ma trasferire il Corpo forestale dello Stato che, negli ultimi quindici anni almeno, si è distinto per il contrasto alle ecomafie, alle devastazioni dell’ambiente, al traffico illegale di animali esotici, al bracconaggio, al maltrattamento degli animali, attraverso nuclei specializzati, ad altro soggetto di pubblica sicurezza significa perdere una ricchezza di professionalità e di unicità che per il Paese è fondamentale.

Sono mesi che aspettiamo dal Governo un provvedimento di sostanza, economico e politico, in favore della natura, contro la perdita di biodiversità, per analizzare concretamente le minacce dovute ai cambiamenti climatici, per tutelare un modello di Italia verde e sostenibile, per una cultura dell’ecologia che raggiunga le aule scolastiche e le famiglie italiane, che sia la risposta ad un’industrializzazione vecchia e insostenibile dalla quale dobbiamo allontanarci. Ma non abbiamo avuto traccia di iniziative in tal senso. Nel vocabolario del premier Renzi, come parole e atti urgenti a difesa del territorio, ci sono solo le emergenze ambientali, dal dissesto idrogeologico alla “terra dei fuochi”, mancando però un disegno complessivo che innanzitutto ridia centralità al ministero dell’Ambiente e un congruo sostegno finanziario che consenta a tale struttura di affrontare le tematiche di tutela della biodiversità e di rispondere ai compiti di indirizzo con maggiore efficacia.

Siamo il Paese più ricco di biodiversità – prosegue il presidente Lipu – Ma è un primato europeo che stiamo per perdere se leggiamo i dati sulle condizioni sfavorevoli in cui versa la rete Natura 2000, il sistema di aree protette internazionali che con parchi, riserve e oasi, rappresenta circa il 20% del territorio italiano. A questo si aggiunga poi il recente testo dello “Sblocca Italia” che rappresenta un potenziale omicidio di quelle poche aree ancora integre e ancora sane dal punto di vista del paesaggio, che saranno prese d’assalto da opere pubbliche inutili, come la Orte-Mestre o da trivellazioni più pericolose che produttive. Servono risorse e linee di indirizzo chiare, un modello programmatico diverso e che punti alla centralità dell’ambiente, altrimenti la natura in Italia e le sue bellezze diventeranno un  ricordo per il quale tutti noi dovremmo poi pentirci di non aver fatto abbastanza.

di Fulvio Mamone Capria, Presidente Lipu-Birdlife Italia