Lista Rossa Iucn: le più vecchie e grandi specie del mondo sono in declino

Dichiarate estinte tre specie

[2 luglio 2013]

L’ultimo aggiornamento della Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione dello Iucn (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) fa il punto sul declino inquietante delle conifere, gli organismi più vecchi e più grandi del mondo, dei crostacei di acqua dolce, di molluschi come i Conus e delle focene dello Yangtze.

L’Iucn ha dichiarato estinte tre specie: uno scinco gigante, un anfibio ed un gambero di acqua dolce. Scoperto dalla scienza solo nel 1912, lo scinco gigante di Capo Verde (Chioninia coctei), un sauro che viveva solo in un’isola e in alcuni isolotti, si è estinto a causa dell’introduzione di ratti e gatti. Il Cyprinodon di Santa Cruz (Cyprinodon arcuatus), un anfibio che viveva nel bacino del fiume Santa Cruz in Arizona, si è estinto a causa del calo delle risorse idriche, mentre il gambero di acqua  dolce  Macrobrachium leptodactylus è scomparso dal nostro pianeta a causa del degrado del suo habitat e dello sviluppo urbano.

L’aggiornamento della Red List porta a 4.807 le specie aggiunte alla lista di pericolo e a  70.099 il numero di quelle valutate dallo Iucn, delle quali 20.934 sono minacciate di estinzione. Jane Smart, direttrice mondiale del Biodiversity Conservation Group dello Iucn, spiega che «grazie alla Lista Rossa dello Iucn noi disponiamo attualmente di maggiori informazioni riguardo allo stato della biodiversità. Ma il quadro di insieme è allarmante. Dobbiamo sfruttare a pieno queste conoscenze, dispiegando degli sforzi di conservazione mirati ed efficaci, se vogliamo veramente arrestare la crisi dell’estinzione che continua a minacciare tutta la vita sulla Terra».

La prima valutazione mondiale delle conifere contenuta nell’aggiornamento della Red List dimostra che attualmente è minacciato di estinzione il 34 % dei cedri, cipressi, abeti ed altre conifere, un aumento del 4% rispetto all’ultima valutazione del 1998. Lo stato di conservazione di 33 specie di conifere è degradato, in particolare per quanto riguarda il pino di Monterrey (Péinus radiata) l’albero più comune del mondo, apprezzato per la sua crescita rapida e per la qualità della sua polpa.

Quest’albero è passato dallo status di “Least Concern”, la categoria che comprende le specie a basso rischio di estinzione, a quello “Endangered” , perché minacciato in particolare dalle capre inselvatichite e da un agente patogeno invasivo. Un’altra specie di conifere prima classificata “Least Concern”, il cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica), originario dell’Atlante marocchino ed algerino, è ora “Endangered” a causa del sovrasfruttamento e la sua popolazione in calo è minacciata da diversi parassiti. Invece le misure di salvaguardia hanno permesso di migliorare lo status del cipresso di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana) che è stato oggetto di un forte commercio, ma ora  inserito nella categoria  “Near Threatened”  grazie al miglioramento delle pratiche di gestione in California e nell’Oregon, compresa la messa a dimora di individui resistenti alle malattie.

L’Iucn dice che «se le misure di conservazione proseguono, questa conifera potrà essere classificata nella categoria “Least Concern” entro 10 anni». Secondo il presidente del Conifer Specialist Group Iucn/Ssc: «Gli sforzi di salvaguardia danno i loro frutti e i  risultati ottenuti per il cipresso di Lawson sono rassicuranti. Però, è chiaro che questo non è sufficiente. Dobbiamo urgentemente effettuare delle ricerche più stringenti sullo status e la distribuzione di numerose specie. Supponiamo che ad oggi ci siano ancora numerose nuove specie che non sono ancora state descritte, ma non saranno probabilmente mai scoperte visto il ritmo al quale progredisce la deforestazione ed il loro habitat viene convertito in piantagioni destinate alla produzione di olio di palma».

Le conifere sono le più vecchie e le più grandi specie del pianeta. Il pino di Bristlecone (Pinus longaeva) può vivere circa 5.000 anni, la sequoia (Sequoia sempervirens) raggiunge un’altezza di 110 metri. Le foreste di conifere stoccano più CO2 di qualsiasi altro bioma eccetto le Zone umide, tre volte più delle foreste temperate e tropicali.

«Il loro valore economico è immenso – dice l’Iucn – vengono utilizzate per la produzione di legno e carta  e l’agente anticancerogeno Taxol® deriva dalla scorza di numerose specie di tasso. Per quanto riguarda il primo aggiornamento della Lista Rossa dei crostacei di acqua dolce, viene fuori che il  28% delle specie sono minacciate di estinzione. Il 10% di questi animali è utilizzato per il consumo umano, in particolare i gamberetti o i gamberi giganti di acqua dolce, come il Macrobrachium rosenbergii, che svolgono un ruolo importante nella rete trofica di acqua dolce».

«L’inquinamento, la modifica dei loro habitat ed il commercio per gli acquari sono alcune delle più grandi minacce con le quali si confrontano le specie», si legge nell’aggiornamento Iucn. Nell’ambiente marino l’8% dei conus dei mari tropicali, anche questi valutati per la prima volta dalla Red List, è minacciato di estinzione. Come predatori questi molluschi velenosi costituiscono un elemento importante degli ecosistemi marini, inoltre le loro tossine mortali si sono rivelate preziose per la medicina  e per il trattamento del dolore cronico. Ma le belle conchiglie di questi animali sono molto ambite dai collezionisti ed alcune specie rare vengono vendute per migliaia di dollari, anche se è la perdita di habitat, più che il collezionismo, a rappresentare il vero pericolo per i conus.

Howard Peters dell’università di York e del Mollusc Specialist Group Iucn/Ssc, è convinto che «questa valutazione segni una svolta resa possibile dalla collaborazione innovativa tra i rivenditori di conchiglie e gli esperti scientifici. Il loro lavoro ha permesso di conoscere meglio la distribuzione, il commercio e le minacce che pesano su ogni specie. Queste informazioni saranno essenziali per i nostri futuri sforzi di salvaguardia dei conus».

Le focene dello Yangtze (Neophocaena asiaeorientalis), une sottospecie di focena priva di pinna dorsale della quale anche Greenreport.it si è occupata più volte, è uno degli ultimi cetacei di acqua dolce del mondo e vive solo nello Yangtze e in due laghi cinesi: Poyang e Donting. L’aggiornamento della Lista Rossa, riprendendo indagini cinesi e del Wwf,  stima la sua popolazione in circa 1.800 individui nel  2006, un calo di più del 5% rispetto agli anni ’80 e quindi considerata “Critically Endangered”. L’Icn sottolinea che «queste focene sono sempre più minacciate, tra l’altro, dalla pesca clandestina, dalla circolazione di numerose navi, dall’estrazione di sabbia e dall’inquinamento».

Il pecari labiato (Tayassu pecari), un suino che vive in America centrale e meridionale, ha visto la sua popolazione calare dell’89% in Costarica e dell’84% in Messico e Guatemala. Attualmente nella Red List è considerato come “Vulnerable”. La caccia e la scomparsa del suo habitat spiegano solo in parte il suo rapido declino, visto che la scomparsa improvvisa di questo pecari in diverse aree resta un mistero che qualcuno spiega con una decimazione dovuta ad una malattia.

Simon Stuart, presidente della Species Survival Commission dell’Iucn, conclude: «Ancora una volta, l’aggiornamento della Lista Rossa dell’Iucn ci porta notizie inquietanti. Tuttavia, assistiamo anche a dei successi. Per esempio, grazie alle ricerche minuziose condotte in Costarica, sono state scoperte nuove sottospecie di raganelle di ruscello del Costarica e di rane dagli occhi verdi. Però, dovrebbero essere dispiegati sforzi ben più importanti, perché la tendenza generale all’estinzione prosegue per numerose specie».