Riceviamo e pubblichiamo

Lipu, via Forestale e Polizia provinciale? «Un rilancio del “Made in Italy” coi fiocchi…»

Lo sfogo della sezione labronica: «All’opera un gran favore alla delinquenza ambientale»

[27 luglio 2015]

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Chi lo avrebbe mai detto che il rilancio dell’economia italiana sarebbe cominciato dal bracconaggio? Ebbene sì, perché con l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato in diverse altre forze di polizia e non e con lo scioglimento della Polizia Provinciale è evidentemente questo che si punta a fare: rilanciare il bracconaggio, l’abusivismo edilizio, l’inquinamento, le frodi alimentari e tutte quelle altre nefandezze per le quali, del resto,  il “Bel Paese” (per poco ancora) è famoso in tutto il mondo. Un rilancio del “Made in Italy” coi fiocchi, non c’è che dire.

Il Corpo Forestale dello Stato sparirà. Risparmi? Nessuno, anche perché nessuno perderà il lavoro, per fortuna, semplicemente tutti i forestali verranno parcheggiati fino alla agognata pensione in qualche altro corpo di polizia a passare carte, archiviare, spedire fax. L’importante è tenerli lontani dal Made in Italy più produttivo, perché di condoni edilizi non se ne possono fare più ma basta eliminare chi vigila per lanciare il condono dei condoni. L’importante è che stiano alla larga dalle stalle dove si mescola il latte di provenienza misteriosa con quello italiano, l’olio cinese con quello nostrano, il vino cileno col Chianti. Quel che conta è che non indaghino più su terre dei fuochi, fabbriche di morte, mucche impazzite da mangimi artificiali o pesci che si muovono anche da morti da quanto mercurio contengono. E se scoppia un incendio nel bosco? Meglio lasciarlo bruciare. Telefonando al 1515 per le emergenze ambientali una registrazione inviterà a lasciare un messaggio che non verrà mai ascoltato.

E la Polizia Provinciale? Il glorioso corpo di ex “guardiacaccia”, gente che conosce boschi e campagne a memoria, nomi, abitudini e metodologie di ogni singolo bracconiere, pescatore di frodo, raschiatore delle campagne? Che vadano tutti a fare i vigili urbani! Possibilmente a regolare il traffico davanti all’entrata delle scuole, dove potranno al meglio mettere a frutto la loro professionalità e l’esperienza di decenni. Quel che conta è tenerli alla larga dai cacciatori ingordi, dai bracconieri professionali, dai pescatori senza limiti, anche qui, dal Made in Italy ittico-venatorio che ci rende ogni anno famosi nel mondo. E’ tutela del marchio, mica poco!

Di riforma in riforma il saldo di fine stagione dell’ambiente italiano sta per concretizzarsi nella maniera più subdola e scaltra. Nuove norme più severe ma contemporanea cancellazione di chi le dovrebbe far rispettare. Come a dire: vendiamo l’ambiente ai disonesti ma ci fingiamo suoi severi tutori. Se non fosse tutto vero, se fosse un film, sarebbe da applauso a scena aperta.

E mentre quasi tutte le forze politiche approvano o ben si guardano dal criticare, il misfatto si compie. Con gli italiani a cui è stato per bene mantecato il cervello con anticicloni dai nomi terrificanti, invasioni di terroristi travestiti da bambine che muoiono di diabete, lotte titaniche che si risolvono con rese ridicole, omicidi misteriosi e quant’altro stimoli la lettura sotto l’ombrellone.

Cari bracconieri, correte in armeria e fate scorte di munizioni, e tenetevi pronti perché il periodo di man bassa durerà poco, finirà con l’ultimo animale ammazzabile, quindi, almeno voi, divertitevi.

Cari italiani che, per vostra disgrazia, abitate in campagna o anche solo in periferia compratevi giubbotto antiproiettile e tappi per le orecchie, da settembre avrete i cacciatori fino sul tetto di casa e non avrete proprio nessuno da chiamare. E occhio a protestare, chi tocca il Made in Italy…

In alto a destra alcune foto scattate durante gli anni di servizio di Vigilanza da parte delle G.A.V. (Guardie Ambientali Volontarie) della LIPU di Livorno

di Lipu Sez. Livorno