Lupi: più risarcimenti della Regione agli allevatori. Legambiente: bene, ora misure strutturali

E’ possibile tutelare il lupo e garantire agli allevatori di continuare a svolgere l’importante ruolo di presidi del territorio

[23 ottobre 2018]

Il 15 ottobre la giunta regionale della Toscana ha deliberato di integrare con 357.000 euro le risorse per il ristoro dei danni diretti subiti da attacchi di lupi. Quindi le risorse complessivi per i danni 2017 ammontano a 457.000 euro e servono a coprire integralmente le domande di indennizzo presentate per i 590 attacchi denunciati nel 2017.

Un provvedimento accolto con soddisfazione da Legambiente che ribadisce che è «fondamentale sostenere in maniera significativa le aziende del territorio in grande difficoltà sia sotto il profilo economico che nella gestione quotidiana dell’attività». Dall’associazione ambientalista arriva anche l’invito a «intervenire non solo in riferimento ai danni diretti ma anche a quelli indiretti oltre che sostenere lo smaltimento delle carcasse il cui costo non può gravare sulle singole aziende. Com’è noto, gli allevatori rappresentano un insostituibile presidio del territorio, soprattutto per quanto riguarda le aree interne e marginali sempre più minacciate dai processi di spopolamento, degrado e dissesto idrogeologico. La filiera dell’allevamento ovino rappresenta, poi, un’eccellenza di grande valore dal punto di vista agroalimentare in fatto di produzione e trasformazione di formaggi di alta qualità. Per tale ragione, è fondamentale che i riflettori rimangano costantemente accesi e che le istituzioni continuino a stare a fianco degli allevatori in maniera concreta».

Soddisfatto anche il nuovo presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi: «Si tratta di una prima concreta risposta a fronte di una situazione che nelle campagne resta drammatica per i danni arrecati alle aziende agricole dai predatori con attacchi registrati in ogni angolo della regione, con razzie quotidiane, greggi dimezzate e danni alle stelle. Questi numeri non dicono tutto della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi per attacchi subiti non solo da lupi ma anche da ibridi e da cani domestici inselvatichiti. Diamo atto della coerenza, merce rara in politica, dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi che ha tenuto fede alla parola data recuperando queste risorse aggiuntive. E’ altrettanto vero però che la logica dei meri risarcimenti per Coldiretti non basta ed occorre una svolta nella gestione dei predatori che renda possibile la sopravvivenza del tessuto produttivo di interi territori».

Il direttore di Coldiretti Toscana,  Antonio De Concilio, aggiunge: «Oggi gli effetti di un insostenibile squilibrio dell’ecosistema si scaricano su allevatori e agricoltori che vedono compromesso il loro reddito; questo non è più tollerabile. Bisogna intervenire subito su ibridi e cani vaganti, attuando le norme contro il randagismo. Anche chi amministra i Comuni deve fare la propria parte. Poi è necessario che si prenda coscienza del fatto che se si vuole preservare l’esistenza del lupo si deve preservare l’esistenza dell’uomo sui territori risarcendo pienamente i danni. E di questo deve farsene carico l’intera collettività. Quindi non può essere la sola agricoltura a sostenere il costo di quelli che devono essere veri risarcimenti per i danni subiti, ma gli interi Governi Regionale e Nazionale. Non a caso, la nostra Confederazione Nazionale ha pienamente coinvolto anche il Ministero dell’Ambiente su questa vicenda e non solo per la definitiva approvazione del “Piano Lupo”.  Resta da risolvere il problema degli indennizzi relativi al mese di dicembre 2016, oltre ai danni indiretti così come richiesto dalla Coldiretti alla Regione».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente. sottolinea che «Per limitare i danni dei predatori è necessario adottare accorgimenti quali, ad esempio, i ricoveri notturni e i cani da guardiania opportunamente educati, come ben dimostrano le aziende che, grazie al progetto MedWolf e all’impegno costante dell’associazione DifesAttiva, sono andate in tale direzione ed hanno contenuto in maniera significativa i danni provocati dagli attacchi dei predatori. Altro aspetto da non trascurare riguarda il fatto che è fondamentale gestire in maniera efficace il fenomeno del randagismo sempre più diffuso allo scopo di limitare i danni provocati da cani vaganti e ibridi che spesso minacciano le greggi. Il lupo è un animale protetto che rientra nella direttiva Habitat e che, dunque, deve essere tutelato con determinazione. Siamo convinti che il problema degli attacchi non si risolve con l’abbattimento di un numero limitato di lupi, come ipotizzato in varie occasioni sia dalle istituzioni tra cui la Regione Toscana che da comitati e associazioni, quanto piuttosto attraverso un adeguato sostegno agli allevatori al fine di consentire loro di adottare misure specifiche per limitare i danni e contrastare in maniera efficace il fenomeno del randagismo. Ciò al fine di creare un equilibrio capace da una parte di tutelare il lupo in quanto specie protetta e dall’altra di garantire agli allevatori di continuare a svolgere l’importante ruolo di presidi del territorio».