Lupi…a scuola!

[9 giugno 2014]

Lo studio sulla presenza del Lupo tramite foto-video-trappolaggio sui Monti della Calvana è proseguito anche nel 2014, e il 10 e 13 marzo sono filmati due Lupi a Settimello, tra Calenzano e Sesto Fiorentino (foto n° 1).Questa volta però, hanno collaborato con il gruppo di ricerca coordinato dal sottoscritto, anche 600 studenti delle scuole elementari e medie del comune di Calenzano.

«Quando ci hanno chiesto di presentare un progetto per le scuole, pensavamo che avrebbero aderito al massimo 50 – 60 studenti, cioè due – tre classi, no di certo ventotto!», afferma chi scrive. «L’iniziativa ha avuto veramente un grande successo che ci ha riempito di gioia ed entusiasmo: abbiamo cosi cominciato ad andare a fare due ore di lezione a ogni classe, istruendoli sulla biologia, la genetica e la gestione dei selvatici più comuni in Calvana(Capriolo, Cervo, Daino, Lupo, ecc.) e le tecniche di ricerca adottate per studiarli (foto-trappolaggio, analisi genetica non invasiva) ».

Gli studenti hanno poi incontrato Francesca e Tommaso, due allevatori e educatori di cane Pastore Maremmano Abruzzese (PMA) dell’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), i quali hanno fatto conoscere agli scolari Asia e Boss, due splendidi PMA del loro allevamento di San Benedetto Val di Sambro (BO)(foto n° 2).Il cane da pastore maremmano abruzzese è una razza canina italiana, originaria del centro Italia. Appartiene al ceppo dei grandi cani bianchi del Centro Europa, stirpe antichissima di guardiani del gregge, arrivato in Italia dal Medio Oriente. L’area di maggiore diffusione di questa razza è piuttosto vasta: va, infatti, dalla Provincia di Grosseto, all’alto Lazio, passando per l’Umbria del sud, l’Abruzzo, l’Appennino Campano, il litorale molisano e la Puglia del nord. In questa zona dell’Italia Centrale-meridionale si è evoluto come razza a sé ed è descritta già al tempo dei Romani molto simile a quella di oggi, sia per quanto riguarda il carattere, sia per quanto concerne l’aspetto e l’uso come strenuo difensore del gregge nei confronti del Lupo. Il colore del suo mantello è stato a lungo apprezzato dai pastori perché impediva che, in caso di assalto dei lupi al crepuscolo, fosse scambiato per uno dei predatori. In epoca contemporanea il Maremmano Abruzzese è ancora impiegato contro i lupi. Un progetto prevede, infatti, di assegnare agli allevatori dei soggetti ben addestrati per difenderli da eventuali attacchi del predatore ed evitare in questo modo una nuova caccia selvaggia a quest’animale protetto dalla legge ma sempre a rischio di estinzione. Nelle nazioni dove i pastori maremmani abruzzesi, con grande attenzione e devozione, difendono pecore, capre e altri animali domestici, i lupi possono ancora sopravvivere.Sono quindi arrivati a trovare gli studenti Sara e Federico dell’allevamento di Fossombrone con Prima e Brising, i loro due bellissimi Cani Lupo di Saarloos (Foto n° 3).

Ambedue gli esemplari sono vincitori del campionato mondiale di bellezza….due vere “stelle” del mondo canino. Il cane lupo di Saarloos è un cane da compagnia originario dei Paesi Bassi, che nell’aspetto e nel movimento ricorda molto il Lupo. Nel 1932 Leendert Saarloos, olandese di Dordrecht, incrociò un maschio di cane Pastore Tedesco da utilità, e una femmina di lupo di origine siberiana/europea, per ottenere una nuova razza meno umanizzata. Questo cane mostra una fedeltà e un attaccamento assoluto nei confronti del padrone. Non sono cani da guardia, non attaccherebbero mai l’uomo. Inoltre è un cane molto tranquillo e adatto a famiglie con bambini. Armati di binocolo, penna e scheda di rilevamento, a gruppi di trenta, i seicento studenti hanno fatto uscite esterne insieme ai ricercatori nel mese di Aprile e Maggio, grazie anche al patrocinio del comune di Calenzanoe a Guardie Ambientali e Venatorie Volontarie, coordinate dal Signor Parenti Roberto presidente regionale di Italpesca-Italcaccia.

In questi primi sei mesi del 2014 sono stati raccolti anche numerosi campioni biologici (fatte) da avviare ad analisi genetica. Questo permetterà di avere una caratterizzazione genetica dei singoli Lupi fornendo più informazioni sul loro numero e i loro spostamenti. Per il momento però i contributi per l’analisi genetica non invasiva non sono arrivati e non possiamo avere queste informazioni. Pur essendo coscienti del periodo di crisi economica che in questo periodo colpisce il nostro Paese, il gruppo di ricerca lancia un appello per avere la possibilità e “qualche fondo” per continuare lo studio.