L’Oncfs: non ci sono ancora prove. Le Associazioni: mentono

I lupi alle porte di Parigi?

«Ci sono 3 lupi nell’Ile-de-France: 2 nella foresta di Rambouillet e 1 nella foresta di Fontainebleau»

[18 gennaio 2017]

Secondo gli esperti di due associazioni francesi, l’Observatoire du loup e Alliance avec les loups, il lupo (Canis lupus) è ritornato nell’Ile-de-France, alle porte di Parigi. Ma le polemiche tra ambientalisti, istituzioni e cacciatori non mancano.

Jean-Luc Valérie, presidente dell’Observatoire du loup, una piccola Ong composta da biologi, geografi,  naturalisti e statistici,  ha confermato a RMC.fr, che «L’Office national de la chasse et de la faune sauvage (Oncfs) ssi è recato, fin da dicembre, nella foresta di  Rambouillet  (Yvelines), per andare ad analizzare  due cervi morti. Ma le loro conclusioni sono quelle di persone incompetenti. In effetti, le persone venute a fare questa expertise non sono state formate sulla predazione del lupo. Sono venuti semplicemente per fare una constatazione del bracconaggio. Non hanno trovato né tracce di spari, né tracce di collisione. Invece, hanno verificato lo stato sanitario della selvaggina e l’hanno giudicato “soddisfacente”, secondo le loro dichiarazioni, è non hanno dunque concluso nulla sulla presenza del lupo».

Joël Druyer, responsabile Oncfs della gestione dei “nocivi” nell’Yvelines, ha detto a Le Parisien di aspettare di «vedere il lupo per crederci. Tenuto conto dell’espansione della specie, un giorno arriverà. Ma rimango molto prudente. I miei collegi ed io stesso non abbiamo ricevuto delle informazioni precise in questi ultimi mesi ed io non mi pronuncio senza validazione attraverso dei test genetici sui peli e gli escrementi».

Cédric Bayeux, de l’Oncfs dell’Ile-de-France, conferma: «La nostra posizione non è cambiata: nessuna conferma senza prova genetica». Il suo collega, Eric Hansen, ha detto a Le Monde: «Abbiamo esaminato questi cerbiatti, credendo ad un bracconaggio. In realtaò sono morti di malattiae sono stati parzialmente consumati da una volpe. Sappiamo che il lupo finiròà per arrivare nella Région parisienne mais, attualmente, non siamo in grado di affermare che sia già presente, né che non ci sia, perché non abbiamo potuto analizzare dei dati affidabili, come lo spazio tra i canini o fare delle ricerche di DNA su dei peli o degli escrementi. Non abbiamo alcun interesse a nascondere qualsiasi cosa. E’ certo che il lupo arriverà nell’Ile-de-France, ma là, non abbiamo niente di tangibile da mostrare. Una muta uccide un animale al giorno. Se ci fossero dei lupi, sarebbe sorprendente che nessuno avesse ritrovato dei cadaveri di animali in foreste molto frequentate come quella di Rambouillet. La réseau loup dell’Oncfs conta 3.000 membri, dei cacciatori, dei naturalisti e delle associazioni di protezione della natura, che ci fanno arrivare i datiQuesta vicenda mi fa pensare a quella della tigre della Seine-et-Marne, che infatti era un gatto».

Eppure le prove dell’espansione dell’areale del lupo in quest’area della Francia si accumulano: oltre agli ululati, ad ovest di Etampes (Essonne) a metà settembre 2015, le due associazioni di amici di lupi hanno scoperto nell’aprile  2016 una tana a Montfort-l’Amaury (Yvelines); l’11 maggio una preda consumata in una vallata di Chevreuse; a dicembre sono state trovate delle impronte a sud-ovest di Arpajon (Essonne). Ma la prova più pesante della presenza del lupo vicino a Parigi sono proprio le due carcasse di cervi trovate nella foresta di Rambouillet (Yvelines) nella notte tra il 28 e il 29 dicembre. L’Observatoire du loup e Alliance avec les loups spiegano che «I due animali, ritrovati a 5 metri l’uno dall’altro, avevano la colonna vertebrale spezzata, non c’era nessuna traccia di spari o di collisione. Il cerbiatto di 15 kg era stato preso alla gola».

Le due associazioni hanno raccolto una mole impressionante di prove e hanno fatto ricerche in proprio che dicono essere più approfondite di quelle dell’Oncfs. Valérie  fa notare che «Là dove loro non hanno trovato delle trace di morsi, noi le abbiamo constatate. Più precisamente, abbiamo trovato una traccia di morso da immobilizzazione su un cervo, di una cinquantina di centimetri, tipiche di un lupo, non certo di una volpe. Nel cervo, le viscere, il fegato, l’intestino e lo stomaco sono stati lasciati da parte. Il che, ancora una volta, è totalmente tipico del lupo. La conclusione dell’Oncfs è che non sono in grado di sapere se questi animali siano deceduti in seguito a una predazione di origine animale. Il che è abbastanza divertente. Quando vogliono  del DNA, lo cercano. Ma lì hanno guadagnato tempo e questo ha evitato loro di devolvere del  budget che non è disponibile. Tuttavia non c’è nulla di cui preoccuparsi. Personalmente, ho tracciato il lupo a più riprese, di notte come di giorno,  non l’ho mai visto. Eppure sono là. Questo si spiega con il fatto che il lupo ignora completamente la presenza dell’uomo. E comunque non è pericoloso per l’uomo. Da quando 30 anni fa il lupo ha cominciato a disperdersi sul territorio nazionale, a mia conoscenza, non c’è unb solo caso, nemmeno un tentativo, di attacco all’uomo».

Ma la presenza del lupo nei dintorni di Parigi non sembra preoccupare più di tanto gli escursionisti,  una di loro  ha detto a Le Paisien  che pensa che i lupi si terranno lontani dalla gente: «E’ bene che ritornino, potranno uccidere la selvaggina. E’ meglio che lo facciano dei predatori piuttosto che dei cacciatori».

Ma è proprio  un cacciatore 73enne ha detto sempre a Le Parisien che «Bisogna sbarazzarsene. Questa non è casa loro, che ritornino sulle loro montagne!»

Secondo Valérie, «Si può spiegare questa presenza del lupo nell’Ile-de-France con il forte  bracconaggio che esiste nell’est del Paese. Così, un lupo è stato bracconato nel gennaio 2014 nella Marne. Loro (i bracconieri) non sono certamente rimasti a questo stadio. Questo ha quindi innescato una dispersione verso l’ovest. Abbiamo anche constatato la presenza di tre canidi nell’Aude e nell’Haute-Marne. Sono stati anche loro cacciati e si sono in seguito dispersi nel sud dell’Haute-Marne, nell’Yonne e fino nel  Limousin. Poi sono quindi risaliti nella Région parisienne. Ce ne sono due nella foresta di Rambouillet e uno nella foresta di Fontainebleau (Seine-et-Marne)».

Ma perché i funzionari dell’Oncfs sono così riottosi a confermare la presenza del lupo alle porte di Parigi? Valérie risponde che «L’Oncfs è un organismo gestito dai cacciatori e dallo Stato ed è stato istituito per bloccare certe cose. Bisogna sapere che i loro due migliori tecnici sul tema,  Alain Laurent e François Léger, sono stati tolti dal dossier. Alain Laurent è stato trasferito dopo 10 anni di servizio buono e leale, perché aveva certamente parlato troppo. Quanto a François Léger, è stato trasferito allo studio  del tasso. Resta solo il signor  Eric Marboutin , che racconta delle storie alla stampa da molti anni. Trovo questo inammissibile».

l’Observatoire du loup e Alliance avec les loups dicono che non sarebbe la prima volta che l’Oncfs mente: «Quando il lupo arrivò nei Vosgi – ricorda Valérie – sono stato io ad avvertire la stampa. Dal canto suo, la direzione regionale dell’Oncfs   diceva che poteva darsi si trattasse di un lupo, quando sapeva da tre settimane che una quarantina di pecore erano state uccise nella regione. M dato che avevano stabilito che c’era un solo un lupo nella zona, non lo avevano segnalato. Anche nella Marne, sono stato ancora una volta io che ho dato gli elementi riguardanti il bracconaggio del lupo. Anche il prefetto non era stato informato».

Il presidente dell’Observatoire du loup conclude: «Io non ho niente a dimostrare. Questo non mi porta nulla, ma constato che non stanno facendo il loro dovere. Sto analizzando dei documenti, tra i quali alcune foto, che provano la presenza del lupo nella Seine-et-Marne. Quindi, li metteremo sotto pressione per tutto l’anno»