Il Patt (centrosinistra) tifa per un governo anti-lupi della Lega

Lupi in Trentino Alto Adige: l’emergenza inventata. In Süd Tirol in un anno danni per 9.000 euro

L’ufficio caccia: «Sfatiamo false notizie». E la petizione pro-lupi straccia le due anti-lupi di Svp e Patt

[3 aprile 2018]

In Trentino Alto Adige la guerra dei lupi si combatte a colpi di petizioni e vede uniti Lega e centrodestra  e Partito autonomista tirolese trentino (Patt) e Südtiroler Volkspartei (i partiti autonomisti che amministrano con il centrosinistra) contro ambientalisti, verdi, sinistra e un bel pezzo di opinione pubblica.

L’ultima arrivata nel fronte dell’allarmismo anti-lupo  è la neodeputata leghista trentina Giulia Zanotelli che il 7 marzo, appena eletta in parlamento  ha commentato così sulla sua pagina Facebook l’uccisione di un cervo ucciso a Castelfondo: «La presenza dei lupi sta creando danni enormi alla fauna trentina, oltre a mettere in difficoltà le attività montane. Non si può più negare la pericolosità di questo animale». In realtà in un anno i lupi, facendo esattamente quel che prevede facciano la natura, hanno ucciso solo 99 cervi sui 100.000 presenti nell’area.

La cosa ancora più clamorosa è che si sta parlando di una ventina di lupi per la gran parte non stanziali (in altre regioni italiane ce ne sono centinaia) che dovrebbero essere ben accolti e tutelati perché i grandi predatori ristabiliscono un equilibrio naturale alterato dall’uomo.

E invece sono proprio i politici di governo trentini che dovrebbero tutelare e ripristinare questi equilibri a spargere a piene mani allarmismo.  Gli assessori all’ambiente delle Province autonome di Trento e Bolzano Michele Dallapiccola (Patt) e  Arnold Schuler (Svp) hanno lanciato separatamente due petizioni online: la petizione “Autonomia nella gestione della presenza dei grandi carnivori in Trentino” presentata da Dallapiccola si Change.org il 2 aprile aveva superato di poco le 2.000 firme, la petizione “Wolfs-Petition – Petizione contro il lupo” lanciata a livello europeo da Schuler su OpenPetition Unione Europea (e rivolta alla Commissione Ue e al governo italiano) era quasi a 30.000 adesioni (il quorum è 100.000 firme da raggiungere entro il 20 aprile).

I due assessori (sostenuti evidentemente dalle due giunte di centro-sinistra di cui fanno parte) hanno tentato quindi la via della ricerca del consenso popolare contando su un sentimento anti-lupi che sembra aver funzionato durante l’ultima campagna elettorale (soprattutto nelle valli che sono i serbatoi di voti di Patt e Svp), ma forse hanno fatto male i calcoli, Infatti, per ora il “referendum” sui lupi  lo ha stravinto la contro-petizione “Petizione petizione contro il Lupo? No grazie viva i lupi” lanciata il 14 marzo 2018 su Change.org da Lac – Lega abolizione caccia Trentino Alto Adige/Süd Tirol e da Wwf Bolzano – Verein Wwf Bozen che ha già raccolto più di 41.000 firme. Le due associazioni ricordano che «La recente petizione di Arnold Schuler (Svp) assessore provinciale all’agricoltura, foreste, protezione civile e comuni della Provincia Autonoma di Bolzano chiede: “Sul piano europeo, che si adottino immediatamente le necessarie misure per abbassare il livello di tutela del lupo; Sul piano nazionale, che si adottino immediatamente le necessarie misure per rendere possibile il prelievo controllato del lupo in Alto Adige, in armonia con le direttive europee”. Vuole cioè rendere i lupi cacciabili in modo da offrire risposte facili al suo elettorato di cacciatori/allevatori/agricoltori impermeabili a qualunque informazione scientifica e alle efficaci buone pratiche di prevenzione dei danni. Non dimentichiamo che, nella regione Trentino Alto Adige/Südtirol e quindi anche nella Provincia Autonoma di Bolzano, nel prossimo autunno si voterà e l’Svp deve darsi immagine maschia, forte e autoritaria (mai autorevole). Noi, e quanti sottoscriveranno questa nostra petizione, siamo decisamente contrari a tali proposte che consideriamo fuori da ogni logica».

Dallapiccola (che sarebbe di centrosinistra), dopo aver confermato la stretta collaborazione e comunanza di intenti con Schuler,  ha detto di sperare che la cosa venga risolta da un prossimo governo con la Lega: «Come provincia di Trento ci siamo battuti a Roma nella commissione dei 12 per avere maggiore autonomia nella gestione dei grandi carnivori ma dal ministro Galletti abbiamo avuto risposte francamente insufficienti. Gli atti normativi, però, sono già tutti predisposti. Ora speriamo che con il nuovo Governo le cose possano cambiare. Aspettiamo fiduciosi il nuovo ministro anche se ancora non sappiamo cosa potrà accadere. Quel che è certo è che se dovesse andare al centrodestra e alla Lega le loro posizioni le conosciamo. Fugatti (il deputato leghista Maurizio Fugatti rieletto in Trentino, ndr), non si è mai nascosto in questo senso e sono molto duri sulla questione presenza grandi carnivori quindi potrebbe finalmente arrivare qualche buona notizia per i trentini. Del Movimento 5 Stelle, invece, come per quasi tutti i temi concreti, non si conosce la loro posizione quindi restano un’incognita».

Al contrario, Lac e Wwf chiedono: «A livello delle istituzioni europee che il grado di tutela del lupo sia mantenuto e aumentato nella fascia più alta;  A livello delle istituzioni nazionali: 1. Che si respingano le pretese di abbassare il grado di protezione elevandolo; 2. Che si educhi la popolazione all’uso dei metodi di prevenzione che si sono, ampiamente, dimostrati efficaci laddove sono realizzati correttamente; 3. Che si adottino finalmente risolute ed efficaci strategie atte a eliminare il fenomeno del bracconaggio; 4. Che non si diano ulteriori possibilità di uccisione (oltre ai casi eccezionali già previsti dalle norme vigenti, ma mai presentatisi) in armonia con le direttive europee».

Ma la tegola più grossa sulle iniziative anti-lupo degli assessori trentino e sudtirolese de della neodeputata leghista arriva probabilmente da dove meno se la aspettavano: l’ufficio caccia e pesca della Provincia autonoma di Bolzano che in una rapporto ufficiale pubblicato il 29 marzo riassume i dati e i fatti sulla presenza del lupo in Alto Adige/ Südtirol. E la nota non poterebbe cominciare peggio per assessori e politici anti.lupo: L’Ufficio caccia e pesca vuole sfatare alcune notizie circolate nei giorni scorsi sull’avvistamento di lupi e su attacchi ad animali attribuiti alla presenza del lupo. Come dicono gli esperti, ad ogni episodio viene subito attribuita la colpa al lupo, ma in molti casi sono da attribuire a cani randagi, singoli o in gruppo, in circolazione di giorno e anche di notte».

I dati sulla presenza del lupo  dell’ufficio caccia e pesca della provincia di Bolzano (che dipende dall’assessore Schuler) descrivono una situazione completamente diversa da quella raccontata dai politici, a cominciare dai danni risarciti nel 2017 che «Nel complesso ammontano a 9.680 euro». Un solo cervo è in grado di farne molti di più.

Ma quanti lupi ci sono nell’Alto Adige/ Südtirol che teme l’invasione? Pochissimi a leggere il dettagliatissimo rapporto dei tecnici della stessa Provincia di Bolzano: «Sulla base dei risultati delle analisi genetiche, nel 2017 sono stati identificati 6 diversi esemplari, mentre altri sono stati accertati indirettamente, come uno o due lupi in dispersione nell’area di Tubre, in Val Monastero. In val d’Ultimo è stato inoltre nuovamente rilevato il maschio WBS-M1, la cui dinamica di migrazione viene tracciata dalla provincia di Brescia, via Trentino, fino in Alto Adige. Questo lupo è stato presente nei mesi estivi nell’alta valle di val di Chiesa, e si è reso responsabile di una serie di predazioni a discapito del bestiame presente nell’alpeggio. Nell’area dell’alta Val di Non, nel 2017, è stato poi confermato il successo riproduttivo della coppia presente da alcuni anni e costituita da M41 (maschio) e WBZ-F1 (femmina). Il branco di lupi, composto attualmente da tre animali, occupa un’area transfrontaliera. Sull’Alpe di Siusi e in Alta Badia sono stati rilevati i seguenti animali: la lupa VR-F13 e il maschio WBZ-M001. Questi individui costituiscono la coppia alfa del branco dell’adiacente area Val di Fassa-Arabba-Badia, ed entrambi gli animali provengono dal branco della Lessinia. Una particolarità è stata osservata nella lupa identificata nel comune di Nova Ponente, poiché è risultato che si tratti di un’esemplare origine europea e non italica, che probabilmente arriva dalla popolazione Dinarica. Questa femmina fa parte della coppia che gravita nella zona della Val di Fiemme-bassa Val di Fassa. Va inoltre segnalata la presenza di un individuo singolo nell’area del Renon, di Lana e della Val Senales. Nel corso del 2018, potranno giungere ulteriori accertamenti della presenza della specie sul territorio provinciale a seguito delle analisi genetiche attualmente ancora in corso».

E in Trentino la situazione per numeri e danni non cambia molto, visto che in tutta la Regione Trentino Alto Adige nel 2017 i lupi e i canidi hanno causato danni agli allevatori per  46.925,59 euro e risultano uccisi 99 capi di bestiame su oltre 100.000 esemplari presenti. Come fa notare ironicamente Il Dolomiti, «Praticamente i terribili lupi hanno fatto danni in un’intera regione pari al costo di un Suv di lusso. Il nulla».

Forse invece di fare petizioni e proposte propagandistiche i politici trentini e sudtirolesi farebbero bene ad ascoltare e far applicare i consigli e i comportamenti pubblicati dall’ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano: «Come suggeriscono gli esperti, in caso di eventi dove sono coinvolti animali selvatici, è opportuno darne comunicazione al guardiacaccia competente, mentre in caso di avvistamenti o coinvolgimento di animali domestici è competente l’Ufficio caccia e pesca. Al di fuori del normale orario di ufficio ci si può rivolgere al servizio reperibilità del Servizio forestale attraverso il numero di emergenza 112. I cacciatori in base alla legge venatoria sono obbligati a comunicare tracce di lupo o orso entro 24 ore dall’avvistamento all’Ufficio caccia e pesca. Non sempre quando un animale viene sbranato si provvede al prelievo di un campione di saliva, perché le analisi hanno costi elevati. Vengono eseguite presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige. Hanno priorità i casi individuati con tempestività su animali domestici. Nell’arco dell’anno vengono regolarmente eseguite prove genetiche nell’area dolomitica. Inoltre, nei mesi invernali si va alla ricerca di tracce sulla neve. Tale attività avviene in collaborazione con gli esperti del Trentino e del Bellunese. Un dato è certo secondo gli esperti: non esiste ancora alcun esemplare ibrido in territorio altoatesino, ovvero animali da incroci tra lupo e cane. Consigliano molta prudenza benché i lupi non siano soliti attaccare l’uomo. Sono, infatti, più facili attacchi alle persone dovute a cani, mucche o cinghiali. Tra i consigli, non lasciare resti di alimenti fuori dalle case che potrebbero attirare gli animali in cerca di cibo».