Greenpeace: Nemmeno lei potrà fermare la rivoluzione energetica pulita

L’ultima di Trump: agli interni una fan dei petrolieri. Dovrà occuparsi di Parchi

Sierra Club: E’ la scelta sbagliata per le Public Lands Usa

[10 dicembre 2016]

Il presidente eletto Usa Donald Trump ha  nominato la presidente della House Republican Conference, Cathy McMorris Rodgers, Segretario degli Interni. La  McMorris Rodgers per provenendo da uno degli Stati più progressisti degli Usa è una nota esponente della destra repubblicana è è soprattutto un’amica dichiarata della lobby dei combustibili fossili, tanto che vuole aprire le Public Lands e i Parchi statunitensi alle trivellazioni di gas e petrolio. Il problema è che sarà proprio lei ad amministrare le terre pubbliche statunitensi, a gestire le foreste, il Servizio Parchi e ad autorizzare l’estrazione di combustibili fossili.

Ryan Schleeter  di Greenpeace Usa e autore del noto blog  The Environmentalist , uno  che scrive su National Geographic, Grist, GreenBiz, EcoWatch, spiega che «In quella posizione, McMorris Rodgers sorveglierebbe 500 milioni di acri di suolo pubblico nazionale, compresi i nostri parchi nazionali.  In ultima analisi, sarebbe lei a decidere a chi appartengono quei territori: alle persone o alle compagnie dei carburanti fossili. Se i dati sui suoi voti forniscono una qualche indicazione, sembra che farà l’errore di scegliere quest’ultime».

Infatti, da quando è stata eletta al Congresso Usa nel 2005, la McMorris Rodgers ha costantemente sostenuto le trivellazioni, il fracking e le attività minerari o qualsiasi altro tipo di sfruttamento privato delle terre pubbliche.  Nel 2011, ha co-presentato  una legge che avrebbe svenduto 3 milioni di acri di terreni pubblici. Più recentemente, ha sostenuto pubblicamente l’invasione armata di un gruppo di cow boys primatisti bianchi di un’area protetta nell’Oregon , diventando così una dei soli 15 “Bundy Buddies”  del Congresso. Intanto, ha cercato più volte di bloccare le leggi per l’energia pulita, per proteggere la fauna selvatica, e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. «Oh – aggiunge , Schleeter – nel corso della sua carriera politica ha preso 355.340 dollari di contributi elettorali dall’industria petrolifera e del gas. Tutto sommato, si adatta benissimo al resto dell’amministrazione Trump amante dei combustibili fossili».

Come spiega Samantha Page su Think Progress, «McMorris Rodgers è fortemente a favore dello sviluppo delle risorse di combustibili fossili Usa. Si è anche opposta alla proprietà federale delle terre pubbliche e votato per rendere più difficile per il Presidente crei Monumenti Nazionali. La McMorris Rodgers è l’autrice i un disegno di legge che avrebbe portato il Dipartimento degli Interni di vendere terre federali in Arizona, Colorado, Idaho, Montana, Nebraska, Nevada, New Mexico, Oregon, Utah e Wyoming. La sua scelta one non è sorprendente, in quella che si preannuncia essere l’amministrazione più anti-ambientalista – repubblicana o democratica – dei  tempi moderni. Il team di transizione del Dipartimento degli interni è stato guidato da Doug Domenech, il direttore del progetto pro- combustibili fossili della conservatrice Texas Public Policy Foundation. La McMorris Rodgers ha più volte espresso il suo sostegno al petrolio.  Sostiene l’espansione delle trivellazioni offshore, ha votato per le trivellazioni nell’ Arctic National Wildlife Refuge e ha votato contro l’aumento dei tassi delle royalty per il petrolio e il gas che proviene dalle Public Lands».

Michael Brune, direttore di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista Usa, non si capacita di questo nuovo pesante schiaffo all’ambiente:  «Il Dipartimento degli Interni esiste per proteggere e gestire le risorse naturali e il patrimonio culturale la nazione. Eppure, il presidente eletto Trump sembra aver scordato la parte ‘proteggere’ di questa affermazione quando ha nominato la repubblicana  McMorris Rodgers a dirigere il dipartimento. Vendere le nostre terre pubbliche al miglior offerente e aprirle alla trivellazione, all’estrazione e al disboscamento non è nel migliore interesse del nostro Paese, ma che è esattamente quello che ha fatto la deputata  McMorris Rodgers votando più e più volte per questo. Dall’espansione delle trivellazioni offshore  al cercare di ’impedire i  tentativi di proteggere i nostri luoghi selvaggi, è chiaro che, se nominata Segretario agli Interni, la  McMorris Rodgers metterebbe a repentaglio il futuro delle nostre terre pubbliche. Le public lands  americane  sono di vitale importanza per la nostra storia comune, la nostra identità nazionale, la nostra economia e, cosa forse più importante, per il nostro futuro. Esortiamo senatori, eletti per rappresentare e proteggere il popolo americano, ad alzarsi in piedi nel nome di tutti coloro che godono della vita all’aria aperta e a opporsi a questa nomina».

Il Dipartimento degli Interni comprende il Bureau of offshore energy management (Boem), che autorizza le trivellazioni offshore e le energie rinnovabili.  All’inizio di quest’anno, un progetto per includere grandi aree dell’Oceano Atlantico Usa nel   piano quinquennale del Boem è stato demolito grazie alla forte opposizione della comunità costiere locali. Se verrà confermata la sua nomina, la McMorris Rodgers avrà un ruolo fondamentale nella redazione del prossimo piano Boem.

La League of Conservation Voters che tiene traccia dei voti su temi ambientali al Congresso, ha assegnato alla McMorris Rodgers un lifetime score del 4%, mentre il suo punteggio per il 2015 è stato pari a zero. Su di lei non ci sono dati riguardanti il cambiamento climatico, e commentando la classifica dei repubblicani più anti-ambientalisti stilata del 2008 ha detto: «Riteniamo che Al Gore meriti una “F” in scienza e una “A” in scrittura creativa».

Drew Caputo, vicepresidente di  Earthjustice incaricato del settore Litigation for Lands, Oceans, and Wildlife, evidenzia che «I dati sui suoi voti al Congresso mostrano molte prove che la McMorris Rodgers servirà gli interessi delle corporations che cercano di saccheggiare le risorse delle terre pubbliche, invece di agire a nome di tutti gli americani per tutelare le nostre terre selvagge e i tesori naturali  Il presidente eletto Trump dovrebbe ritirare questo annuncio, o il Senato dovrebbe respingere questa nomina. In caso contrario, e se la McMorris Rodgers cerca di attuare la sua agenda anti-ambiente, potrebbe vedersela in tribunale con  Earthjustice e i suoi avvocati».

La McMorris Rodgers ha passato  gran parte del 2011 a twittare sui prezzi elevati del gas, dei quali dava la colpa a Obama e all’Epa ed è convinta che trivellando di più i prezzi del gas caleranno. La Page scrive che «A un certo punto ha twittato una storia di FoxNews sulla decisione della Shell di non trivellare nell’Artico, dopo che la compagnia aveva scoperto di non aver adeguatamente calcolato l’impatto ambientale. Un rapido sguardo alle tabelle dimostra  che non c’è una relazione inversa tra la produzione interna e i prezzi del petrolio e del gas, poiché la produzione è aumentata in maniera massiccia 2009-2014, i prezzi del gas non son o calati di conseguenza. Ci sono molti fattori economici complessi che determinano i prezzi del gas, tra cui il fatto che il petrolio è scambiato su un mercato globale. Per questo, l’anno scorso la McMorris Rodgers ha deciso di revocare il divieto di esportazione di petrolio. L’amministrazione Trump rischia di spremere quanto più petrolio, gas e carbone Usa, il più possibile nel corso dei prossimi quattro anni».

Con la McMorris Rodgers alla guida del Dipartimento degli interni e il procuratore generale dell’Oklaoma Scott Pruitt  a direttore dell’Environmental protection agency, gli ambientalisti, le terre pubbliche  gli attivisti i difensori del clima si devono preparare a molte battaglie future, a cominciare dai sioux e dalle altre tribù pellerossa accampate a Standing Rock per impedire che l’oleodotto Dakota Access attraversi le terre sacre e inquini le risorse idriche.

Nonostante tutto, Schleeter non perde la fiducia: «La McMorris Rodgers è l’ultimo posto di blocco che Trump ha messo tra il popolo americano e un futuro di energia pulita. Ma se questi due pensano che dilaniare le nostre terre pubbliche farà rivivere a qualcuno un’epoca passata di predominio dei combustibili fossili, stanno giocando ad un gioco perdente. Ecco perché: C’è incredibile slancio del movimento per mantenere i combustibili fossili sotto terra, un movimento così numeroso che non sarà rallentato da una presidenza Trump. Già ora, persone come voi hanno sfruttato il loro potere per fermare le pipeline Keystone XL e Dakota Access, pe impedire le aste per le concessioni per i combustibili fossili i Colorado e Utah o oltre e si sono mobilitate a migliaia per  pretendere energia pulita e rinnovabile e non i  sistemi inquinanti del passato.

E non abbiamo alcun piano per fermarci. Il movimento che ci sarà nel 2017 potrà sembrare diverso, ma sarà implacabile come sempre. Per cercare di restare stare nel modo di un futuro di energia pulita, con Trump dovremo mettere ancora più sotto pressione i leader statali e locali perché siano i campioni del mondo del clima dei quali abbiamo bisogno in questo momento».