Macroalghe aliene nel Mediterraneo: rivelato un nuovo meccanismo che ne favorisce la diffusione

Una ricerca italo-australiana sui i fondali dell’Isola di Capraia nell’Arcipelago Toscano

[6 luglio 2018]

Una ricerca guidata dall’università di Pisa ha rivelato per la prima volta il meccanismo che favorisce la diffusione della Caulerpa cylindracea, una delle specie aliene più presenti nel Mediterraneo. In uno studio pubblicato sul Journal of Ecology, un team di ricercatori italiani del dipartimento di biologia dell’università di Pisa, delle università di Cagliari e Politecnica delle Marche e della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e australiani dell’università del New South Wales e del Sydney institute of marine science, hanno scoperto che «Il segreto sta infatti nella capacità di questa macroalga verde di origine Indo-Pacifica, tipica delle zone tropicali, di modificare i fondali che colonizza in modo da garantirsi un vantaggio competitivo rispetto alle specie native».

La sperimentazione è stata condotta a Capraia, un’isola protetta sia a mare che a terra dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e caratterizzata da condizioni ambientali incontaminate. «Qui – dicono all’ateneo pisano – sui fondali sabbiosi, i ricercatori hanno potuto osservare la “lotta” fra la specie aliena Caulerpa e la pianta nativa Posidonia (Posidonia oceanica), presente in rigogliose praterie che in virtù della trasparenza dell’acqua possono estendersi fino a profondità di oltre 30 metri».

Fabio Bulleri, dell’università di Pisa, spiega che «La diffusione di alghe invasive rappresenta un’importante minaccia per la biodiversità marina  e se sulla terraferma le interazioni tra suolo e piante sono ben documentate ed ampiamente riconosciute tra i processi che regolano l’insediamento di specie non native, questa è la prima volta che il fenomeno viene osservato in un ambiente marino».

Dallo studio è emerso che «Le due specie influenzano i fondali in modo diverso: nel caso della Caulerpa i sedimenti sono caratterizzati da comunità microbiche e processi metabolici che riflettono condizioni anaerobiche, mentre nel caso della Posidonia riflettono condizioni aerobiche». I ricercatori hanno anche dimostrato che «La capacità di insediamento della Caulerpa è più elevata nelle aree che ha precedentemente colonizzato. La macroalga sarebbe infatti capace di modificare le caratteristiche dei sedimenti, in termini di comunità microbica, quantità e qualità della materia organica, in modo da rendere i fondali più favorevoli alla propria diffusione e impedendo contemporaneamente l’avanzata delle specie native».

Bulleri conclude: «I risultati dello studio incrementano la nostra comprensione dei meccanismi che regolano l’insediamento di specie aliene in ambiente marino e contribuiscono quindi ad aumentare la nostra capacità di far fronte al problema delle invasioni biologiche e, quindi, di conservazione della biodiversità marina».