Lupi impiccati: stiamo facendo tutto quello che possiamo perché non avvenga più?

La colpa non è solo di chi ha ucciso i lupi: colpevole anche chi non ha deciso e agito

[16 ottobre 2017]

Quando ho visto questa foto che gira in rete ho provato un ovvio moto di disgusto. La macabra immagine di due lupi uccisi ed appesi impiccati ad un cartello stradale, mi ha fatto subito pensare che bisogna trovare e punire chi ha commesso questo gesto criminale.

Dopo la reazione istintiva, a questa considerazione, che resta comunque valida, ne ho aggiunte molte altre. Mi sono chiesto: ma stiamo facendo tutto quello che possiamo perché questo non avvenga più? (non è il primo episodio purtroppo), La colpa è solo di chi uccide i lupi o qualcun altro potrebbe fare molto di più per evitarlo? In penso proprio che si potrebbe fare di più.

E’ stato redatto, già dal 2016, un ottimo Piano del Lupo da parte del ministero dell’ambiente che contiene tantissime misure importanti, che vanno sia a vantaggio della conservazione del lupo, sia a vantaggio degli allevatori. Il testo è ampiamente condiviso da tutti gli stakeholders, con praticamente un unico punto che divide: la possibilità o meno di abbattere legalmente alcuni lupi. Su questa empasse lo stato italiano cosa ha fatto? Quello che spesso fa quando c’è qualcosa che divide: non decide nulla… Ed è quello che è puntualmente successo.

Io avevo già scritto sull’argomento, fornendo la considerazione che l’uccisione di qualche lupo non avrebbe diminuito in maniera apprezzabile i danni agli allevamenti ma nemmeno avrebbe creato problemi alla conservazione del lupo. Proprio per questi motivi consigliavo, nell’incapacità di decidere, di stralciare questa norma ed approvare almeno tutto il resto: ma questo non è successo. La Regione Toscana, la mia Regione, aveva iniziato a fare cose giuste: monitoraggi, cattura di  ibridi e cani vaganti, ed altre buone cose ma poi tutto si è fermato.

Eppure le cose da fare sono semplici, sono tutte contenute nel Piano del lupo e si possono fare anche se non si approva. Monitoraggi, controllo  attivo e incisivo di cani vaganti ed ibridi, indennizzi agli allevatori veloci ed equi, contributi per la prevenzione.

Ma per fare queste cose ci vogliono alcune cose: la testa sul problema, un po’ di risorse economiche e gli “attributi” per prendere decisioni. Evidentemente si preferisce  spendere le risorse pubbliche per altre cose piuttosto che per la tutela del lupo e degli allevatori; per l’ aspetto anatomico, quello degli attributi, se non si hanno si sa che purtroppo non esistono medicine…. Quindi meglio lasciare il far-west…

Condanno il gesto deplorevole e non lo giustifico affatto, ribadisco che i colpevoli andrebbero identificati e puniti,  ma proprio non me la sento di dare solo la colpa a chi ha ucciso i lupi: in un certo qual modo è colpevole anche chi  non ha  deciso e agito.

di Giampiero Sammuri Presidente Federparchi – Europarc Italia