La Lega ha chiesto di modificare la direttiva Ue che individua la specie come protetta

Lupo decapitato in Piemonte, bracconieri ne espongono la testa su un cartello stradale

Wwf: «Perseguire i responsabili e approvare al più presto il Piano di conservazione e gestione»

[15 novembre 2018]

Nonostante sia una specie protetta, in Italia circa 300 esemplari di lupo sono vittime di bracconaggio ogni anno, spesso segnate da grande crudeltà. L’ultimo esempio arriva dal Piemonte, dove una testa di lupo mozzata e legata ad un cartello stradale è stata rinvenuta da un passante lungo la strada provinciale 1, tra Lanzo e Germagnano.

A denunciare il fatto è il Wwf nazionale, che informa come i resti del giovane lupo siano stati recuperati dall’Asl di competenza e trasportati all’Ospedale veterinario universitario di Grugliasco, dove saranno effettuate analisi necroscopiche più approfondite. «Non si tratta del primo episodio di questo genere in Piemonte, dove – ricordano dal Panda – già nel 2015 una testa mozzata di lupo era stata esposta in località Nasagò, nel comune di Ormea, con modalità simili. Visto il susseguirsi di episodi di questo tipo, in Piemonte ma anche in altre regioni italiane, il Wwf chiede che ci sia una rapida intervento dei Carabinieri forestali e che la Procura attivi tutte le procedure necessarie per perseguire e punire i responsabili di questo vero e proprio scempio contro la natura».

Uno gravissimo atto di bracconaggio cui si aggiunge spesso – come in questo caso – l’ostentazione del macabro trofeo: «Queste tristi immagini riportano indietro di più di mezzo secolo, quando negli anni ‘50 e ‘60 il lupo veniva cacciato con ogni mezzo e le carcasse erano esposte pubblicamente nei paesi. Oggi però, a differenza di allora, il lupo è una specie protetta da normative nazionali e direttive europee». Occorre però fare di più, evidentemente, e per questo il Wwf «rivolge l’ennesimo appello alla Conferenza Stato-Regioni affinché venga approvato al più presto, ovviamente con lo stralcio del capitolo relativo agli abbattimenti legali, il Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, che contiene anche importanti misure contro il bracconaggio».

Il clima politico che il Paese sta vivendo non aiuta però il raggiungimento dell’obiettivo. Anzi: appena due mesi fa Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento europeo, ha addirittura proposto un’inversione a U nel percorso di tutela del lupo, chiedendo al Commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan di modificare «urgentemente la Direttiva Ue Habitat, che garantisce al lupo lo status di specie protetta».