La carne destinata al Giappone, dove il consumo è crollato e finisce nel cibo per cani

L’Islanda riprende la caccia alle balenottere comuni. Uccisi i due primi cetacei del 2014

[24 giugno 2014]

Nonostante le balenottere comuni (Balaenoptera physalus), il secondo più grande animale del nostro pianeta, siano protette dal divieto del 1986 sulla caccia commerciale dell’International Whaling Commission, l’Islanda ha catturato e macellato le prime due balenottere del 2014, la cui carne è destinata ad essere esportata in Giappone.

Phil Kline, senior oceans campaigner di Greenpeace, denuncia: «Dato che le prime delle balenottere minacciate di estinzione di quest’anno sono stata brutalmente arpionate e trascinate esanimi a riva per processarle, i balenieri islandesi continuano a fare marameo a tutto il mondo, alla moratoria sulla caccia commerciale alle balene ed alle sanzioni diplomatiche imposte dal governo Usa. Ovviamente le sanzioni diplomatiche non hanno scoraggiato i balenieri islandesi». Ma sarebbe meglio dire che non hanno scoraggiato il governo di centro-destra islandese tornato al potere che ha subito buttato nel cestino la moratoria del precedente governo di centro-sinistra  sulla caccia alle balene.

Secondo Greenpeace Usa «E’ tempo che l’amministrazione del presidente Obama rafforzi i divieti Usa con sanzioni economiche e vieti l’importazione di tutti i prodotti islandesi che provengono da companies coinvolte nella loro caccia alla balenottera comune».

La cosa assurda è che la carne della balene uccise in Islanda è destinata a finire nei congelatori e che potrebbe restarci per molto tempo, visto che il suo unico mercato è il Giappone, dove la vendita e il consumo di carne di balena sono crollati, tanto che gran parte della carne di cetacei diventa cibo per cani.

Kline spiega che «Anche in Giappone poche persone mangiano cane di balena ed è noto che nei congelatori c’è carne di balena stoccata per diversi anni. L’inutile strage di balenottere in via di estinzione per un mercato che non vuole o non ha bisogno della carne può solo continuare a far diminuire la reputazione dell’Islanda agli occhi del mondo. L’Islanda ha sviluppato un settore whale watching vitale e proficuo che ha il potenziale per attirare ancora più turisti in Islanda e di far diventare le balene più di valore da vive che da morte. Il whale watching è sicuramente una scelta migliore per l’Islanda ed è sicuramente più buono sia per l’economia che per la sua reputazione dell’Islanda a livello mondiale».

Già nel 2008  erano stati circa 115.000  i turisti che erano andati in Islanda per praticare il whale watching e più del 20% di loro pensa che questa sia una ragione importante per fare un viaggio in Islanda, spendendo così anche milioni di dollari. Altre 115.000 persone hanno sottoscritto la promessa di visitare l’Islanda se smetterà di cacciare le balene.

L’anno scorso Avaaz aveva raccolto milioni di firme sotto una petizione che chiedeva  al governo olandese di non permettere più il trasferimento di carne di balena islandese nei porti del Paese.

Eppure il centro-destra islandese, che aveva portato il Paese alla bancarotta con i giochi della finanza e delle banche, dopo che il centro-sinistra aveva sistemato i conti del Paese, è stato riportato al potere dagli immemori islandesi ed una delle prime cose che ha fatto è stata proprio di togliere la moratoria sulla caccia alle balene in alcune aree marine, come quella davanti alla capitale Reykjavik, istituite proprio per favorire il whale watching.