L’urbanizzazione mette a rischio le diete di farfalle

Farfalle schizzinose e generaliste di fronte alla mutazione di foreste e ai parchi urbani

[19 agosto 2016]

farfalle urbanizzazione

Con l’urbanizzazione sempre più veloce e massiccia, le farfalle potrebbero diventare sempre più dipendente da un minor numero di fiori. A dirlo è uno studio, condotto da ricercatori dell’Università nazionale di Singapore (Nus) e pubblicato su Biological Conservation, ha rivelato che «La maggior parte delle farfalle tropicali si nutrono di una varietà di tipi di fiori, ma quelle che sono ‘schizzinose’ riguardo alle le loro diete floreali  tendono a preferire piante autoctone e sono più dipendenti dalle foreste. Queste farfalle “esigenti’ hanno anche le ali che sono più cospicue e proboscidi più brevi».

La riduzione delle piante autoctone causata dall’urbanizzazione danneggia la dieta di queste farfalle e ricercatori di Singapore dicono che potrebbe essere necessario intervenire per gestire le risorse floristiche che preferite da questi delicati insetti.

Si tratta dei risultati di uno studio triennale su come l’urbanizzazione impatta sulle diete delle farfalle tropicali e il principale autore dello studio, Anuj Jain, del Dipartimento di scienze biologiche della Nus, spiega che «Le specie di farfalle presentano diversi livelli di preferenze per i fiori e specializzazioni per i fori. La comprensione del complesso fenomeno della specializzazione floristica delle farfalle è importante, dato che le  farfalle sono note per essere importanti impollinatori delle foreste tropicali. I cambiamenti nella struttura della vegetazione a causa dell’urbanizzazione potrebbe alterare il comportamento delle farfalle e, mutandolo, provocare cambiamenti nell’impollinazione e nella riproduzione delle piante autoctone. E’ preoccupante che le farfalle che sono specializzate in alcuni fiori possono diventare sempre più dipendente da un minor numero di fonti floreali autoctone. Per salvaguardare queste farfalle, c’è la necessità di sviluppare misure di intervento per mantenere la disponibilità di piante da fiore idonee».

Quando le farfalle vanno a caccia di nettare, raccolgono il polline sulle zampe e sul corpo, il che aiuta l’impollinazione per la riproduzione delle piante. Studiare i fiori dei quali si nutrono le farfalle è essenziale per comprendere la riproduzione e la dispersione di diversi tipi di piante.

Edward Webb del Dipartimento di scienze biologiche della Nus, che ha supervisionato lo studio, evidenzia che «Finora, gli studi sui motivi dell’alimentazione floreale delle farfalle si sono concentrati nei Paesi temperati, come il Regno Unito e la Spagna, ma quest’area non è ben studiata per i tropici. Con la massiccia trasformazione del paesaggio che sta avvenendo  nei tropici, c’è la necessità di comprendere l’utilizzo dei fiori da parte delle farfalle, per valutare le implicazioni sull’impollinazione e la riproduzione delle piante, così come la conservazione delle specie di farfalle».  .

Per colmare questa lacuna Anuj ha collaborato con Krushnamegh Kunte, del National center for biological sciences dell’India e gli esperti di farfalle della Nature Society di Singapore. Insieme hanno esaminato 62 siti a Singapore, che comprendevano sia aree boschive chee parchi urbani, e hanno registrato 3.092 visite ai fiori di 190 specie di farfalle che si nutrono di 149 specie vegetali.

E’ così che i ricercatori hanno scoperto che tra le 190 specie di farfalle osservate, 30 erano specializzate in alcuni fiori e sono “schizzinose” riguardo alle loro diete, si alimentano solo su specie di fiori selezionate, mentre le restanti 160 specie si alimentano su una vasta gamma di fiori.

Alcune farfalle di foresta sono dipendenti solo da singole specie floreali autoctone. Una di loro, la Pyroneura latoia), che alimentavo solo sui fiori della pianta autoctona Leea indica nel 74% delle osservazioni. Il team ha anche scoperto che la famiglia delle Lycaenidae, che è la più a rischio di estinzioni, è quella che frequenta la maggior parte degli habitat specializzati  a Singapore ed è quella più specializzata in alcuni fiori.

Tra le specie di farfalle 19 che hanno fatto almeno 10 visite ai fiori sia nelle foreste che nei parchi urbani, 5 specie ampliano la loro dieta quando sono nei parchi urbani, che hanno più piante non autoctone rispetto ai siti forestali: «Questo suggerisce che le piante da fiore non autoctone possono essere di beneficio ad alcune farfalle, fornendo risorse nettarifere extra», dicono i ricercatori.

Anuj spiega che «Le piante fiorite native nelle foreste di Singapore tendono ad essere spazialmente dispersi e gli eventi nel fiore sono brevi, sporadici e pochi, tranne che durante i periodi di fioritura di massa. La presenza di piante non autoctone può compensare questa carenza di eventi di fioritura autoctona. Gli  impatti delle piante da fiore non-native possono essere complessi, beneficiando potenzialmente le specie generaliste, pur essendo dannoso per quelle specialiste»

Il team di ricerca ha studiato i fattori che hanno reso le farfalle specializzate in alcuni fiori o generaliste e ha scoperto che le farfalle che si nutrono di meno specie di fiori  se hanno ali più grandi.  Anuj spiega ancora: «I nostri risultati suggeriscono che la vistosità delle farfalle può essere un importante adattamento evolutivo per sfuggire ai predatori durante il foraggiamento Quando le farfalle si alimentano, tendono ad essere vulnerabili alla predazione. Hanno bisogno di ottimizzare le strategie di foraggiamento o le morfologie per ridurre il tempo che trascorrono sui fiori, se possono ridurre l’esposizione a predatori possono ridurre la predazione». E’ stato anche scoperto che e le farfalle che sono generaliste hanno la proboscide più lunga delle specialiste. « Il possesso di una lunga proboscide è vantaggioso per le farfalle, perché amplia le scelte alimentari, consentendo l’accesso al nettare di fiori più profondi, che in genere secernono più nettare dei fiori brevi», aggiungono i ricercatori di Singapore. .

Studi futuri si concentreranno sull’impatto delle farfalle tropicali sulla riproduzione delle piante. Infatti, nel suo  studio, il team di ricerca della Nus ha potuto quantificare solo l’utilizzo dei fiori da parte delle  farfalle, ma non  ha potuto studiare l’impatto che le farfalle hanno sulla produzione di sementi, sulla dispersione dei semi e sulla creazione di piante autoctone. Per approfondire la comprensione sui veri costi e benefici delle specie di piante non autoctone per le farfalle nelle foreste tropicali, il team spera di effettuare esperimenti a livello di comunità che coinvolgano molteplici specie vegetali, lungo l’intero ciclo riproduttivo delle piante.