L’Ue e il benessere degli animali: «Colmare il divario tra obiettivi ambiziosi e attuazione sul campo»

Corte dei conti europea: azione Ue positiva in alcuni ambiti, ma debolezze per il rispetto degli standard minimi

[14 novembre 2018]

Secondo la nuova Relazione speciale Il benessere degli animali nell’UE: colmare il divario tra obiettivi ambiziosi e attuazione pratica”, «L’azione dell’Ue per il benessere degli animali ha raggiunto traguardi importanti, ma persistono debolezze per quanto riguarda gli animali da allevamento. La Commissione ha emanato linee guida sulle modalità di trasporto e macellazione degli animali e sul benessere dei suini, ma la loro attuazione sul campo solleva ancora problemi». A detta della Corte, «In genere gli Stati membri adottano provvedimenti a seguito delle raccomandazioni della Commissione europea, ma ciò può richiedere molto tempo».

Nell’Ue il settore zootecnico rappresenta il 45 % dell’attività agricola totale, genera un prodotto annuo di 168 miliardi di euro e conta circa 4 milioni di posti di lavoro. Il fatturato annuo dell’indotto (lavorazione del latte e della carne, mangimi per bestiame) vale circa 400 miliardi di euro e l’applicazione uniforme di standard per il benessere degli animali contribuisce a creare condizioni di parità concorrenziale in questi settori.

La Relazione speciale evidenzia che «Nell’Ue vigono standard per il benessere degli animali tra i più avanzati al mondo, che comprendono norme per la stabulazione, il trasporto e la macellazione degli animali da allevamento. La politica agricola comune (PAC) subordina i pagamenti per gli allevatori a livelli minimi di benessere degli animali, mentre la politica di sviluppo rurale incoraggia gli allevatori ad adottare standard più elevati. Per il periodo 2014‑2020, 18 Stati membri hanno destinato 1,5 miliardi di euro ai pagamenti per il benessere degli animali a titolo dello sviluppo rurale».

Gli auditor della Corte sono andati in Italia, Germania, Francia, Polonia e Romania per verificare i controlli che si effettuano sul benessere degli animali da allevamento e l’attuazione generale della strategia dell’Ue in questo settore e in base ai loro rapporti la Corte dei conti europea ha concluso che «L’azione dell’Ue ha avuto esito positivo in alcuni ambiti, ma permangono debolezze per quanto concerne il rispetto degli standard minimi. Vi sono margini per migliorare il coordinamento con i controlli di condizionalità e le risorse finanziarie della PAC potrebbero essere maggiormente sfruttate per promuovere standard più avanzati in materia di benessere degli animali».

Janusz Wojciechowski, il membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione, sottolinea che «Il benessere degli animali è un tema importante per i cittadini dell’Unione europea” . “La Commissione europea si è adoperata per rispondere ai timori dei portatori d’interesse, ma occorre ancora colmare il divario fra obiettivi ambiziosi e attuazione pratica».

Per conseguire la conformità alla normativa, la Commissione europea ha utilizzato sia orientamenti che provvedimenti esecutivi e. dice la Relazione. «Ha raggiunto traguardi importanti, soprattutto per quanto concerne la stabulazione in gruppo per le scrofe e il divieto di usare gabbie non modificate che costringono le galline ovaiole». Inoltre la Commissione Ue e gli Stati membri «hanno elaborato linee guida per favorire la comprensione e l’applicazione degli obblighi giuridici e ne hanno assicurato un’ampia divulgazione. Gli Stati membri visitati si sono in genere attenuti alle raccomandazioni della Commissione, ma talvolta hanno impiegato molto tempo a recepirle».

Secondo la Corte, «Permangono debolezze in alcuni settori, soprattutto in relazione all’abituale mozzamento della coda dei suini, all’inosservanza della normativa riguardante il trasporto su lunghe distanze e il trasporto di animali non idonei, nonché all’impiego delle procedure di stordimento al momento della macellazione».

La Corte dei conti Ue ricorda che «I sistemi di controllo ufficiale degli Stati membri sono un fattore essenziale» e dice di aver «riscontrato buone pratiche, in particolare per quanto concerne l’uniformità delle ispezioni ufficiali», ma ha anche rilevato «l’esigenza di concentrarsi su settori e operatori economici che presentano un rischio più elevato di non conformità. Gli Stati membri potrebbero sfruttare meglio le informazioni acquisite tramite audit interni e denunce per migliorare la gestione della politica in materia di benessere animale».

A giudizio della Corte, «Gli Stati membri hanno in genere posto in essere meccanismi adeguati per i controlli di condizionalità riguardanti il benessere animale. È tuttavia possibile migliorare il coordinamento con le ispezioni ufficiali. Sono stati anche rilevati casi in cui le sanzioni comminate dagli organismi pagatori nell’ambito della condizionalità non erano proporzionate alla gravità delle irregolarità».

La Corte formula una serie di raccomandazioni alla Commissione europea «affinché migliori la gestione della politica in materia di benessere animale».Queste raccomandazioni riguardano «il quadro di riferimento strategico per il benessere animale, provvedimenti esecutivi più efficaci, linee guida per assicurare la conformità, il rafforzamento dei collegamenti tra condizionalità e benessere degli animali, nonché azioni per garantire un maggiore benessere degli animali attraverso la politica di sviluppo rurale».