Lotta al bracconaggio? In Campania «la Regione sta cancellando il ruolo delle polizie provinciali»

Le associazioni ambientaliste: «Gravi ripercussioni sulla gestione della fauna selvatica»

[15 maggio 2017]

Mentre lo Stato italiano ha predisposto il Piano nazionale antibracconaggio prevedendo, tra le altre cose, di rafforzare il ruolo delle polizie provinciali riportando il personale addetto alla sorveglianza al numero in servizio nel 2007 la Regione Campania non se ne interessa e addirittura cancella il ruolo delle polizie provinciali. È quanto sostengono le associazioni Aidap, Asoim, Cai, Enpa, Lav, Lipu e Wwf, che spiegano: nel riordinare le funzioni esercitate dalle Province, a seguito dell’applicazione della Legge n.125/15 e della Legge 56/14 “Delrio” la Regione Campania non ha dato il giusto peso ai controlli ambientali. Ma non solo: la Regione Campania, infatti, sta riformando alcuni punti della Legge regionale  9 agosto 2012, n. 26 “Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell’attività venatoria in Campania”, cancellando  completamente il ruolo delle polizie provinciali  con gravi ripercussioni sulla gestione della fauna selvatica.

E ciò nonostante nel Piano antibracconaggio del ministero dell’Ambiente sia indicato chiaramente che “indagini condotte a livello internazionale hanno consentito di accertare come il bracconaggio ed il traffico di animali rappresentino una delle prime fonti di finanziamento delle organizzazioni criminali, insieme alla prostituzione e al traffico delle armi e della droga”.

«Facciamo appello al Presidente della Regione Vincenzo De Luca – affermano dunque le associazioni – chiedendogli di dare un forte impulso  per   garantire  le necessarie  misure di contrasto al bracconaggio mediante la piena applicazione del Piano di Azione nazionale, in particolare creando le condizioni affinché le polizie provinciali della Città Metropolitana di Napoli e delle Province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno  possano esercitare efficacemente le loro funzioni di vigilanza, mediante l’istituto dell’avvalimento e quindi delegando ad esse la vigilanza in quei settori (caccia, tutela fauna, pesca, ecc)  così come analogamente fatto dalla totalità delle regioni italiane che hanno anche sostenuto i relativi oneri finanziari per tali attività di sorveglianza»