«L’orso marsicano non può aspettare». Dopo 6 i mesi la legge abruzzese di tutela resta senza fondi

Si è dimesso il rappresentante della Regione Abruzzo nel Patto per la tutela dell’orso bruno marsicano (Patom)

[2 dicembre 2016]

A giugno la Regione Abruzzo ha approvato la legge regionale “Interventi a favore della conservazione dell’orso bruno marsicano” che destina i fondi per il pagamento dei danni causati dall’orso alle attività rurali dell’Abruzzo, così da scongiurare eventuali conflitti tra attività umane e presenza del plantigrado. Oggi il Wwf, a quasi sei mesi dall’approvazione della legge denuncia che «Però, la stessa è rimasta lettera morta perché non sono stati predisposti gli atti propedeutici all’applicazione concreta della norma, non mettendo così a disposizione i fondi ipotizzati: una vera miseria, peraltro, trattandosi di appena 30.000 euro! Pochi soldi che possono essere utili per dare un indennizzo a coloro che subiranno danni da parte di orsi al di fuori dai parchi (all’interno, infatti, sono i parchi a pagare)».

Secondo gli ambientalisti, «Per arginare i danni continuano ad essere fondamentali l’impegno delle associazioni locali come Salviamo l’Orso o “Dalla parte dell’Orso” o i finanziamenti europei come quelli del LIFE Orso che hanno consentito al Wwf di distribuire quasi duecento recinti elettrificati». Ma il Wwf auspica che «alle promesse seguano i fatti perché non possono essere solo le associazioni private di volontari a farsi carico della tutela della specie simbolo dell’Abruzzo e dell’Appennino».

Il Panda attacca direttamente la Regione Abruzzo che «Non mette a disposizione 30.000 euro per la salvaguardia di una specie a rischio di estinzione di cui rimangono solo 50 esemplari al mondo, infatti, è la stessa Regione il cui Consiglio 10 giorni fa ha deliberato di distribuire contributi a pioggia per milioni di euro a manifestazioni, presepi, fiere e feste. Appare strano che un ente che stanzia 4,5 milioni non riesca a destinare poche migliaia di euro per finanziare una propria legge destinata a dare una mano agli agricoltori della montagna e a salvaguardare una specie in via d’estinzione».

Luciano Di Tizio, delegato Wf Abruzzo, conclude: «Siamo molto preoccupati. Anche a causa di situazioni di stallo come questa si sono registrate la settimana scorsa le dimissioni del rappresentante della Regione Abruzzo nel Patto per la tutela dell’orso bruno marsicano (Patom). Si tratta di dimissioni pesanti perché motivate proprio dall’immobilismo rispetto alle cose da fare. Da anni non solo il Wwf ma tutto il mondo scientifico è concorde nell’evidenziare al mondo politico che la tutela dell’orso bruno marsicano impone scelte immediate e non contraddittorie. Non si dovrebbe perdere neppure un giorno per assicurare la salvezza di questo splendido animale, così come è necessario abbandonare ogni intervento che possa compromettere l’areale nel quale trova cibo e rifugio. Agli importanti strumenti di pianificazione – come quelli firmati due giorni fa a Pescasseroli – devono seguire azioni concrete. E questo spesso non accade. Ci rivolgiamo ancora una volta alla Regione perché si impegni maggiormente su questa importante battaglia e invitiamo anche le tante imprese che del territorio e della natura abruzzesi si avvantaggiano nelle loro attività a far sentire la loro voce».