Litorale pisano, non solo spiagge: spettacolari fioriture di specie rare

[13 giugno 2013]

Il maltempo che ha ritardato l’avvio della stagione balneare, ha nascosto a molti uno spettacolo naturale insolito nella parte del litorale che ancora conserva ambienti dunali. A Calambrone e Tirrenia gli splendidi cuscinetti della Camomilla di mare tappezzano le dune: la pianta era quasi scomparsa, ma grazie al salvataggio dei semi degli ultimi esemplari e alla diffusione di alcune piantine da parte di Università, WWF e Parco, queste rare fioriture sono tornate a disegnare un paesaggio suggestivo.

A Calambrone, un contributo importante è venuto anche dalla passerella realizzata dal Parco, che ha diminuito il calpestio in giro per le dune. Speriamo che questi interventi vengano realizzati in tutti gli attraversamenti delle dune sul suolo demaniale. Sempre a Tirrenia, il giallo Papavero delle spiagge fa bella mostra di sé, frutto anche questo della conservazione dei semi operata da Università e WWF.

A Marina di Pisa, quest’anno la sorpresa è una inedita fioritura del Fiordaliso tirreno a ciglia brevi, specie che si trova solo sulle coste della Toscana settentrionale e di parte della Liguria e finora segnalato, nel Parco, solo a nord del Serchio. Purtroppo il Fiordaliso di mare cresce nelle zone retrodunali non occupate dal bosco, molto ridotte in superficie, ed è spuntato soprattutto ai bordi dei parcheggi ai lati del Viale del Tirreno, dove viene eliminato senza troppa cura dalle operazioni di sfalcio o, in alcune zone, soffocato dai rifiuti abbandonati lungo la strada, cosa che all’interno di un Parco e in una città che per altri versi eccelle nella cultura è una testimonianza di grave inciviltà.

In molte aree retrodunali, e anche ai margini di alcuni stabilimenti balneari, su recinzioni, arbusti, palizzate, è apparso il fiore rosso della rara liana Periploca greca, che in tutta Italia ha la sua più importante stazione proprio nel Parco. Il fiore, simile a una piccola passiflora, ricorda gli ambienti subtropicali in cui questa specie si è sviluppata, e solo qui è sopravvissuta alle glaciazioni che l’hanno estinta nel resto d’Italia. Spesso, nel corso di potature di siepi pubbliche e private, per il fatto di non venire riconosciuta essa viene eliminata come una qualsiasi specie infestante.

Queste fioriture testimoniano il successo di alcuni interventi di conservazione degli ultimi anni. Molto altro potrebbe essere fatto, anche ad esempio dai residenti, dal Comune, dagli stabilimenti balneari, per favorire la flora autoctona, che non richiede interventi costosi di riporto dei terreni né innaffiatura, trattandosi delle specie che più si sono adattate a questi ambienti. Anche in base a norme regionali già in vigore, va invece limitato l’uso di specie importate da altri paesi, che spesso si rivelano dannose e invasive, come il Carpobrotus o il Pittosporo. Evitare il calpestio sulle dune, la pulitura meccanica della parte più arretrata dell’arenile, lo sfalcio delle specie più rare, potrebbe essere un altro contributo significativo. E’ opportuno non raccogliere i fiori, per non danneggiare le piante e la diffusione dei semi. Per fortuna in alcune zone del Parco ci sono già alcuni operatori economici che hanno capito che la valorizzazione delle peculiarità ambientali del litorale, inclusa la preziosa flora, è una scommessa importante. Come associazioni siamo a disposizione di chiunque intenda intervenire su questi temi.

di WWF Litorale Pisano e Legambiente Pisa