Al test sul campo i risultati del progetto Ue Ibriwolf

Lupi e randagismo, in Maremma pronto il piano per contenere gli attacchi alle greggi

[26 novembre 2013]

Gli scienziati e gli esperti sostengono praticamente all’unanimità, che gli attacchi alle greggi di ovini e caprini che si stanno verificando da tempo in Maremma sono principalmente dovuti a branchi di cani randagi inselvatichiti o a cani ibridati con il lupo. Gli allevatori che hanno subito molti danni di natura economica, hanno protestato in tutte le sedi e qualcuno è anche passato ai fatti con iniziative “fai da te” poco condivisibili. Al contempo molti di essi hanno collaborato con le istituzioni e con il mondo scientifico per trovare qualche soluzione al problema. In particolare gli allevatori sono in attesa di poter sperimentare su campo, le proposte frutto dei risultati di Ibriwolf, il progetto europeo Life che ha l’obiettivo di contrastare la perdita di identità genetica del lupo in un area dell’Italia centrale dove la presenza di ibridi lupo-cane è stata accertata e al contempo di individuare best practice condivise per ridurre l’immissione di cani vaganti sul territorio.

È stato presentato allo scopo, nell’ambito del progetto Ibriwolf, il “Piano provinciale per la riduzione del randagismo”, un documento ritenuto pionieristico dal punto di vista della metodologia. Per la prima volta in Italia, infatti, è stato elaborato un programma sulla problematica degli ibridi di lupo, condiviso da tutti gli attori interessati: Istituzioni, Asl, ricercatori, allevatori, cacciatori e associazioni ambientaliste. La proposta è il frutto di una concertazione durata un anno, in cui si è riusciti a fare una sintesi tra le diverse esigenze, indicando così azioni di rimozione, prevenzione e monitoraggio  efficaci per il contenimento del fenomeno.

«La provincia di Grosseto è capofila di Life-Ibriwolf un progetto complesso e ambizioso, che ha come scopo quello di intercettare e rendere evidente la presenza di cani inselvatichiti e di ibridi sul territorio provinciale, richiamando l’attenzione del pubblico e di tutti gli operatori del comparto agro-pastorale al rispetto delle regole di polizia veterinaria che vietano di lasciare i cani liberi di vagare–  ha spiegato Enzo Rossi, assessore provinciale allo Sviluppo rurale – Solo con l’assunzione, da parte di tutti, di comportamenti corretti, sarà possibile ridurre i fenomeni di ibridazione, tutelando così gli allevamenti e contribuendo alla difesa del patrimonio genetico del lupo. Inoltre, se tutti i Comuni del territorio aderissero e i gruppi di interesse coinvolti a questo Piano, mettendo in pratica tutte le azioni previste, nel corso di 3-5 anni si potrebbe verificare un aumento delle adozioni del 25%, che porterebbe ad un risparmio di 1milione e 200 mila euro circa, al netto degli investimenti previsti da tutte le misure».

Le misure programmate dai gruppi di interesse riguardano i diversi aspetti che incidono sul randagismo: si va dall’intensificazione delle catture all’acquisto di lettori di microchip; dalle campagne straordinarie di iscrizione all’Anagrafe canina agli incentivi all’adozione con prestazioni sanitarie gratuite; dalle campagne di sterilizzazione nei territori rurali alla formazione professionale per proprietari di cani, per medici veterinari, per funzionari della pubblica amministrazione e organi di vigilanza, fino alle campagne di sensibilizzazione sull’adozione e sul possesso responsabile dei cani.

Il lavoro che adesso attende il partenariato di Ibriwolf è quello di favorire un’adozione formale del Piano da parte di tutti i gruppi di interesse coinvolti e la costituzione di un tavolo tecnico con i loro rappresentanti, garantendo così il proseguimento del percorso partecipativo. Il Tavolo darà l’avvio alle azioni previste dal Piano, monitorandone  l’efficacia e adeguando le misure a seconda delle esigenze che verranno evidenziate sul campo.