M5S: «Stop allevamenti di visoni e di animali da pelliccia»

I Paesi dove è vietato allevare questi animali sono in costante aumento

[13 maggio 2016]

allevamenti di visoni

In Italia, le associazioni animaliste sono nuovamente mobilitate per chiedere al Governo l’introduzione del divieto di allevare visoni ed altri animali da pelliccia anche in Italia e il Movimento 5 Stelle si fa interprete di questa vecchia battaglia rilanciando la sua proposta di legge sul tema che  è ferma ormai da tre anni in Parlamento, per questo il  M5S ha rivolto un’interrogazione che vede come prima firmataria Chiara Gagnarli  ai ministeri dell’ambiente, della salute e delle politiche agricole nella quale si ricorda che «In Italia,  l’allevamento di  visoni per  il principale scopo di ricavarne pelliccia è ormai un’attività residuale,  praticata da poco più di 20 allevatori e  che  comunque ogni anno  comporta  l’uccisione di  circa duecentomila visoni principalmente allevati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna; sono  già  stati  pubblicati  numerosi  studi  attestanti  l’incompatibilità  della  stabulazione  delle  specie  da  pelliccia  con  il  rispetto  dei  parametri  minimi  di  benessere  animale:  si  ricorda  lo  studio  del  2001  del  Comitato  scientifico  per  la  salute  e  il  benessere  animale  della  Commissione  europea  che  evidenziava  ’incompatibilità dei sistemi di allevamento in gabbia di questi animale ed i loro comportamenti naturali; il  venire  meno  del  requisito  della  necessità  (considerando  che  la  pelliccia  animale  oggi  è  facilmente sostituita  da  tecnofibre),  comporta  che  l’uccisione  di  animali  per  tale  finalità  configura  una  condotta  delittuosa e pertanto perseguibile a norma del nostro codice penale»

La Gagnarli e gli altri deputati pentastellati sottolineano che «  «la  maggioranza  degli  italiani  e  degli  europei  più  volte si  è  espressa  al  fine  di  bandire  questa  forma  di  allevamento.  Molte  aziende,  italiane  e  non,  operanti  nel  settore  della  moda  si  sono  pubblicamente  schierate contro questa forma di sfruttamento; I Paesi in cui è fatto divieto di allevare questi animali sono in costante aumento: Inghilterra (2000, divieto  per tutti gli animali), Irlanda del Nord (2003, divieto per tutti gli animali), Scozia (2003, divieto per tutti gli  animali), Austria (2004, divieto per tutti gli animali), Croazia (2007, divieto per tutti gli animali effettivo dal  2017), Bosnia (2009, divieto per tutti  gli  animali effettivo dal 2018), Danimarca (2009,  volpi effettivo dal  2024), Slovenia (2013, divieto per tutti gli animali effettivo dal 2015); nel dicembre 2012 anche l’Olanda, che costituisce il terzo Paese al mondo produttore di pelli di visone con  oltre 5 milioni di animali allevati all’anno, ha approvato il divieto di allevamento di animali «da pelliccia»  che sarà  vigente  dal  2024  per  dare  il  tempo  ai  189  allevamenti  di  visoni  di  riconvertirsi,  nonostante  il  contenzioso avviato dalla Federazione olandese di possessori di animali da pelliccia; pochi giorni fa il Ministro dell’agricoltura lussemburghese, Fernand Etgen, ha presentato la nuova legge per  assicurare  la  dignità,  la  tutela  della  vita,  la sicurezza  e  il  benessere  degli  animali,  che  introduce  anche  sanzioni per la macellazione di animali al solo scopo di venderne pelli e pellicce; l’attività di allevamento, ed in particolare del visone, ha anche un significativo impatto sull’ambiente e sul  clima a causa del processo di concia e trasformazione della pelliccia, oltre a rappresentare un potenziale  rischio di estinzione delle specie autoctone, causata da specie esotiche invasive come il visone americano».

In base a queste  motivazioni, il Movimento 5 Stelle ha già presentato  una  Risoluzione  una  interrogazione  a  risposta  in  commissione  agricoltura della Camera e   due  proposte  di  legge  (C.2148  a  prima  firma  Gagnarli  e  C.288  a  prima  firma  Brambilla), che prevedono entrambe «l’immediato divieto di apertura di nuove strutture, la chiusura degli  allevamenti esistenti entro un anno dall’entrata in vigore della legge, la possibilità di riscattare gli animali e  reinserirli  in  natura,  la  reclusione  e  le multe  per  ogni  animale  allevato  e  per  chi  esporta  o  sfrutta  economicamente pelli o pellicce di animali appositamente allevati, catturati e uccisi in Italia». I deputati M5S chiedono quindi se «il Governo non intenda al più presto assumere iniziative legislative  anche  promuovendo  le  proposte  di  legge  già  depositate  in materia  di  “divieto  di  allevamento,  di  cattura  e  uccisione di animali per la loro pelliccia”, al fine di mettere fine, anche nel nostro Paese, ad una pratica  anacronistica quanto crudele contro gli animali».