Lo sviluppo della tigre della Tasmania da cucciolo all’età adulta rivelato da scanner 3D (VIDEO)

Come il marsupiale estinto assumeva l’aspetto di un Dingo. Un miracolo della convergenza evolutiva

[21 febbraio 2018]

Un team di ricercatori internazionale, guidato dall’università di Melbourne e dai  Museums Victoria, ha scannerizzato tutti i 13 campioni conosciuti di cuccioli di tigre della Tasmania (Thylacinus cynocephalus)  rimasti al mondo  per creare modelli digitali 3D, che hanno permesso loro di studiare i loro scheletri e gli organi interni di questo marsupiale carnivoro scomparso e di ricostruire le fasi della loro crescita e sviluppo.

I risultati sono stati resi noti nello studio “Letting the ‘cat’ out of the bag: pouch young development of the extinct Tasmanian tiger revealed by X-ray computed tomography” pubblicato su Royal Society Open Science e sono davvero sorprendenti. dato che rivelano nuove e importanti informazioni su come questo marsupiale estinto si sia evoluto per diventare così simile a un dingo (Canis lupus dingo), nonostante i due animali fossero geneticamente ed evolutivamente molto distanti.

All’università di Melbourne spiegano che «Le scansioni digitali mostrano che quando nasceva la tigre della Tasmania o tilacino assomigliava a qualsiasi altro marsupiale. Ma tre mesi dopo, quando lasciavano il marsupio avevano già assunto un aspetto simile a un cucciolo di un cane, per poi diventare simili a un lupo, anche se sulla schiena avevano delle strisce dalle quali deriva il nome dato loro dai coloni europei

La tigre della Tasmania era un marsupiale e allevava i piccoli nel marsupio e la sua somiglianza con il dingo è uno dei migliori esempi di convergenza evolutiva  nei mammiferi. Queste due specie, una endemica dell’Australia e della Nuova Guinea (il tilacino) e l’altra discendente dai cani sbarcati su queste isole probabilmente al seguito degli esseri umani (il dingo), pur non essendo imparentate, si sono evolute fino ad avere un aspetto molto simile. La tigre della Tasmania avrebbe condiviso l’ultimo antenato in comune con i canidi (cani e lupi) circa 160 milioni di anni fa.

Christy Hipsley, ricercatrice all’Università di Melbourne e ai Museums Victoria, ha sottolineato che «Dopo aver sequenziato il genoma della tigre della Tasmania nel 2017, questa ricerca fornisce un altro pezzo del puzzle sul perché si sono evoluti per sembrare così simili ai cani. Questa è la prima serie dello sviluppo digitale della tigre della Tasmania, il predatore marsupiale estinto più iconico dell’Australia. Usando la tecnologia CT siamo stati in grado di raccogliere nuove informazioni sulla biologia di questa specie iconica e sulla sua crescita e sviluppo».

In effetti le scansioni dei feti e dehli esemplari conservati in diversi musei del mondo mostrano in modo incredibilmente dettagliato come la tigre della Tasmania iniziava il suo viaggio nella vita dentro la sacca della madre e che somigliava a un qualsiasi altro marsupiale, con robusti avambracci in modo da potersi arrampicare nel marsupio, Ma quando, circa 12 settimante dopo, lasciava il marsupio, assomigliava più a un cane o un lupo che a un marsupiale e i suoi arti posteriori erano diventati più lunghi di quelli anteriori.

Prima dell’arrivo degli uomini l’areale del Lupo si estendeva in tutta l’Australia e la Nuova Guinea, ma la tigre della Tasmania scomparve da grandi aree a cominciare da circa 3000 anni fa, probabilmente a causa della competizione con gli esseri umani e dinghi.  Il suo ultimo rifugio rimase la Tasmania, dove viveva una popolazione isolata, ma il tilacino è stato cacciato fino all’estinzione all’inizio del XX secolo, con l’ultimo individuo conosciuto xdi tigre della Tasmania che è morto nello zoo di Hobart nel 1936.

Il principale autore del nuovo studio, Axel Newton della School of biosciences  dell’università di Melbourne evidenzia che  «Fino ad ora  c’erano solo dettagli limitati sulla sua crescita e sviluppo. Per la prima volta, siamo stati in grado di guardare all’interno di questi esemplari straordinariamente rari e preziosi».

Nell’impossibilità di studiare animali vivi  e non potendo dissezionare quelli morti, il team di ricercatori ha dovuto esaminare i 13 esemplari di tigre della Tasmania presenti nelle collezioni di musei di tutto il mondo, di cui tre appartenenti alla collezione dei Museums Victoria, ma anche i 4 del museo di Praga. Fortunatamente i cuccioli conservati rappresentano 5 fasi dello sviluppo postnatale e sono stati scansionati utilizzando la tecnologia X-ray micro-CT  non invasiva per creare modelli digitali 3D ad alta risoluzione, con i quali  è possibile studiare tutte le loro strutture interne come lo scheletro e gli  organi.

Andrew Pask, anche lui dell’università di Melbourne spiega che «Si tratta di una tecnica incredibilmente efficace per studiare l’anatomia scheletrica dei campioni senza causare loro alcun danno. Questa ricerca dimostra chiaramente la potenza della tecnologia CT. Ci ha permesso di scansionare tutti i campioni di cuccioli di tilacino conosciuti nel mondo e di studiare le loro strutture interne in alta risoluzione senza dover sezionare o causare danni al campione. Esaminando lo sviluppo delle loro ossa, siamo stati in grado di dimostrare come la tigre della Tasmania maturasse e identificare quando assumeva l’aspetto di un cane».

Pask ha detto a BBC News: «Abbiamo sequenziato il genoma del tilacino poco prima di Natale, e in realtà ci stiamo facendo questa domanda: vuoi vedere gli stessi geni fanno le stesse cose per darti la stessa forma del corpo? on capiamo davvero come funziona l’evoluzione a livello di DNA, quindi guardare il tilacino e studiarne lo sviluppo potrebbe darci qualche idea su questo».

Lo studio è anche servito a rivelare  l’errata classificazione di due esemplari conservati nella collezione del Tasmanian Museums and Art Gallery (Tmag): in base al numero di vertebre e alla presenza di grandi ossa epipubiche (ossa specializzate che sostengono il marsupio nei moderni marsupiali) gli esemplari creduti tilacini sono probabilmente quoll o diavoli della Tasmania,.

La curatrice del reparto zoologia dei vertebrati del Tmag, Kathryn Medlock, ha detto che il museo ha ricevuto molte richieste di poter sezionare i giovani  esemplari che custodisce, ma che le ha sempre respinte e anche lei è convinta che «Uno dei principali vantaggi di questa nuova tecnologia è che ci ha permesso di fare ricerca e rispondere a molte domande senza distruggere i campioni: questo è un progresso significativo che ha anche l’ ulteriore vantaggio di aiutarci a saperne di più sull’identità di questi esemplari che sono  nella collezione Tmag da molti anni».

Un altro risultato interessante della ricerca è che i modelli 3D digitali dello sviluppo della tigre della Tasmania sono disponibili  per  tutti i ricercatori attuali e futuri.

Videogallery

  • 'Dissecting' Tasmanian tiger specimens using 3D rendering