Lo zooplancton è essenziale per la sopravvivenza delle zone umide del Mediterraneo

E’ necessario sostituire le pratiche agricole tradizionali con altre più rispettose delle zone umide e delle loro specie

[8 febbraio 2018]

Le università spagnole di Granada e di Jaen hanno collaborato a uno studio pubblicato su Hydrobiologia sul ruolo svolto dallo zooplancton nella conservazione delle zone umide, dal quale emerge che «La sua eliminazione può provocare cambiamenti drammatici nella struttura e nel funzionamento dell’ecosistema acquatico».

Gli autori dello studio spiegano che «Lo zooplancton è un componente essenziale della biodiversità delle Zone umide, specialmente nella regione mediterranea, dove spesso agisce come una comunità chiave. Una delle caratteristiche degli ecosistemi temporanei è che quella di rivivere dopo ogni evento di essiccazione. La comunità di dello zooplancton deve darsi molto da fare per la capacità di recupero di tutto il sistema«.

In questo studio gli scienziati spagnoli hanno esaminato le caratteristiche delle 24 zone umide nella provincia di Jaen, nella regione dell’Alto Guadalquivir, basandosi su undici variabili relative alla morfologia dei bacini e all’utilizzo del terreno più comune in ogni zona: l’uliveto. Hanno così stabilito due tipi di zone umide secondo la ricchezza di specie di zooplancton: zone umide con impatti e senza.

I ricercatori delle università  di Granada e di Jaen sottolineano che «Le zone umide sono isole immerse in un contesto con cui interagiscono, che nella nostra provincia è prevalentemente agricolo. Questa attività induce una drastica trasformazione del paesaggio, con un alto tasso di perdita e degrado di questi ecosistemi».

L’ipotesi è stata testata nello studio analizzando se la comunità di zooplancton che vive nelle zone umide (branchiopodi e copepodi) subisce drastiche alterazioni a causa delle pratiche agrícol realizzate nel bacino idrografico. L’analisi ha rilevato 7 zone umide non influenzato (Ardal, Castello, Orcera, Pedernoso, Perales, Santisteban e Siles),nelle quali la ricchezza di specie di zooplancton è più alta, mentre diminuisce la resilienza delle specie diminuisce,  fino a scomparire, nelle zone dove l’agricoltura ha un forte impatto.

In base a questa scoperta, i ricercatori sottolineano la comunità di zooplancton è un indicatore appropriato per valutare gli effetti dell’agricoltura sull’ambiente echiedono che venga considerato come un elemento di qualità biologica, cosa che non è ancora stabilita nella Direttiva quadro europea sulle acque .

Gli scienziati spagnoli dicono che sono necessarie «strategie prioritarie per sostituire l’agricoltura tradizionale con pratiche più rispettose delle zone umide e delle loro specie» e che per questo, «dobbiamo arrivare a tutti coloro che sono coinvolti nel processo decisionale legislativo perché puntino su pratiche agricole alternative nella gestione del suolo. Questa visione ecosistemica ha un’influenza anche sul cambiamento climatico globale. Fattori quali precipitazione ridotte, temperature elevate, o contaminazione delle falde acquifere influenzano l’idroperiodo a medio e lungo termine e, pertanto, influenzano la loro conservazione».