Macchia Mediterranea un ecosistema da proteggere e valorizzare

[27 novembre 2013]

Magistrale relazione (vedi video) del professor Francesco Maria Raimondo a Caltagirone  durante lo svolgimento della Tavola Rotonda “La Macchia Mediterranea: un Paesaggio Naturale da valorizzare e proteggere” , moderata da Valentina Rapicavoli, che ha avuto il grande partecipazione di pubblico ed un alto livello scientifico.

Raimondo è il Direttore dell’Orto Botanico ed Herbarium Mediterraneum di Palermo e Presidente della Società Italiana di Botanica.

La Macchia Mediterranea, come noto, è un ambiente caratterizzato da estati calde e secche e da inverni miti e piovosi. Questo influenza notevolmente la vegetazione, che è quindi caratterizzata da piante basse, legnose, perenni, a struttura di tipo sclerofitico, cioè con foglie piccole e dure adattate a resistere alla siccità estiva.

Per questo motivo la macchia mediterranea è chiamata anche “foresta a sclerofille” (skleros = duro, phyllon = foglia). La piovosità totale annua è di circa 250-500 millimetri e interessa soprattutto i mesi invernali. In estate la temperatura media mensile è spesso superiore ai 20 °C e in questo bioma in inverno il gelo è molto raro.

La zona più caratteristica della macchia mediterranea è il bacino del Mediterraneo, ma si può trovare anche in altre regioni del mondo: la California, il Cile centrale, la punta meridionale del Sudafrica e l’Australia meridionale.

Mediterraneo Nel bacino del Mediterraneo la macchia ha subito un attacco considerevole da parte degli animali addomesticati dall’uomo, in particolare le capre, che hanno un’alimentazione poco specializzata e si nutrono quindi indifferentemente di ogni tipo di vegetazione: hanno bisogno di pochissima acqua e riescono addirittura ad arrampicarsi sugli alberi per raggiungere il cibo. Nella regione mediterranea esistono aree di eccezionale concentrazione di biodiversità ed elevata densità di specie endemiche, chiamate hot spots. In Italia queste aree si trovano in Sicilia e Sardegna. Il problema di tutte queste zone è che nella stagione secca non c’è modo di proteggere le piante dal pascolo indiscriminato. Gli agricoltori, infatti, non fanno riserve di foraggio per il bestiame per questo periodo, e quindi gli animali continuano a pascolare anche se le piante non sono nel momento della crescita, il che ha come risultato la formazione di una vegetazione povera e scarsa. Questa vegetazione viene ulteriormente modificata dal fuoco, infatti durante la stagione asciutta è tutto secco e facilmente infiammabile, a causa dell’elevato contenuto di oli volatili presente in molte specie.

California In California la macchia mediterranea è chiamata chaparral ed è una zona di arbusti spinosi ricchi di uccelli e di altri vertebrati, soprattutto nella stagione umida; durante l’estate calda, molti uccelli e gli erbivori più grossi si spostano verso zone più favorevoli. I mammiferi che abitano la chaparral sono gli scoiattoli di terra e i ratti canguro, animali che immagazzinano semi nelle loro tane. Questi semi hanno l’importante funzione di conservare l’acqua, perché assorbono il vapore acqueo che viene disperso durante la respirazione di questi piccoli mammiferi mentre sono nelle tane. Tra gli animali più grandi si possono trovare il pecari dal collare, simile al maiale ma di taglia inferiore e ugualmente onnivoro; la comune antilope, abile corridore; il cervo mulo, molto numeroso, mentre stanno diminuendo di numero con gli anni i lupi, gli orsi grigi e i leoni di montagna. Tra gli uccelli predomina il gallo corridore, parente dei cuculi, che non possiede però le stesse abitudini parassitarie del nido; non è un abile volatore, ma corre velocemente e si nutre di rettili e roditori.

Australia In Australia meridionale la macchia è chiamata mallee e consiste in una boscaglia semiarida. In questo ambiente sono numerosi gli uccelli granivori e meno comuni i frugivori (cioè che si cibano di frutti). Tra i granivori si trova il fagiano australiano, un uccello che non cova le uova mettendosi sopra, ma accumula una montagnetta di terra e vi depone sopra le uova. Il maschio si occupa di controllare la temperatura delle uova aggiungendo o togliendo terriccio dal cumulo. Anche gli uccelli che si nutrono di carne sono comuni, infatti vi sono numerose specie di falconi, astori, gufi, civette e averle maggiori.

Cile In Cile troviamo il matorral, dove vivono piccoli mammiferi come il degu, un roditore grosso come un topo e con unghie affilate con cui scava il terreno alla ricerca di radici e tuberi. Sembra che un tempo vivesse qui il guanaco.

Attualmente la macchia che circonda il bacino del Mediterraneo è sicuramente più povera di animali a causa della lunga storia dell’attività umana nella zona; in altre parti del mondo, invece, la macchia mantiene una fauna numerosa. Si possono trovare cinghiali, caprioli, daini,scoiattoli, volpi, lupi, tassi, roditori, testuggini, lucertole e molte specie di uccelli. La fauna del suolo comprende chiocciole, insetti e lombrichi, e deve affrontare annualmente due periodi di sospensione dell’attività: il freddo invernale (comportamento di ibernazione) e la siccità estiva (comportamento di estivazione). All’inizio dell’estate gli insetti del suolo e gli altri piccoli animali si spostano in profondità di molti centimetri, dove trovano le condizioni adatte per superare la siccità estiva in attesa delle piogge autunnali. Altri animali sopportano la siccità del giorno diventando attivi nelle ore notturne.

Molto importante è la vegetazione mediterranea come habitat di una grande varietà di animali selvatici e di allevamento. In particolare nel Mediterraneo è importante l’elevato numero di specie vegetali endemiche, che rappresentano circa il 50% del numero totale di piante di questo ambiente. L’Italia meridionale rappresenta l’estremo limite meridionale di molte specie presenti in tutta Europa, come il faggio, la rovere e l’abete bianco. Si pensa che in epoca glaciale le regioni meridionali abbiano rappresentato le “aree rifugio” da cui queste specie si sono nuovamente diffuse nel resto d’Europa. Per questo motivo l’Italia meridionale è una grande riserva di biodiversità la cui importanza è oggi riconosciuta in tutto il mondo.

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  • Relazione del Prof. F.M. Raimondo