L’Oipa alla regione Toscana: «La mozione sulle gabbie per cani è un regalo ai cacciatori»

«Un assurdo legislativo. Peggiora la Direttiva europea»

[4 novembre 2014]

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa Italia), una Ong affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione (Dpi) e al Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) dell’Onu ha inviato un’istanza di diffida al Presidente della Regione Toscana e agli Assessori diritto alla salute, ambiente e agricoltura «finalizzata al ritiro dell’atto di impegno per il Presidente del Consiglio Regionale a rivedere la legge regionale n.59 del 20 ottobre 2009 a seguito del recepimento da parte del Consiglio della mozione 805 sulle misure di detenzione degli animali».

Secondo  Oipa Italia, «Tale mozione chiede infatti che la regione Toscana modifichi – peggiorandola – la legge vigente sulla tutela degli animali recependo la Direttiva europea 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Si tratta di un evidente assurdo legislativo in quanto è illegittimo applicare norme specifiche stilate per regolamentare la gestione di animali che vivono all’interno di aziende fornitrici di animali ai laboratori oppure negli stabulari dei laboratori stessi, alla detenzione degli animali d’affezione. Secondo la Direttiva».

Il passaggio che non piace agli animalisti è questo: «i cani alloggiati in coppia o in gruppi possono essere costretti in metà dello spazio minimo previsto (2×2 metri per un cane di meno di 20 kg, 4×2 metri per un cane di più di 20 kg) mentre sono sottoposti alle procedure di cui alla presente Direttiva, se tale separazione è essenziale a fini scientifici. Il periodo in cui un can resta così confinato non deve superare le quattro ore consecutive».  E l’Oipa dice che «Tutto ciò risulta inapplicabile per cani che verrebbero detenuti stabilmente secondo i parametri sopracitati e che, ovviamente, non hanno nulla a che fare con la sperimentazione animale».

La mozione “In merito alle misure di detenzione degli animali in ottemperanza della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 (Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo)”  e parte dalla premessa che «la direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, indica le dimensioni minime delle superfici adibite alla detenzione di cani (2 metri quadrati per un cane di meno 20 chilogrammi, 4 metri quadrati per un cane di più di 20 chilogrammi)», ma quello che ha portato alla presentazione della mozione sono i recenti interventi di controllo effettuati delle guardie dell’Ente nazionale

protezione animali (Enpa), a Strada, una frazione di Greve in Chianti, per controllare le condizioni di custodia di una muta di cani da cinghiale, che, ammette la mozione, «sono risultate non conformi al regolamento approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 4 agosto 2011, n. 38/R di attuazione della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 (Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo), che però prevede misure diverse rispetto alla normativa europea, nonostante essa dichiari di operare in conformità alle leggi europee».

Quindi la mozione, «Evidenziato che: – il regolamento raddoppia i metri quadrati previsti dalla direttiva 2010/63/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, senza oltretutto fare distinzioni tra le taglie degli animali« e sottolineando che «Comuni, associazioni venatorie e associazioni di volontariato hanno sollecitato le necessarie modifiche alla

l.r. 59/2009 affinché non si corra il rischio di interventi sanzionatoli per i detentori degli oltre 400 mila cani custoditi in Toscana», la mozione impegna il presidente della Giunta regionale e l’assessore competente «a rivedere la legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 (Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo)al fi ne di recepire in maniera più precisa la direttiva europea 2010/63/UE, esplicitando le misure degli spazi di detenzione anche in rapporto alla loro taglia e peso».

Massimo Pradella, Coordinatore nazionale guardie zoofile Oipa, non ha dubbi e sottolinea che «E’ evidente che questa mozione, sia una manovra finalizzata a favorire i cacciatori–In caso diventasse legge potrebbero infatti agire indisturbati confinando i cani che usano per cacciare in gabbie ancora più anguste e aumentandone il numero a parità di spazio, confermando ancora una volta di considerarli solo come strumenti, non come esseri viventi con precise esigenze etologiche. Se non verrà dato seguito alla diffida, l’Oipa agirà nelle sedi competenti per la tutela degli animali».